DERIVATE
1) DEFINIZIONE E SIGNIFICATO GEOMETRICO DELLA DERIVATA
Consideriamo la funzione
.
Desideriamo tracciarne il cosiddetto “grafico probabile”
ossia quell’abbozzo di grafico che si è in grado di disegnare dopo che si sono determinati:
1) il dominio;
2) le intersezioni con gli assi;
3) la “positività”, cioè i valori di x per i quali la y corrispondente è positiva
(il che permetterà di individuare pure, per esclusione, i valori di x
per i quali la y corrispondente è
negativa);
4) i limiti ai confini del dominio.
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1)
Il dominio è
tutto 2)
quindi le intersezioni con l’asse x sono i punti (0, 0) e (1,0) 3)
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Linea
continua = espressione positiva Linea
tratteggiata = espressione negativa Pallino
vuoto = espressione nulla |
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4)
… e dalle
informazioni 1), 2), 3) e 4)
si trae la figura qui a destra |
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Dal “grafico probabile” si desume con certezza che deve esserci un punto di minimo relativo, con ascissa compresa fra 0 e 1.
Sarebbe molto interessante riuscire a determinare in modo PRECISO le coordinate di questo punto. Osserviamo che, nel punto
di minimo, la retta tangente al
grafico è orizzontale, quindi ha coefficiente
angolare uguale a 0; perciò |
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se noi riuscissimo a
trovare una formula che, per ciascun valore di x, fornisca il coefficiente angolare
della retta tangente alla nostra funzione nel punto di ascissa x, saremmo a posto, perché,
per trovare la x del punto di minimo, basterebbe poi risolvere
l’equazione ottenibile uguagliando a 0 l’espressione trovata. |
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Affrontiamo questo problema dapprima dal punto di vista generale. Consideriamo (vedi figura qui a fianco) una funzione
sia x un’ascissa fissata; indichiamo con P il punto del grafico, avente ascissa x. Le coordinate di P saranno dunque La retta tangente in P è definita come la posizione limite di una retta secante PQ (con Q punto sulla curva, distinto da P) quando il punto Q viene portato vicinissimo a P. Indichiamo l’ascissa di Q con (essendo h un incremento che potrà essere positivo o anche negativo: si parla di “incremento algebrico”). |
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Le coordinate di Q
saranno allora · coefficiente angolare della secante PQ = =
·
coefficiente angolare della tangente t = = q Il
rapporto si dice “rapporto incrementale” della funzione f, relativo al punto x e all’incremento h. Esso è uguale al coefficiente angolare della retta secante che passa per i punti q Il limite del rapporto incrementale, al tendere a zero dell’incremento h: si dice
“derivata” della funzione f nel punto x, è indicato con il
simbolo ed è uguale
al coeff. ang. della retta tangente al grafico della funzione nel punto OSSERVAZIONI: a) se il limite non esiste, si dice che “la f non è derivabile nel punto x” b) se il limite esiste, ma è infinito, si dice ancora che “la f non è derivabile in x”, ma contemporaneamente, se la funzione f è continua nell’ascissa x, si dice anche che “la f ha in x derivata infinita”. La contraddizione sotto l’aspetto linguistico è evidente, ma è entrata nell’uso (anche perché, effettivamente, accettarla comporta alcuni vantaggi). Evidentemente, ♪ il caso a) si verifica se e solo se il grafico della f non ammette retta tangente in P(x, f (x)) ♫ mentre il caso b) si verifica se e solo se la posizione limite della retta secante PQ è verticale; qui, tuttavia, la posizione limite della retta secante viene chiamata “retta tangente” soltanto qualora la funzione f sia continua nell’ascissa x. |
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q
ESEMPIO:
calcolare la derivata della funzione
Il coeff. ang. della retta tangente alla curva di
equazione q
Esempio più generale: calcolare la derivata della funzione
In definitiva: Il coeff.
ang. della retta tangente alla curva Perciò, ad
esempio, si avrà: |
Torniamo ora al problema da
cui avevamo preso le mosse.
Si trattava di trovare
l’ascissa nella quale la funz. tocca il suo minimo relativo.
Avevamo osservato che in
corrispondenza del punto in questione doveva annullarsi
il coefficiente angolare
della tangente al grafico della funzione.
Calcoliamo l’espressione di
tale coefficiente angolare in corrispondenza della generica ascissa x, ossia
calcoliamo la derivata :
Ora
cerchiamo il valore di x per cui :
Delle due
ascisse trovate, quella di minimo relativo è quella compresa fra 0 e 1, ossia .
Perciò
L’altra soluzione x=0, evidentemente, è l’ascissa dell’altro punto
in corrispondenza del quale la retta tangente è orizzontale
(l’origine).
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q
ALTRO ESEMPIO. Calcolare la derivata, nel generico punto x,
della funz.
Abbiamo dunque dimostrato che 1) Osserviamo che tale
derivata insomma: quando Ma ciò va
perfettamente d’accordo col fatto che pensando al grafico della funzione i punti in
cui la tangente alla curva è orizzontale sono quelli in cui la funzione tocca il
suo massimo oppure il suo minimo, ovvero proprio i multipli dispari di
2) Osserviamo inoltre che la sinusoide 3) Analogamente si ha: con ovvia
interpretazione in termini di inclinazione del grafico della |
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ESERCIZI
(alcune risposte alla fine) 1)
Dimostra che la derivata della funzione mentre nel punto 2)
Dimostra che la derivata della funzione Tale derivata si annulla quando 3)
Dimostra che la derivata della funzione 4)
Dimostra che la derivata della funzione Tale derivata non si
annulla per nessun valore di x, anzi: è negativa per ogni
valore di x. E infatti il grafico della
5)
Dimostra che la derivata della funzione Successivamente, analizza la funzione ·
il dominio; ·
le intersezioni con gli assi; ·
la “positività”, cioè i valori di x per i quali la y corrispondente è positiva ·
i limiti ai confini del dominio ·
i valori di x per i quali la retta tangente al grafico è
orizzontale. Traccia un abbozzo di grafico per la |
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Alcune risposte:
1) valori molto alti perché la derivata
esprime il coeff. ang. della retta tangente quindi esprime l’inclinazione del grafico,
e questo grafico si “impenna” molto rapidamente, al crescere di x
2) ne deduciamo che il grafico ha per x =0 retta tang. orizzontale. In
questo caso, tale tangente orizzontale viene attraversata dal grafico. 4) … sempre decrescente (retta tang. con coeff. ang. <0 vuol dire tangente in discesa, quindi funzione in discesa). |