5) DERIVATA UNILATERALE
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Consideriamo la funzione
Avremo
Il grafico della funzione è costituito da “due archi di parabola che si tengono per mano”.
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Nel passaggio dalla sinistra alla destra dell’ascissa x = 1, cambia l’espressione analitica della funzione: tale espressione è Il brusco cambiamento di espressione determina un altrettanto brusco cambiamento nell’inclinazione della curva. Si dice che il punto P, di ascissa 1, è un “punto angoloso”.
La curva, per via dell’ “angolosità”, NON ammette retta tangentenel punto P(1,1) in cui si passa da un’espressione all’altra.
Potremmo però dire che,
q se consideriamo soltanto la parte del grafico che si trova “da P verso sinistra”, avremo una retta tangente in P con una certa inclinazione;
q se invece consideriamo soltanto la parte di grafico che va “da P verso destra”, avremo UN’ALTRA retta tangente con un’altra inclinazione.
Per questo motivo, nella figura abbiamo preferito disegnare solo due SEMIrette, la semiretta t1 “tangente in P verso sinistra” e la semiretta t2 “tangente in P verso destra”.
Quali saranno i coefficienti angolari di queste due semirette?
Per rispondere, osserviamo che
q t1 può essere pensata come la posizione che una semiretta secante, con origine in P e passante per un altro punto Q del grafico, situato A SINISTRA di P, tende ad assumere quando Q viene fatto tendere a P;
q e analogamente, t2 può essere pensata come la posizione limite di una semiretta secante PQ, con Q situato sul grafico, A DESTRA di P, e fatto tendere a P.
E’ allora evidente che il coefficiente angolare di t1 (“semitangente in P verso sinistra”) potrà essere determinato calcolando il
mentre il coefficiente angolare di t2 (“semitangente in P verso destra”) coinciderà col
Si parla, in casi come questo, di
q “rapporto incrementale sinistro” e “derivata sinistra”,
q “rapporto incrementale destro” e “derivata destra”.
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In generale:
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Sia data una funzione
q
Si dice “rapporto incrementale sinistro” della f (x) in
q
Si dice “rapporto incrementale destro” della f (x) in
q
Se esiste finito il esso viene detto “derivata sinistra” della f (x) in
q
Se esiste finito il esso viene detto “derivata destra” della f (x) in
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E’ conseguenza immediata della definizione di “derivata” il teorema seguente:
f (x) è derivabile in tanto la derivata sinistra quanto la derivata destra, e queste sono uguali fra loro:
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Ritornando ora all’esempio da cui eravamo partiti:
avremo:
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NOTA
1 perché, essendo h
negativo,
NOTA
2 perché, essendo h
positivo, |
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OSSERVAZIONE ANTICIPATRICE. A dire il vero, quando determineremo ed impareremo a memoria le regole per le derivate delle funzioni elementari, di fronte ad un problema di questo tipo, preferiremo comportarci in un modo diverso. Ragioneremo così: la derivata sinistra coincide col coeff. ang. che avrebbe, nell’ascissa 1, la retta tangente al grafico della funzione, se la funzione stessa mantenesse, anche a destra dell’ascissa 1, la medesima espressione analitica che è valida con … e discorso analogo per la derivata destra (vedi figura). Quindi, in modo molto più rapido ed efficiente:
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NOTA : quando avremo imparato la regola per la derivata di un polinomio, ci metteremo un decimo di
secondo a ricavare: |
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Altro esempio
La funzione Essa presenta, curiosamente, due comportamenti del tutto diversi a sinistra e a destra dell’ascissa 0: infatti è
Da sinistra, la funzione “si tuffa” dunque nell’origine; ma
Per rispondere a questa domanda, potremmo procedere come segue: “completiamo per continuità” la definizione della funzione, ottenendo
La funzione F (x) è “figlia” della f (x), ma rispetto alla funzione “madre” ha, in più, la proprietà di essere definita nell’ascissa 0 e ivi CONTINUA A SINISTRA. E’ evidente che l’inclinazione con cui la funzione madre f “si tuffa” nell’origine, provenendo dalla sinistra, è la stessa inclinazione con la quale fa lo stesso “tuffo” la funzione figlia F. Calcoliamo quindi il rapporto incrementale SINISTRO della F (x) nell’ascissa 0, e cerchiamone poi il limite quando l’incremento h tende a 0; insomma,
andiamo a calcolare Dunque:
NOTA. Quest’ultimo limite (si ha una Forma di Indecisione “infinito moltiplicato zero”) sarà dimostrato uguale a 0 nel capitolo sul Teorema di De L’Hospital, che vedremo successivamente. Tuttavia, dal punto di vista intuitivo, la grande rapidità con cui sappiamo tendere a zero l’esponenziale al
tendere dell’esponente a
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Pertanto, da tutto quanto visto si trae che la
funzione si “tuffa” nell’origine, DA SINISTRA, con inclinazione di coeff. ang. 0 (tutt’altro che un tuffo “di testa” quindi ! … un tuffo “orizzontale”, invece!), come un
grafico tracciato con software matematico potrebbe confermare
OSSERVAZIONE Si poteva giungere alla stessa conclusione anche
calcolando il |
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Ma su quest’ultimo discorso ritorneremo quando, più avanti, tratteremo il “Criterio sufficiente di derivabilità”.
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