9)   LA FORMULA PER LA DERIVATA DELLA FUNZIONE INVERSA

 

Sia    una funzione (funzione diretta),

e sia   la rispettiva funzione inversa

(osserviamo che per il discorso che ci interessa in questo momento, sarebbe controproducente scambiare,

 nella funzione inversa, i nomi delle variabili come abbiamo invece fatto in altre occasioni!).

Sia  un punto del grafico della funzione diretta :   

Se guardiamo da questo punto di vista,

vediamo il grafico della funzione inversa

 x = f -1(y)=F(y)

a patto di tener conto che

l’asse di quella che è per noi ora

la variabile indipendente (cioè y)

ci appare orientato al contrario

di come solitamente siamo abituati

 

 

Se guardiamo da qui, vediamo la funzione diretta

 

 

Supponiamo ora f derivabile in , con ;

f  sarà dunque anche continua in ;

di conseguenza, per un teorema a noi noto, anche la funzione inversa F sarà continua in .

Quando perciò faremo tendere  a zero, anche  tenderà a zero. Possiamo scrivere:

 

ossia

NOTA.   Abbiamo già puntualizzato che quando  tende a zero, anche  tende a zero.

                può essere riguardata come quantità che dipende da  (=come funzione di  ); quindi

               possiamo pensare ad una composizione di funzioni, sulla quale è applicabile il “Teorema di sostituzione”.

 

Tutto ciò dimostra

(sostituendo, a questo punto, il simbolo  col simbolo x e il simbolo  col simbolo y,

 ma tenendo comunque sempre presente che x, y devono indicare due valori che “si corrispondono”),

il seguente:

 

 

Teorema

 

La derivata di una funzione inversa è uguale al reciproco della derivata della funzione diretta

(purché quest’ultima derivata esista e non sia nulla).

 

In simboli:  

essendo:

  •  x un punto fissato;
  •   funzione inversa di  f;
  •  esistente e non nulla;
  •  y immagine di x attraverso la f;
  •  x controimmagine di y attraverso la f (o anche: immagine di y attraverso la  )

 

E’ IMPORTANTISSIMO RICORDARE che

le due derivate che compaiono nella formula si intendono calcolate

in due punti CHE SI CORRISPONDONO!

 

 

ESEMPIO

 

ESERCIZIO SVOLTO

La funzione   è definita per

Essendo la somma di due funzioni crescenti, è monotona crescente, quindi invertibile.

La funzione inversa non è esprimibile elementarmente; tuttavia, è richiesto di calcolare

la derivata di detta funzione inversa, in corrispondenza del punto 2.

 

RISOLUZIONE

La formula da utilizzare è  :  basta interpretarla correttamente, tenendo presente che

q     ed   sono funzioni inverse l’una dell’altra,

q    ed ,  sono due punti che si corrispondono.

 

Per determinare, come è richiesto, la derivata della funzione inversa  nel punto 2,

dovremo innanzitutto trovare a quale valore di x corrisponde, attraverso la funzione diretta , il valore .

Insomma, dovremo cercare per quale x si ha  ;

l’equazione si risolve per tentativi e si trova facilmente .

Allora:

 

Le derivate delle funzioni goniometriche inverse

 

Come applicazione importante, siamo ora in grado di calcolare le derivate delle funzioni goniometriche inverse

.

 

Cominciamo dalla prima. Consideriamo

  come funzione diretta (infatti è QUESTA la funzione che innanzitutto ci interessa ora),

         come la rispettiva funzione inversa.

Essendo, per il teorema appena stabilito, , avremo

 

NOTA

 Ma l’arco il cui seno è x ha come coseno

(l’assenza del  è dovuta al fatto che la scrittura  indica sempre

 un arco compreso fra  e , quindi con coseno positivo).

 

Abbiamo dunque dimostrato che è

 

 

Con procedimenti dimostrativi analoghi si può provare (fallo anche tu come esercizio!) che è

 

 

ESEMPIO    Se è  , calcolare .

 

ESERCIZIO SVOLTO   Dalla formula per la derivazione dell’esponenziale: ,

        dedurre quella per la derivazione del logaritmo.

 

 

NOTA.

Si poteva anche assumere il logaritmo come funzione diretta, e l’esponenziale come la rispettiva inversa

(in questo modo d’altronde ci eravamo comportati nel corso della dimostrazione del Teorema):

si sarebbe ottenuta la stessa relazione, ma, come è più consueto, con x al posto di y:  .

D'altronde, dire che     equivale in tutto e per tutto ad affermare che   .

ESERCIZI