12. Il DIFFERENZIALE, questo sconosciuto

Nella figura è rappresentata una funzione derivabile in un’ascissa .
Il grafico della f è dunque dotato di retta tangente, non verticale, nel punto ;
tale retta tangente t ha, com’è noto, equazione
o anche .
A partire dal valore , diamo alla variabile indipendente un incremento :
passiamo cioè da al nuovo valore .
Che incremento subisce, in corrispondenza, la nostra funzione?
Dall’ordinata si va alla nuova ordinata (l’ordinata del punto Q),
quindi l’incremento subito dalla funzione è
.
Nella figura, tale incremento è rappresentato dalla misura (con segno) del segmento orientato .
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Pensiamo ora a cosa succederebbe prendendo molto, ma molto piccolo. Con piccolissimo, il grafico della f è vicinissimo a quello della tangente t: dunque il segmento orientato che nella figura è indicato con tende ad identificarsi col segmento orientato , la cui misura con segno è
Pertanto, se siamo interessati all’incremento
che la funzione subisce, quando diamo alla un PICCOLO incremento, facendola passare da a , potremo egregiamente approssimare con la quantità .
Riassumendo:
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NOTA: il coeff. ang. m della retta tangente è uguale alla derivata; ma
da cui
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, se è piccolo cioè: , se è piccolo.
Insomma, l’incremento subito da una funzione, in corrispondenza di un PICCOLO incremento della variabile indipendente, è ben approssimato dalla quantità , che è “l’incremento della , misurato non sul grafico della funzione, bensì sulla retta tangente”
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In Matematica e nelle sue applicazioni (ad esempio alla Fisica), è assai frequente che interessi valutare
il piccolo incremento subito da una determinata funzione f , quando si dà alla variabile indipendente
un piccolo incremento , che la porti dal valore al valore .
Abbiamo scoperto che tale incremento è egregiamente approssimato dalla semplice e “maneggevole” quantità
(se, beninteso, è molto piccolo!)
E abbiamo anche visto che questa quantità corrisponde
all’ “incremento della , misurato non sul grafico della funzione, bensì sulla retta tangente”.
Alla quantità si dà un nome particolare:
la si chiama il DIFFERENZIALE della funzione f,
e la si indica con o anche con .
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Il differenziale è dunque il prodotto della derivata, per l’incremento della variabile indipendente.
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Osserviamo che:
a) il differenziale è una quantità che dipende da DUE variabili: e ;
tuttavia, se pensiamo fissato, a questo punto il differenziale dipenderà soltanto da .
b) E’ vero: il differenziale è utile, per approssimare l’incremento della funzione,
soltanto quando è molto piccolo;
d’altra parte, il differenziale è una quantità che resta definita anche quando non è piccolo.
c) Il significato geometrico del differenziale è importantissimo per comprendere bene.
Ribadiamolo ancora una volta:
differenziale = incremento della , misurato non sul grafico della funzione,
bensì sulla retta tangente.
q VEDIAMO UN ESEMPIETTO
Il differenziale della funzione è:
(posso pure scrivere: )
Ciò significa che, per un piccolo incremento di , la quantità fornisce
un’ottima approssimazione dell’incremento subito dalla funzione .
Ad es., se voglio valutare l’incremento subito dalla funzione nel passaggio da a
, potrò dire che tale incremento è molto vicino a .
In effetti, andando a calcolare il VERO incremento della funzione , si trova .
q UN ALTRO ESEMPIO: SMARRIMENTO DELLA CALCOLATRICE
Mi serve assolutamente il valore di ,
cioè il seno dell’angolo di , aumentato di 1/100 di radiante ;
non trovo però più la mia calcolatrice scientifica.
Posso allora approssimare l’incremento
col differenziale calcolato per e . Avrò ,
da cui
(la radice di 3, l’ho calcolata a tavolino con l’algoritmo imparato nelle Scuole Medie).
Quindi .
… DOPO ALCUNI GIORNI …
Oh, guarda un po’ ! Ho trovato sotto il sofà la mia calcolatrice scientifica.
Sono curioso di vedere che valore mi dà per .
Sul display mi compare !!!
Beh, d’accordo, in tutto questo vanno tenuti presenti sia il mo errore di troncamento sul valore di ,
che gli errori di arrotondamento della macchinetta nel calcolo di .
Comunque sia, l’utilizzo del differenziale mi ha permesso di fornire un’approssimazione eccellente.