6.  Il “teorema della media del calcolo integrale”

 

 

Se una funzione  è continua su di un intervallo chiuso e limitato [a, b],

allora esiste certamente, nell’intervallo aperto (a, b), almeno un’ascissa c tale che

 

 

 

 

 Giustificazione con l’intuizione geometrica:

 

considerata la curva continua  sull’intervallo [a, b],

e presa una retta orizzontale,

sarà sempre possibile spostare questa verso l’alto o verso  il basso

in modo da realizzare la situazione in cui l’area del rettangolo

compreso fra la retta e l’asse x, sull’intervallo [a, b],

sia perfettamente uguale all’area del trapezoide.

 

L’ordinata costante dei punti di tale retta

dovrà evidentemente essere compresa

fra il minimo assoluto e il massimo assoluto della funzione su [a, b] ,

quindi la retta sarà obbligata a tagliare la curva in almeno un punto.

 

L’ascissa di tale punto di intersezione retta-curva

è l’ascissa c di cui il teorema afferma l’esistenza.

 

  

 

Figura 9

 

    Le due aree più scure sono uguali,

    quindi sono uguali le aree

                            1)  del trapezoide

        2)  del rettangolo

 

 

 

Dimostrazione

La funzione , per ipotesi continua sull’intervallo chiuso e limitato [a, b],

è ivi dotata di minimo assoluto m e di massimo assoluto M (Teorema di Weierstrass).

 

Se ora noi prendiamo una qualsiasi “somma integrale inferiore”, avremo

e analogamente, presa una qualsivoglia somma integrale superiore, avremo

.

 

Poiché dunque per ogni n risulta

 

       

si avrà

ed essendo      

sarà dunque    

da cui infine               .

 

 

Esiste perciò (“teorema dei valori intermedi”) un’ascissa c, con  a < c < b, tale che

  quindi  ,  C.V.D.

 

 

L’ordinata  viene chiamata “valor medio” della funzione  su [a, b].