11. LIMITI DI FUNZIONI ALGEBRICHE (=POLINOMI, RAPPORTI DI POLINOMI, RADICALI) |
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La definizione generale di “funzione algebrica” non è semplicissima, e non vogliamo occuparcene qui.Comunque, sono “algebriche”, fra l’altro, tutte le funzioni nella cui espressione compaiono esclusivamenteoperazioni “algebriche” ossia addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni, potenze, radici, mentresono dette “trascendenti” le funzioni costruite attraverso logaritmi, esponenziali, funzioni goniometriche.Fra le funzioni algebriche di utilizzo più comune ci sono
q i polinomi (=funzioni algebriche razionali “intere”) q i rapporti di polinomi (=funzioni algebriche razionali “fratte”, ossia “con la x a denominatore”) q le funzioni algebriche irrazionali, ossia quelle nelle quali x compare almeno una volta sotto radice.
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POLINOMI E RAPPORTI DI POLINOMI
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Regola per il calcolo del limite di un polinomio,
quando o |
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Al tendere di a o ,
un polinomio tende sempre all’INFINITO. E per stabilire il segno di questo infinito, si può
procedere in due modi: |
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·
raccogliere elevato all’esponente più alto
tenere conto del segno del coeff. e,
qualora tenda a ,
della parità o disparità dell’esponente) |
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Infatti q
Il contenuto della parentesi
tende dunque ad ; q
il fattore esterno tende a ,
precisamente: Il valore del limite a)
sarà perciò infinito b)
avrà un segno determinato da considerazioni molto elementari,
illustrate dagli esempi che seguono c) coinciderà
sempre con il valore di |
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Regola per il calcolo del limite di un rapporto di
polinomi, quando o |
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Il
valore del può essere: |
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a) se prevale il grado del numeratore: ,
con un segno determinato dalla “regola
dei segni” applicata considerando soltanto i
termini di grado massimo a numeratore e denominatore (occorrerà
tenere conto dei segni dei coefficienti e,
qualora tenda a ,
della parità o disparità della differenza fra gli esponenti) b) se prevale il grado del denominatore: c) se
num. e denom. hanno ugual grado: ( = rapporto tra i coeff. dei due termini di
grado massimo) |
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Più ancora della catena
sopra riportata, ti saranno da guida i seguenti esempi. |
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Regola per il calcolo del limite di un rapporto di
polinomi, quando In questo caso, il calcolo del limite è immediato ogniqualvolta, sostituendo al posto di ,
il denominatore sia diverso da 0. Se poi con si annulla soltanto il denominatore, il
limite è infinito e per
stabilire il segno di questo infinito si dovrà generalmente distinguere fra
limite sinistro e destro; a tale
scopo, sarà di norma conveniente scomporre in fattori il denominatore, se è
di grado sup. al 1°. Ma può, eccezionalmente, presentarsi una Forma di
Indecisione: ciò
avviene nel caso in cui, con ,
si annullino contemporaneamente sia il num. che il denom.: . Quando accade ciò, compare una F.I. [0/0], che si scioglie sempre per scomposizione
e semplificazione. Infatti:
e quindi è scomponibile in un
prodotto della forma
e quindi è scomponibile in un
prodotto della forma … cosicché si avrà con la possibilità di semplificare per .
Qualche esempio dei vari tipi: |
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INDICAZIONE GENERALE SULLE FORME DI
INDECISIONE FIN QUI VISTE |
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IMPORTANTE!
IMPORTANTE! |
Diciamo che, in
linea di principio, le forme di indecisione e si affrontano “raccogliendo il termine di esponente maggiore o, comunque, quello che tende a infinito più
rapidamente”, mentre per le forme di indecisione “si va a cercare una semplificazione”, attraverso
fattorizzazioni, o razionalizzazioni, o previa moltiplicazione di numeratore e
denominatore per una stessa espressione. Naturalmente,
nella pratica si terrà sempre conto di limiti
noti già studiati in passato. |
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ESERCIZI ( … quasi tutti, anche se non tutti, portano
Forme di Indecisione … ) |
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1)
2) 3) 4) |
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5)
6) 7) 8) 9) 10)
11) 12) 13) 14) |
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15)
16) 17) 18) 19) |
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20)
21) 22) 23) |
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24)
25) 26) 27) 28) |
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29)
30) 31) 32) |
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33)
34) 35) 36) |
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37)
38) 39)
40)
41) |
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RISPOSTE |
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1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) |
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21) 22) 23) 24) 25) |
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26) 27) 28) 29) 30) |
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31) 32) 33) 34) 35) 36) 37) 38)
39) 40) 41) |
FUNZIONI CONTENENTI RADICALI:
F.I.
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Abbiamo
qui una F. I. ; tuttavia,
abbiamo fiducia che nel “conflitto” prevalga rispetto a ,
perché la radice cubica, al
tendere all’infinito del radicando, tende all’infinito più rapidamente
rispetto alla radice quarta. Ci
aspettiamo dunque che il limite valga . Comunque,
per maggiore sicurezza, possiamo procedere come abbiamo fatto nel caso dei
polinomi, quando
abbiamo raccolto x elevata
all’esponente massimo: essendo
e ,
l’esponente massimo è 1/3 e raccoglieremo quindi . |
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NOTA 1 Qui siamo di fronte a un “polinomio con esponenti frazionari” e, siccome ,
abbiamo fiducia che prevalga il termine ,
trascinando il limite a . Comunque, per maggior sicurezza, procediamo raccogliendo x elevata all’esponente più alto. |
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Immediato: non si trattava di una Forma di
Indecisione |
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NOTA 2: F.I. NOTA 3: Importantissimo ricordare che . L’uguaglianza senza il
valore assoluto, ossia la , sussiste soltanto quando si sa che è (o quando si vogliono considerare solo valori di x che siano ); invece l’uguaglianza è valida senza condizioni. Noi,
a dire il vero, nel passaggio successivo scioglieremo il
valore assoluto, proprio per il fatto
che, essendo , nel
nostro contesto è lecito supporre x positiva;
tuttavia abbiamo
preferito non saltare il passaggio col valore assoluto, che
sarà fondamentale negli esercizi in cui . NOTA 4: Si
può scrivere x al posto di perché, essendo ,
possiamo supporre x positivo (= possiamo limitarci a considerare solamente i
valori positivi di x). |
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NOTA 4 Come già per il limite precedente, è quindi si può scrivere x al posto di |
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Contrariamente all’esercizio precedente, Siamo costretti a riprendere
il limite daccapo, risolvendolo con una strategia diversa. |
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Nell’esercizio seguente, a, b
sono due costanti reali: |
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INDICAZIONE GENERALE SULLE FORME DI
INDECISIONE FIN QUI VISTE |
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IMPORTANTE!
IMPORTANTE! |
Diciamo che, in
linea di principio, le forme di indecisione e si affrontano “raccogliendo il termine di esponente
maggiore o, comunque, quello che tende a infinito più
rapidamente”, mentre per le forme di indecisione “si va a cercare una semplificazione”, attraverso
fattorizzazioni, o razionalizzazioni, o previa moltiplicazione di numeratore e
denominatore per una stessa espressione. Naturalmente,
nella pratica si terrà sempre conto di limiti
noti già studiati in passato. Gli esempi successivi,
oltre a quelli già visti, illustrano e confermano quanto detto. |
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FUNZIONI CONTENENTI RADICALI: F.I.
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E’ una F.
I. . Il numeratore può essere scritto
come e quindi pensato come un “polinomio” di
“grado” 1/2 (abbiamo usato le virgolette perché,
dati gli esponenti frazionari, si dovrebbe piuttosto parlare di pseudo-polinomio,
e pseudo-grado). Il denominatore può essere scritto
come e il suo “grado” è quindi 2/3. Prevale il “grado” del denominatore e
la frazione DOVREBBE perciò tendere
a 0. Per confermare questa nostra
congettura, operiamo come con un rapporto di polinomi “classici”, raccogliendo sia a numeratore che a
denominatore x elevato all’esponente
massimo. |
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Possiamo fare un “pronostico” sul
valore di questo limite ragionando come segue: poiché ,
nel radicale il termine +1 si fa irrilevante e si
avrà e così pure nel radicale il contributo di x appare trascurabile rispetto al termine “caratterizzante” , per cui sarà . E allo stesso modo, a denominatore, . Pertanto IPOTIZZIAMO che risulti D’altra parte, un tal ragionamento
non può pretendere di essere rigoroso e necessita di una conferma formale. ATTENZIONE, INFATTI: se
ci fossimo fidati di congetture di questo tipo, di fronte al precedente
esercizio avremmo potuto ritenere erroneamente
che il limite fosse uguale a 0, mentre si è poi trovato che vale . Procediamo pertanto per
raccoglimenti: |
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NOTA
1 : per cui
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Vediamo ora come cambiano le cose se si prende la
stessa frazione di prima ma si fa tendere x
a anziché a : NOTA
2: per cui
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Il
precedente esercizio avrebbe potuto anche essere svolto coi passaggi che
seguono: |
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NOTA 3: Qui ,
perciò e |
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L’ultimo
esercizio avrebbe potuto anche essere svolto coi passaggi seguenti: NOTA
4: Poiché ,
è ;
sarebbe dunque sbagliato, in questo contesto, scrivere ! Infatti tale uguaglianza avrebbe il
primo membro negativo e il secondo membro positivo in quanto
risultato di un’estrazione di radice quadrata. In pratica, solamente un’espressione
positiva si può trasformare nella radice del suo quadrato: per questo motivo, volendo portare l’espressione negativa sotto radice, scriveremo . |
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FUNZIONI CONTENENTI RADICALI: F.I.
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ESERCIZI ( … non tutti portano Forme di Indecisione …
) |
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1)
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2)
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3)
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4)
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5)
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6)
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7)
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8)
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9)
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10)
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11)
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12)
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13)
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14)
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15)
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16)
; distinguere i tre casi I) II) III) |
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17)
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18)
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19)
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20)
21) 22) 23) |
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24)
25) 26) |
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27)
28) 29) 30)
31) 32) |
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33)
34) 35) 36) |
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37)
38) 39) |
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40)
41)
42)
43)
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44)
45)
46)
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47)
48) 49) 50) 51) 52)
53) 54)
55) 56) |
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RISPOSTE |
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1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) |
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9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) |
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16) ; |
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17) 18) 19) 20) 21) 22) 23) 24) 25) 26) |
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27) 28) 29) 30) |
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31) 32) |
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33) 34) 35) 36) 37) 38) 39) 40) 41) 42) 43) 44) |
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45) |
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46) 47)
48)
49) 50)
51) 52) 53) 54) 55) 56) |
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