12. LIMITI DI FUNZIONI TRASCENDENTI, LIMITI “NOTEVOLI” |
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LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione
Prima di tutto, osserviamo
che la funzione è pari: infatti
Pertanto il grafico della funzione è simmetrico
rispetto all’asse delle ordinate
e da ciò si trae che basterà dimostrare la relazione
Consideriamo dunque un valore di positivo (e sufficientemente piccolo: per lo
meno minore di ),
e consideriamo la figura seguente:
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NOTA: era già stata giustificata nel corso della dimostrazione del limite . In quanto alla disuguaglianza ,
essa
può essere giustificata nel modo seguente: |
Abbiamo:
e vale la doppia disuguaglianza (vedi NOTA accanto
alla figura):
ossia
da cui, dividendo per (stiamo supponendo positivo, quindi i versi rimangono invariati):
e passando ai reciproci
(il che è possibile, perché le tre quantità in gioco
sono >0, ma come è noto comporta un cambiamento di verso):
ovvero, trascrivendo da destra verso sinistra:
Ora, per ,
il 1° anello della catena ( ) tende a 1; l’ultimo è addirittura
costantemente uguale a 1;
quindi, per il “Teorema “dei Due Carabinieri”, segue
la tesi.
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UN ALTRO LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione:
Esempi (potrai notare che in
essi si applica anche quello che abbiamo chiamato il “Teorema di Sostituzione”)
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INDICAZIONE GENERALE SULLE FORME DI
INDECISIONE FIN QUI VISTE |
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IMPORTANTE!
IMPORTANTE! |
Diciamo che, in
linea di principio, le forme di
indecisione e si affrontano
“raccogliendo il termine di esponente maggiore o, comunque,
quello che tende a infinito più rapidamente”, mentre per le forme di indecisione “si va a cercare una semplificazione”, attraverso fattorizzazioni,
o razionalizzazioni, o previa moltiplicazione di numeratore e
denominatore per una stessa espressione. Naturalmente,
nella pratica si terrà sempre conto di
limiti noti già studiati in passato. Negli esempi che
seguono verrà anche applicato, esplicitamente o implicitamente, il “teorema di sostituzione”. |
ESERCIZI
SVOLTI SUI LIMITI NOTEVOLI ,
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Abbiamo scritto sottintendendo una sostituzione di
variabile: Si può parlare di sostituzione “implicita” di
variabile. Ce ne serviremo sovente. |
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Abbiamo diviso numeratore e denominatore per x (proprietà invariantiva) e utilizzato il ricavato appena sopra |
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ESERCIZI |
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RISPOSTE |
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NUOVE FORME DI INDECISIONE (CON POTENZE)
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Oltre alle F.I.
già rilevate in passato, ci si può rendere conto che ne esistono altre, legate alle potenze . Esse sono: |
Cerchiamo di comprendere
il motivo per cui si tratta di “Forme di Indecisione”.
Abbiamo
una funzione della forma ,
con e
Il tendere a 0 della base “vorrebbe”
far tendere la potenza:
·
a 0, in caso di
esponente positivo;
·
a ,
in caso di esponente negativo.
D’altra parte c’è anche il tendere a 0
dell’esponente, che “vorrebbe” invece far tendere la potenza a 1.
Il “conflitto” è responsabile
dell’indecisione.
Qui
abbiamo una funzione della forma ,
con e
La base tende a ,
e questo “vorrebbe” far tendere la potenza:
·
a ,
in caso di esponente positivo;
·
a 0, in caso di
esponente negativo.
Ma c’è anche, nello stesso tempo,
il tendere a 0 dell’esponente, che
“vorrebbe” invece far tendere la potenza a 1.
Il “conflitto” è responsabile
dell’indecisione.
Abbiamo
una funzione della forma ,
con e
Il tendere a 1 della base “vorrebbe” far tendere la
potenza a 1;
d’altra parte, appunto, la base non è UGUALE a 1, bensì è “VICINA” a 1.
·
Se è leggermente superiore a 1,
il tendere all’infinito dell’esponente
“vorrebbe” far tendere la potenza:
ü a ,
se l’esponente tende all’infinito positivo;
ü a ,
se l’esponente tende all’infinito negativo;
si ha comunque, in entrambi i casi, un
conflitto rispetto a quella “propensione” a tendere a 1,
di cui si parlava all’inizio.
·
Se è leggermente inferiore a 1,
il tendere all’infinito dell’esponente
“vorrebbe” far tendere la potenza:
ü a ,
se l’esponente tende all’infinito positivo;
ü a ,
se l’esponente tende all’infinito negativo;
si ha in ognuno dei due casi un
conflitto rispetto a quella “propensione” a tendere a 1,
di cui si parlava all’inizio.
E
a questo punto, scusatemi un attimo soltanto, perché devo fare un salto in
banca.
Un problema di soldi porta al numero di
Nepéro .
Cosa vuol dire depositare euro “all’interesse annuo del 5%” ?
Vuol dire che la cifra depositata (il “capitale”, o “montante
iniziale”),
dopo 12 mesi esatti frutterà un interesse uguale ai 5/100 di 1000,
ossia ,
cioè un interesse di euro .
In quel momento, il “montante” salirà dunque a euro .
Dopo altri 12 mesi, la banca verserà al cliente un nuovo
interesse, ottenuto dal calcolo
e il montante salirà a euro .
(In realtà, gli interessi vengono “capitalizzati”, cioè vengono
aggiunti al montante
per dar luogo al nuovo montante più alto su cui verrà calcolato il
nuovo interesse,
non a intervalli di 12 mesi a partire dall’apertura del conto
bancario,
bensì - in genere - a scadenze diverse che dipendono dal contratto
banca/cliente.
Comunque tu puoi, per meglio fissare le idee, riconfermare alla
lettera il discorso fatto prima,
semplicemente supponendo che la somma iniziale di euro sia stata depositata proprio il 1° di Gennaio
e che la “capitalizzazione” avvenga al termine di ogni anno solare
(in tutto il discorso, per mitigarne la complessità, introdurremo
qualche ipotesi piuttosto poco “realistica”,
che ti prego di valutare con elasticità ed “indulgenza”).
Adesso poniamo uguale a il montante iniziale.
Indichiamo con l’interesse percentuale (nell’esempio di
partenza era ).
Dopo 1 anno ...??? Allo
scadere di 1 anno avremo un montante uguale a :
possiamo anche
dire che in 1 anno il montante, che valeva inizialmente 1,
subisce una moltiplicazione
per
Dopo 2 anni ...??? Allo
scadere di 2 anni il nuovo montante verrà a sua volta moltiplicato per
perché
a quello che è il nuovo montante andranno aggiunti gli interessi
calcolati su QUEL montante, che
ammontano a ,
quindi avremo
Dopo 3 anni ...??? Allo
scadere di 3 anni il nuovo montante verrà a sua volta moltiplicato per
e si avrà il montante
Dopo anni ...???
Allo scadere di anni il montante varrà
Ho depositato, oggi 1° Gennaio, un montante 1.
Se dopo 6 mesi esatti volessi estinguere il conto, cosa ritirerei?
Ritirerei ,
perché invece dell’interesse
(che avrei ottenuto se avessi lasciato i soldi sul conto per 12
mesi) la banca me ne darebbe solo la metà.
Ma a questo punto ho un’idea.
Per far fruttare meglio i miei soldi, farò così:
estinguerò il conto dopo 6 mesi, ritirerò il montante ,
riaprirò un nuovo conto depositando questa somma
e per i rimanenti 6 mesi dell’anno percepirò un interesse
calcolato non più sul montante 1,
ma sul montante superiore !
Alla fine dei 12 mesi, il mio montante sarà maggiore che se io
avessi lasciato “dormire”
il montante 1 per tutto l’anno, senza compiere l’operazione
intermedia!
Questo peraltro da un punto di vista pratico non è così semplice:
infatti, ogniqualvolta si estingue un conto, si deve pagare una
certa somma di denaro alla banca
per il lavoro che gli impiegati devono fare riguardo alle
procedure di chiusura,
e analogamente avviene quando si apre un nuovo conto,
per cui, viste le due “cifre fisse” da pagare per la doppia
operazione
(estinzione del conto vecchio/apertura del nuovo),
bisogna vedere se la “furbata” sarebbe conveniente.
Ma facciamo finta che tali tariffe fisse di apertura e chiusura
del conto siano nulle.
Pensiamo insomma a cosa accadrebbe se la banca ci desse la
possibilità di “capitalizzare istantaneamente”,
a “costo zero”, gli interessi, cioè:
frazionasse l’anno in periodi di tempo piccolissimi, e allo scadere di ogni
aumentasse il montante dell’interesse maturato nel tempo ,
e così via…
come se allo scadere di ogni intervallino di tempo venisse chiuso un conto
e ne venisse aperto un altro col montante leggermente
superiore - “a costo zero” , ripeto,
nel senso che supponiamo che la banca ci abbuoni le somme da
pagare per l’estinzione+riapertura del conto.
Quanto percepiremmo dopo 1 anno, se la banca ci trattasse così
bene?
Per rispondere a questa domanda, divideremo il periodo
di tempo di 1 anno in sottoperiodi da di anno,
calcoleremo il montante maturato alla fine dell’anno
(che dipenderà da ), poi faremo tendere a infinito.
Dunque, indicando con il montante dopo periodi da di anno, avremo:
Dobbiamo ora calcolare il ,
CHE E’ UNA FORMA DI INDECISIONE
Per semplicità, poniamo (che corrisponderebbe a un interesse “da
sogno”: il 100% annuo!
Ma noi siamo a questo punto interessati all’aspetto
puramente matematico della questione)
e proponiamoci di studiare il
che si presenta come una F.I.
Bene! Si può dimostrare che
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vale il
seguente limite notevole: dove
il simbolo indica un numero irrazionale, detto “numero di Nepéro”, le
cui prime cifre decimali sono |
Dimostrazione
Non la esponiamo nei particolari; citiamo solamente
gli strumenti matematici che consentono di effettuarla.
Si può provare che la
successione è:
·
strettamente
crescente
·
e superiormente
limitata
Per il “Teorema di esistenza del limite delle funzioni
monotone”, adattato alle “successioni”,
la successione tenderà perciò, al tendere di n a ,
ad un limite finito.
Tale limite viene per l’appunto indicato col simbolo .
Si dimostra che è irrazionale; anzi, è addirittura
“trascendente”,
ossia non è soluzione di alcuna equazione algebrica a
coefficienti razionali.
|
Si può poi dimostrare che, anche se al posto di una
variabile discreta abbiamo una variabile continua (e inoltre: tanto per quanto per ), risulta sempre: |
Ritorniamo ora al nostro
problema bancario, per determinare il .
Dunque:
Ad esempio, con (interesse annuo del ), se il nostro patrimonio iniziale fosse di euro,
LIMITI “IMPARENTATI” COL LIMITE CHE DEFINISCE IL NUMERO
|
Partendo dal , che possiamo scrivere come , si può dimostrare, con opportune e non difficili
applicazioni del “Teorema di Sostituzione” (analogamente a quanto abbiamo fatto poc’anzi con il
problema delle capitalizzazioni istantanee ad interesse ),
che sussistono i seguenti limiti notevoli: |
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… ai quali se ne potrebbero
aggiungere altri … ma tutto sommato non è assolutamente il caso, perché i limiti notevoli sopra
elencati, “figli” del limite fondamentale , e tutte le varianti che si potrebbero escogitare
ponendo, ad esempio, o anziché ad esponente, più che essere studiati a memoria si devono saper
“ricostruire” tramite procedimenti opportuni basati sostanzialmente su sostituzioni (esplicite o,
meglio implicite), così come abbiamo fatto sul problema delle
capitalizzazioni istantanee ad interesse . Esempio:
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ALTRI LIMITI NOTEVOLI
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LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione:
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LIMITE NOTEVOLE: |
Semplice: basta utilizzare la formule
per il cambiamento di base
onde ricondursi ad un logaritmo in base
,
poi tener conto del limite notevole precedente.
Ricordiamo
che la formula per il cambiamento di base è: e avremo:
NOTA:
scambiando la base con l’argomento, il logaritmo si muta nel reciproco:
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LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione:
Vogliamo determinare il . Facciamo la posizione e avremo:
Al tendere di a 0, la variabile tenderà anch’essa a 0. Avremo dunque:
dove nel penultimo passaggio
abbiamo sfruttato il limite notevole precedente.
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LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione:
dove abbiamo
sfruttato, nell’ultimo passaggio, il limite precedente
effettuando una
sostituzione implicita:
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LIMITE NOTEVOLE: |
Dimostrazione:
Con k intero
positivo, la dimostrazione si potrebbe effettuare semplicemente sviluppando la
potenza di binomio;
ma noi siamo interessati al caso ben più generale .
Allora, cerchiamo di ricondurci a due limiti notevoli
già acquisiti, nel modo seguente:
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Del limite notevole
precedente, vorrei mettere in rilievo il seguente caso particolare: … che avrebbe potuto pure essere trattato in modo
autonomo, tramite “razionalizzazione del numeratore”. |
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C’è poi tutta una
famiglia di limiti notevoli, che esprimono, per così dire, la “maggior forza”
della funzione esponenziale e la “maggior debolezza” della funzione
logaritmica, rispetto a qualsiasi funzione algebrica. Per
quanto riguarda le dimostrazioni, si potrebbero effettuare fin da questo
momento, ma con una certa fatica. Noi preferiamo invece rinviarle, perché,
quando più avanti avremo acquisito il Teorema di De l’Hospital (realmente
strepitoso!) gli stessi risultati si potranno stabilire molto facilmente e
piacevolmente. |
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ESERCIZI SVOLTI SUL LIMITE NOTEVOLE
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Abbiamo scritto sottintendendo una
sostituzione di variabile (sostituzione “implicita” di variabile): |
Notevole, da ricordare!
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NON ERA UNA FORMA DI
INDECISIONE!!! … non è che per caso avevi
abboccato come un pesce mettendoti ad applicare
chissà quali artifici? La prima cosa da fare, di fronte
ad un esercizio sui limiti, è sempre di controllare se si
tratta di una F.I. oppure no. |
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NOTA: |
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ESERCIZI SVOLTI SUI LIMITI NOTEVOLI |
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Mentre
le forme vanno di norma ricondotte al limite notevole
che definisce il numero , di
fronte a una o a una conviene in generale applicare l’identità dopodiché basterà
sciogliere, ad esponente, una F.I. relativa al
prodotto di due funzioni, come illustrato dagli
esempi seguenti. |
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Ora
ad esponente abbiamo |
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e potremo sciogliere
l’indecisione, per quanto riguarda
l’esponente, come
segue: |
da cui
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Ora
ad esponente abbiamo |
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e
potremo sciogliere l’indecisione sull’esponente così: |
da
cui
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RISPOSTE |
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