3QUANDO IL LIMITE E’ … BANALE: LA “CONTINUITA’”

 

 

Nel caso di una funzione reale di variabile reale,

quando si fa tendere  ad un valore finito  appartenente al dominio D della funzione,

il caso di gran lunga più frequente è che la y tenda ad un altro valore finito,

quello che si ottiene, banalmente, assegnando a  il valore ,

ossia ponendo  nell’espressione della funzione e svolgendo i calcoli.

Si dice allora che la funzione in esame è “continua in  ”:

 

 

 

Lo ribadiamo: la continuità, per le funzioni di uso comune, è la “regola”, la discontinuità è l’eccezione.

 

 

Ad esempio, una funzione polinomiale è continua

in ogni punto  del suo dominio (che è poi tutto  ).

Nella figura qui a destra è rappresentata la funzione

 

che ha appunto questa proprietà:

 

ecc. ecc. ecc.

Continuità

su di un

intervallo =

= continuità

   in ogni punto di

   quell’intervallo.

 

La continuità

di una funzione

su tutto un

intervallo

può essere descritta,

in modo

poco “matematico”

ma molto intuitivo,

come

“la possibilità

 di disegnare

 il grafico

 senza mai

 distaccare

 la matita dal foglio”

 

 

A volte si parla di “continuità a sinistraoa destra” in un punto :

 

 

 

Ad esempio, la funzione “mantissa”  

è continua a destra, ma è discontinua a sinistra,

in corrispondenza di ogni valore  intero.

 

 

 

 

 

 

Ancora: la funzione

 

è continua su tutto il suo dominio

.

In corrispondenza delle due estremità del dominio,

è più corretto parlare di continuità “unilaterale”:

continuità a destra, in ;

continuità a sinistra, in