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Nel caso della funzione rappresentata qui a fianco, diciamo che, al tendere di perché constatiamo che, quando la così da oltrepassare, verso l’alto, qualunque barriera prefissata.
In generale, la scrittura
è utilizzata per indicare che “per
La definizione rigorosa, che daremo nel prossimo capitolo, esprimerà questa condizione ribaltando
l’ordine in cui vengono pensate la la purché
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5. PSEUDO-UGUAGLIANZE E FORME DI INDECISIONE (DAL PUNTO DI VISTA INTUITIVO) |
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Supponiamo di avere una funzione che sia a sua volta il quoziente fra due funzioni:
supponiamo inoltre che, al tendere di (dove ·
il numeratore ·
e il
denominatore Come si comporterà la
funzione Dunque, ragioniamo. La
nostra frazione è Il numeratore assume valori molto vicini a 4 … il denominatore invece assume valori grandissimi … Ma allora, se il denominatore è grandissimo (mentre il numeratore non lo è, perché i suoi valori si mantengono prossimi a 4) … vorrà dire che la frazione assumerà valori piccolissimi!
Avremo dunque Il tutto si potrebbe riassumere per mezzodella PSEUDO-UGUAGLIANZA |
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Supponiamo ora che
Si può osservare che, quando un numero vicinissimo a 4 viene diviso per un numero positivo vicinissimo a 0, il risultato della divisione è un numero positivo grandissimo. Ad esempio, dividere per 0,001 equivale a moltiplicare per 1000, dividere per 0,000001 equivale a moltiplicare per 1000000 … Avremo quindi Il tutto si potrebbe riassumere per mezzo della
PSEUDO-UGUAGLIANZA
IMPORTANTE: questa scrittura di esprimere un ragionamento ben più articolato. Dunque: noi sappiamo bene
che l'operazione è impossibile, priva di risultato, non definita, “illegal”.
Ma noi, in questo contesto, NON stiamo pensando a questa operazione!!! Scrivendo e la funzione a numeratore tende a 4, mentre la funzione a denominatore tende a 0 (sottinteso: per la scrittura
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Supponiamo invece di avere due funzioni
Riflettiamo. Noi stiamo
studiando il comportamento della frazione Il tendere all’infinito del numeratore “vorrebbe” far impennare la frazione verso l’infinito … ma il tendere all’infinito del denominatore, per contro, “vorrebbe” schiacciare la frazione verso lo zero!
Ci troviamo di fronte a una “forma conflittuale”, o, come generalmente si dice, a una
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“FORMA DI INDECISIONE”
Fra le due funzioni che stanno a numeratore e a denominatore, vincerà il “tiro alla fune” quella che tende all'infinito più rapidamente.
Il valore del limite dipenderà quindi dalle particolari funzioni considerate: a volte potrà “vincere” il numeratore
e allora il rapporto altre volte potrà invece vincere il
denominatore e in questo caso il rapporto in certi casi, poi, capita che le due
funzioni “trovano un equilibrio”: il limite del rapporto Può anche accadere (situazione ben rara negli esercizi), che il limite del rapporto
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“Forma di indecisione” vuol dire che, a priori, non si può stabilire se esista il limite, e quanto esso valga, applicando una regola generale o un teorema generale; l’indecisione si scioglierà invece tramite procedimenti che dipendono dalle specifiche funzioni coinvolte.
Alcuni testi scrivono “forma indeterminata” anziché “forma di indecisione”; … forse sarebbe meglio parlare di “forma inizialmente indeterminata”! |
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Ad esempio, chiediamoci
quanto vale il
Al tendere di
Fra il numeratore Beh, Ma noi dobbiamo pensare che quindi è il grado che finisce per caratterizzare la rapidità con cui l’espressione tende all’infinito. Ad esempio, con Dunque, per via del grado maggiore, è più rapido il tendere all’infinito del denominatore: e questo denominatore “vincente” riesce perciò a schiacciare il valore la frazione verso lo 0. In definitiva avremo
Per convincerci ancora di più di questo fatto, raccogliamo, sia a numeratore che a denominatore,
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In generale,
in una F.I. con A, B polinomi di grado diverso, il limite è
♪ 0 se prevale il grado del Denominatore, ♫ infinito se prevale il grado del Numeratore. |
NOTA: i due termini avendo il numeratore fisso e il denominatore tendente a infinito, tendono a zero (si dice, con locuzione suggestiva, che sono termini “evanescenti”). Ma allora, dopo
la semplificazione per effettuata al passaggio precedente, il numeratore tende a 7 e il denominatore, che è il prodotto di un fattore tendente a infinito per un fattore tendente a 1, tende all’infinito. Dunque il limite
è 0 ( Tutte queste considerazioni di carattere intuitivo verranno puntualmente legittimate dai Teoremi che saremo in grado di dimostrare quando, a partire dal capitolo successivo, avremo finalmente stabilito una definizione ben fondata di “limite”.
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Consideriamo invece il
In questa F.I.
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Procediamo come nel caso Precedente e avremo
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Di qui si trae, anche se per ora in modo solamente intuitivo (NOTA), che in una
F.I. con A, B polinomi dello stesso grado, il valore del limite è sempre uguale al quoziente fra i coefficienti dei due termini di grado massimo.
NOTA Ricordiamoci che dobbiamo ancora dare una definizione rigorosa di limite”, e che non abbiamo fin qui dimostrato alcun teorema a riguardo (d’altronde, in assenza di una definizione precisa, non ha neppure senso cercare eventualmente di dimostrare dei teoremi …)
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Dopo aver accennato al caso
Occhio! NON vogliamo qui riferirci all’operazione 0/0, che come ben sappiamo è non definita, “illegal”, in quanto “indeterminata”. La scrittura Nella frazione il numeratore, col suo tendere a 0, “vorrebbe” portare verso lo zero il valore della frazione; ma nel contempo il denominatore, col proprio tendere a 0, “lavora” per far impennare la frazione verso l’infinito. In questo “tiro alla fune”, vincerà la funzione che tende a 0 più rapidamente. Se è se invece è In altri casi il limite potrà essere finito e non nullo, oppure ancora non esistere. Insomma,
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Come esempio, prendiamo il
Numeratore e denominatore tendono entrambi a zero; tuttavia, basta fare un disegno della circonferenza goniometrica per rendersi conto che, al tendere a zero
dell’archetto la quantità con rapidità molto maggiore rispetto a Pertanto il limite in questione è infinito.
Considerazioni di segno ci portano a stabilire, più in dettaglio, che
La conclusione, da noi tratta un po’ “alla buona”, con l’intuizione geometrica, è confermata da ciò che impareremo a partire dal capitolo successivo. |
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Possiamo confermare il risultato trovato anche nel modo seguente:
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Va detto che, molto
spesso, le Forme di Indecisione del tipo vengono risolte attraverso una semplificazione, cui si può pervenire a seguito di una scomposizione, o razionalizzazione, o moltiplicazione di N e D per una stessa espressione.
Consideriamo ad esempio l’esercizio seguente, nel quale la
scomposizione del denominatore è stata effettuata tramite
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Fin qui ci siamo occupati in particolare del
QUOZIENTE in relazione al quale abbiamo brevemente parlato delle FORME DI INDECISIONE seguenti: |
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Invece, sempre per quanto riguarda il quoziente NON sono forme di indecisione le situazioni schematizzate dalle seguenti PSEUDO-UGUAGLIANZE: |
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Se il
numeratore tende a un valore finito mentre il denominatore tende a infinito, allora il limite è 0 |
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Per quanto attiene al PRODOTTO |
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Un fattore tende a 0, “cercando” di rendere uguale a 0 anche il prodotto; l’altro fattore “tira dalla parte opposta”, in quanto il suo tendere a infinito “cercherebbe” di far tendere all’infinito pure il prodotto |
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Va detto comunque che una F.I. |
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Il limite di questo esempio è 0 perché L’ESPONENZIALE a denominatore TENDE ALL’INFINITO PIÙ RAPIDAMENTE RISPETTO ALLA FUNZIONE ALGEBRICA a numeratore, come
1) si
verifica “sperimentalmente” provando ad assegnare a valori negativi grandi in valore assoluto
(es.
2) e, soprattutto, come dimostreremo rigorosamente più avanti
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Infine, per |
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che si riscontra in situazioni molto frequenti e semplici, ad esempio con i polinomi:
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Abbiamo raccolto ed entro parentesi abbiamo
ottenuto Generalizzando questo esempio si trae che AL TENDERE DELLA VARIABILE A INFINITO UN POLINOMIO TENDE SEMPRE ALL’INFINITO, RICALCANDO IL COMPORTAMENTO DEL SUO TERMINE DI GRADO PIÙ ELEVATO.
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A parte la dimostrazione formale che abbiamo dato, CERCHIAMO DI COMPRENDERE BENE QUESTO FATTO, approfittando sempre dello
stesso esempio Qui si ha un “conflitto” fra il tendere a Il termine quando Nel nostro caso, il grado inferiore “penalizza” il
termine Ad es., se Il termine “vincente”, quello che tende all’infinito
con maggiore rapidità, è quindi Pertanto, nel
“tiro alla fune” (dove trionfa, per via del grado superiore, il termine
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D’ora in poi, dovendo determinare il LIMITE DI UN
POLINOMIO AL TENDERE DELLA VARIABILE A non staremo più
a raccogliere concluderemo immediatamente che IL LIMITE È INFINITO, e PER TROVARE IL SEGNO di questo infinito GUARDEREMO COME SI COMPORTA IL TERMINE “CARATTERIZZANTE” = DI GRADO MASSIMO.
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