3.2 Il problema dell’equipossibilità
Due esempi per sottolineare l’importanza di analizzare con cura l’equipossibilità o meno dei casi evidenziati.
A. Un tale mi dice:
"Lanciando due monete, la probabilità che esca "testa" su entrambe è 1/3.
Infatti, i casi possibili sono:
1) due "teste" 2) due "croci" 3) una "testa" e una "croce".
Di questi tre casi possibili, uno solo è favorevole, quindi, appunto,
p(2 Teste) = 1/3"
E’ corretta questa affermazione?
Risposta:
No, non è corretta. Un’analisi attenta mostra infatti che i tre casi prospettati non sono equipossibili.
L’insieme dei casi equipossibili è (T, T) (T, C) (C, T) (C, C) (per facilitare il ragionamento giova pensare a un qualcosa che psicologicamente ci porti a non dimenticare l’individualità di ciascuna moneta: ad esempio, possiamo pensare che una moneta sia da 200 Lire e l’altra da 100 Lire).
La risposta esatta è dunque
p(2 Teste) =
B. Ho qui 3 cartoncini rettangolari; uno ha entrambe le facce rosse, un altro ha entrambe le facce bianche, il terzo ha una faccia bianca e la faccia opposta rossa. Metto i cartoncini in un cassetto, ti chiamo e tu, senza guardare, estrai un cartoncino dal cassetto e lo posi sul tavolo.
Supponiamo a questo punto che la faccia in evidenza sia rossa.
Qual è la probabilità che la faccia coperta sia bianca?
Risposta:
Verrebbe spontaneo rispondere ,
ma la risposta corretta è invece 1/3. Infatti:
Primo cartoncino: R1, R2 (una faccia rossa, l’altra ancora rossa).
Secondo cartoncino: B1, B2
Terzo cartoncino: R3, B3
La faccia rossa che io vedo potrebbe essere, con ugual facilità, R1, o R2, o R3.
E di questi 3 casi EQUIPOSSIBILI uno solo (R3) è favorevole all’evento: “la faccia nascosta è bianca”.