22.  ESERCIZI SVOLTI SUL PRINCIPIO DI INDUZIONE MATEMATICA

 

 

Principio di induzione matematica:

 

SE una proprietà P(x), il cui insieme ambiente sia N:

 

  • vale per il numero 0,
  • e, nel caso valga per un numero naturale x, vale certamente anche per il successore x',

 

ALLORA quella proprietà vale per ogni numero naturale.

 

 

 

Per dimostrare, applicando tale Principio, che una data proprietà P(x) vale per ogni x appartenente ad N,

si procede nel modo seguente:

 

a)      si verifica che la proprietà P(x) vale con x=0;

 

b)      si suppone, come ipotesi di lavoro, che la proprietà valga con x=k, e si dimostra che,

sotto questa ipotesi, la proprietà deve necessariamente valere anche con x=k+1.

 

a) e b) garantiscono, per il Principio di induzione matematica, che la proprietà P(x) vale su tutto N.

 

Un’ovvia variante consiste nel “partire da 1” anziché da zero.

 

 

Esercizio 1)

Dimostriamo che

 

applicando il “principio di Induzione Matematica”

(precisamente, la sua variante in N*, ossia la variante che parte da 1 anziché da 0)

 

a)

L’uguaglianza da dimostrare è verificata con x=1? Vediamo.

Con x=1, l’uguaglianza da dimostrare diventa

 

  che è vera!

 

b)

Supponiamo che l’uguaglianza da dimostrare sia vera con x=k:

supponiamo cioè che si abbia

 

Ci chiediamo: essa sarà ancora vera anche per x=k+1?  Andiamo a vedere.

 

Partiamo dal primo membro dell’uguaglianza da dimostrare, ponendo x=k+1,

e utilizziamo l’ “ipotesi induttiva” .

Avremo:

 

 

 

Pertanto: l’uguaglianza da dimostrare è vera con k=1,

e, qualora sia vera con x=k, continua certamente a valere anche per x=k+1:

perciò, è vera per x=2, x=3, x=4, x=5,  x=6, x=7, … insomma: è vera per ogni numero naturale (non nullo).

Esercizio 2)

Dimostriamo che

 

tramite il “principio di Induzione Matematica” .

 

Anche in questo caso, evidentemente, partiremo da 1 anziché da 0.

 

a)

L’uguaglianza da dimostrare è verificata con x=1?

Con x=1, essa diventa

 

  che è vera!

 

b)

Supponiamo che l’uguaglianza da dimostrare sia vera con x=k:

supponiamo cioè che si abbia

 

Ci chiediamo: essa sarà ancora vera anche per x=k+1?

 

 

 

 

 

Il P.I.M. ci consente a questo punto di affermare che l’uguaglianza proposta è effettivamente vera per ogni numero naturale non nullo.


 

Esercizio 3)

Applicando il “principio di Induzione Matematica” , dimostriamo che:

 

 

NOTA:

Ricordiamo che l’ “insieme delle parti” di un dato insieme A, è quell’insieme i cui elementi sono i sottoinsiemi di A; ad esempio, se  , è

 

 

a)

La proprietà da dimostrare è vera per n=0?

 

Per n=0, l’insieme A è privo di elementi: .

L’insieme  è dunque, in questo caso, , vale a dire l’insieme i cui elementi sono i sottoinsiemi dell’insieme vuoto.

Ma l’insieme vuoto ha uno e un solo sottoinsieme: se stesso.

Perciò   (l’insieme, il cui unico elemento è l’insieme vuoto).

 

A conteneva n=0 elementi; abbiamo visto che  contiene 1 elemento.

Ma .

Perciò la proprietà da dimostrare è vera quando n=0.

 

b)

Supponiamo che la proprietà da dimostrare sia vera per un certo numero naturale k:

supponiamo cioè che, ogniqualvolta un insieme A contiene k elementi, il suo insieme delle parti  contenga  elementi (in altre parole: supponiamo che un insieme di k elementi abbia  sottoinsiemi).

 

Questa è la nostra ipotesi induttiva:

“se un insieme A contiene k elementi, allora possiede  sottoinsiemi”.

 

Vogliamo ora far vedere che, sotto tale ipotesi, la proprietà deve continuare a valere anche per k+1, ossia: che

“un insieme contenente k+1 elementi deve avere necessariamente  sottoinsiemi.”

 

In effetti:

un insieme B che abbia k+1 elementi, può essere pensato come ottenibile a partire da un insieme A contenente k elementi, al quale venga aggiunto un nuovo elemento w.

Ora, per contare i sottoinsiemi di , possiamo suddividerli in due categorie:

·         quelli che non contengono w

·         quelli che contengono w

Ma i sottoinsiemi della prima categoria sono tutti e soli i sottoinsiemi di A! Quindi il loro numero è, per l’ipotesi induttiva, .

Pensiamo ora ai sottoinsiemi della seconda categoria.

Osserviamo che se prendiamo uno di questi sottoinsiemi, e gli togliamo w, otterremo un sottoinsieme di A!

Quindi i sottoinsiemi della seconda categoria sono tutti e soli quegli insiemi, ottenibili partendo da uno dei  sottoinsiemi di A, e aggiungendogli l’elemento w.

Pertanto anche i sottoinsiemi della seconda categoria sono  (tanti quanti i sottoinsiemi di A).

E in totale, i sottoinsiemi di B sono .

 

La dimostrazione è così completata.