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Consideriamo la funzione
Avremo Il grafico della funzione è costituito da due “archi di parabola che si tengono per mano”:
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Nel passaggio dalla sinistra alla destra dell’ascissa x=1, cambia l’espressione analitica della funzione:
tale espressione è con
, diventa invece
con
.
Il brusco cambiamento di espressione determina un altrettanto brusco cambiamento nell’inclinazione della curva. Si dice che il punto P, di ascissa 1, è un “punto angoloso”.
La curva, per via dell’ “angolosità”, non ammette retta tangente nel punto P(1,1) in cui si passa da un’espressione all’altra.
Potremmo però dire che, se consideriamo soltanto la parte del grafico che si trova “da P verso sinistra”, abbiamo una retta tangente in P con una certa inclinazione; se invece consideriamo soltanto la parte di grafico che va “da P verso destra”, avremo UN’ALTRA retta tangente con un’altra inclinazione.
Per questo motivo, nella figura abbiamo preferito disegnare solo due SEMIrette, la semiretta t1 “tangente in P verso sinistra” e la semiretta t2 “tangente in P verso destra”.
Quali saranno i coefficienti angolari di queste due semirette?
Per rispondere, osserviamo che t1 può essere pensata come la posizione che una semiretta secante, con origine in P e passante per un altro punto Q del grafico, situato A SINISTRA di P, tende ad assumere quando Q viene fatto tendere a P; e analogamente, t2 può essere pensata come la posizione limite di una semiretta secante PQ, con Q situato sul grafico, A DESTRA di P, e fatto tendere a P.
E’ allora evidente che il coefficiente angolare di t1 (“semitangente in P verso sinistra”), potrà essere determinato calcolando il
mentre il coefficiente angolare di t2 (“semitangente in P verso destra”), coinciderà col
Si parla, in casi come questo, di
“rapporto incrementale sinistro” e “derivata sinistra”,
“rapporto incrementale destro” e “derivata destra”.
In generale:
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Sia data una funzione
Si dice “rapporto incrementale sinistro” della f(x) in x0, l’espressione
Si dice “rapporto incrementale destro” della f(x) in x0, l’espressione
Se esiste finito il
Se esiste finito il
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E’ conseguenza immediata della definizione di “derivata” il teorema seguente:
f(x) è derivabile in x0 se e solo se ammette, in x0, tanto la derivata sinistra quanto la derivata destra, e queste sono uguali fra loro:
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avremo:
NOTA 1 Qui per il calcolo di f(1+h) utilizziamo
l’espressione x2-x+1, che vale a sinistra dell’ascissa 1, perché,
essendo h negativo, 1+h si trova appunto a sinistra di 1
NOTA 2 Qui per il calcolo di f(1+h) utilizziamo
l’espressione x2+x-1, che vale a destra dell’ascissa 1, perché,
essendo h positivo, 1+h si trova appunto a destra di 1
OSSERVAZIONE. A dire il vero, quando determineremo ed impareremo a memoria le regole per le derivate delle funzioni elementari, di fronte ad un problema di questo tipo, preferiremo comportarci in un modo diverso.
Ragioneremo
così: la derivata sinistra coincide col coefficiente angolare che avrebbe,
nell’ascissa 1, la retta tangente al grafico della funzione, se la funzione
stessa mantenesse, anche a destra dell’ascissa 1, la medesima espressione
analitica che è valida con ,
ossia
… e discorso analogo per la derivata destra
(vedi figura sottostante).

Quindi, in modo molto più rapido ed efficiente:
NOTA : quando avremo imparato la regola per la
derivata di un polinomio, ci metteremo un decimo di secondo a ricavare: e
La funzione
è definita per
;
essa ha due comportamenti profondamente diversi a sinistra e a destra
dell’ascissa 0. Infatti è
;
Da sinistra, la funzione “si tuffa” dunque nell’origine; ma secondo quale inclinazione avviene il “tuffo”?
Per rispondere a questa domanda, potremmo procedere come segue:
“completiamo per continuità” la definizione della funzione, ottenendo
La funzione F(x) è “figlia” della f(x), ma rispetto alla funzione “madre” ha, in più, la proprietà di essere definita nell’ascissa 0 e ivi CONTINUA A SINISTRA.
E’ evidente che l’inclinazione con cui la funzione madre f “si tuffa” nell’origine, provenendo dalla sinistra, è la stessa inclinazione con la quale fa lo stesso “tuffo” la funzione figlia F.
Calcoliamo quindi il rapporto incrementale SINISTRO della F(x) nell’ascissa 0, e cerchiamone poi il limite quando l’incremento h tende a 0; insomma, andiamo a calcolare la DERIVATA SINISTRA DELLA F(x). Dunque:
NOTA. Avevamo anticipato questo limite nel
paragrafo sui “limiti notevoli”. Avevamo allora rimandato a tempi migliori la
dimostrazione che tale limite è 0, avvertendo che essa avrebbe potuto essere
effettuata facilmente con strumenti matematici che avremmo appreso
successivamente. Tuttavia, dal punto di vista intuitivo, la rapidità con cui
sappiamo tendere a zero l’esponenziale, al tendere dell’esponente a
,
ci permette di prevedere ampiamente questo risultato.
Pertanto, da tutto quanto visto si
trae che la funzione si “tuffa” nell’origine, DA SINISTRA, con
inclinazione uguale a 0 (tutt’altro che un tuffo “di testa” quindi ! ), come un
grafico tracciato con software matematico potrebbe confermare.
OSSERVAZIONE: si poteva giungere alla stessa conclusione
anche calcolando il
Ma su questo discorso ritorneremo quando, più avanti, tratteremo il “Criterio sufficiente di derivabilità”.