9. DERIVATA DELLA FUNZIONE INVERSA
Ripasso: la funzione inversa di una funzione data
Consideriamo la funzione
E’ possibile ora, se si sceglie un valore di y, risalire al valore di x che ha generato quell’y?
Proviamoci.
Ecco fatto! La legge è chiamata “funzione inversa” della
e indicata col simbolo
Questa legge, questa “funzione inversa”, permette di “tornare indietro”: a partire da y, si può risalire a quella che era la sua controimmagine x nella funzione diretta.
Dunque:
Supponiamo ora di voler rappresentare la funzione inversa appena ricavata, su di un riferimento cartesiano.
Tutto sommato, la rappresentazione ce l’abbiamo già, se abbiamo tracciato il grafico della funzione diretta! Sì, perché se noi anziché guardare il grafico dal solito punto di vista, ruotiamo il foglio di 90° in senso antiorario, avremo la y in orizzontale e la x in verticale, quindi potremo seguire, al variare di y, come varia x, col solo fastidio che, contrariamente alle nostre abitudini, la variabile indipendente (che qui è y) assume valori crescenti allorquando ci spostiamo con lo sguardo verso sinistra e non verso destra.
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Se guardo da sinistra anziché dal basso, vedo sostanzialmente il grafico della funzione inversa x = (y-1)1/3 col solo inconveniente che la variabile indipendente y cresce quando muovo lo sguardo nel verso opposto a quello al quale sono abituato. |
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Se guardo da qui, vedo normalmente la funzione diretta y=x3+1 |
D’altra parte, potremmo anche decidere di considerare la funzione inversa come funzione “a sè stante”, svincolata dalla funzione “diretta” dalla quale eravamo partiti.
In questo caso, poiché la consuetudine è di indicare la variabile indipendente col simbolo x e la variabile dipendente con y, procederemo ad uno scambio di variabili.
Vediamo di spiegarci meglio.
Nel nostro esempio, eravamo partiti dalla funzione diretta
e approdati alla funzione inversa
Bene!
La è dunque quella “macchinetta” che, quando
“ingoia” un numero, poi “sputa fuori” il numero ottenuto sottraendo 1 al numero
di partenza ed estraendo una radice cubica.
Se ora, anziché indicare il numero
di partenza con y e quello di arrivo con x, indichiamo il numero di partenza
con x e quello di arrivo con y, e scriviamo dunque ,
la macchinetta resta sempre la stessa, la legge che fa passare dalla variabile
indipendente alla variabile dipendente non cambia affatto!
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In una funzione, quello che importa è il LEGAME fra la variabile indipendente e la variabile dipendente, non hanno importanza i NOMI che si riservano alle due variabili! Ad esempio, le uguaglianze
ecc. ecc. ... definiscono TUTTE LA STESSA FUNZIONE!!!
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Pertanto, quando noi partiamo dall’uguaglianza y = f(x)
per “invertirla”, isolando x al primo membro e ricavando così l’equazione
della funzione inversa x = f 1(y), se lo riteniamo opportuno (a volte la
convenienza c’è, altre volte no), possiamo scambiare i nomi delle due variabili
scrivendo la stessa funzione inversa sotto la forma y = f -1(x).
Se la funzione inversa f 1
è stata scritta sotto la forma y = f -1(x), allora, rappresentandola
sullo stesso riferimento cartesiano nel quale avevamo tracciato il grafico
della funzione diretta y = f(x), potremo notare una cosa interessante e
curiosa.
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I due grafici, quello della funzione diretta f e quello dell’inversa f -1 “scritta a variabili scambiate”, sono simmetrici l’uno dell’altro rispetto alla bisettrice del 1° e 3° quadrante!!!
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Ciò è dovuto al fatto che un certo punto (a,b) appartiene al
grafico della se e solo se la coppia (a,b) è tale che
;
ma ciò avviene se e solo se
e perciò se e solo se il punto (b,a)
appartiene al grafico della
.
Pertanto i singoli punti della curva grafico di si possono ottenere partendo da ciascun punto
del grafico della
,
e scambiandone le coordinate; il che equivale, come sappiamo, a simmetrizzare
quel punto rispetto alla bisettrice del 1° e 3° quadrante.
Naturalmente, una funzione può essere invertita solo se è iniettiva
(=a valori diversi di x, corrispondono sempre valori diversi di y =
= non c’è nessun valore di y che abbia più di una controimmagine =
= non c’è nessuna retta parallela all’asse delle x, che intersechi il grafico in più di un punto).
Spesso, una funzione f(x) non è iniettiva considerandola su tutto il suo dominio, ma è “iniettiva su di un intervallo”; allora, si finisce per invertirla soltanto su tale intervallo.
Esempio:
non è, evidentemente, iniettiva sul suo
dominio R; ma lo è su
.
Si può perciò invertire su ottenendo:
Giova tener presente, a proposito di questo discorso, che se una funzione è strettamente monotona
(=strettamente crescente, oppure strettamente decrescente) su tutto un intervallo, allora è iniettiva (e quindi invertibile) su quell’intervallo. Ricordiamo che:
Esercizi.
Per ciascuna delle seguenti funzioni:
a) ricava l’espressione della funzione inversa;
b) scambia i nomi delle variabili
c) rappresenta
f ed f 1
su di uno stesso riferimento cartesiano, per constatare la simmetria
delle due curve rispetto alla bisettrice del 1° e 3° quadrante.