q
Dominio:
q Né pari né dispari
q Intersezioni con gli assi
· Poiché la funzione non è definita con x=0, non si hanno intersezioni con l’asse y.
· Ricerchiamo ora le eventuali intersezioni con l’asse x.
se e solo se
.
Ma quest’ultima equazione è impossibile! Infatti…
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… IMPORTANTISSIMO! Un’esponenziale, ossia una funzione della forma at, con a>0, non si annulla mai, per nessun valore dell’esponente t, anzi: è STRETTAMENTE POSITIVA per ogni valore dell’esponente. In altre parole, elevando una costante positiva ad un qualsivoglia esponente (positivo, negativo o nullo; intero, razionale o irrazionale), il risultato che si ottiene è sempre strettamente positivo.
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Quindi, in definitiva, la curva grafico della nostra funzione non ha nessuna intersez. con gli assi.
q Segno della funzione
Abbiamo già osservato che il numeratore è >0 per ogni x (diverso da 0, ovviamente);
perciò si ha:
q Limiti ai confini del dominio:
L’ultimo fra i quattro limiti presenta una Forma di Indecisione, che tenteremo di sciogliere con la regola di De l’Hospital:
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Vediamo purtroppo che l’applicazione (reiterata) di De l’Hospital non scioglie l’indecisione, bensì la ripropone continuamente (con un denominatore, anzi, di grado via via sempre più elevato).
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Ciò è dovuto al fatto che
derivando l’esponenziale si genera, per derivazione dell’esponente, il
fattore
,
il quale va a vanificare l’ “abbattimento di un grado”, per derivazione, del
monomio che si aveva a denominatore.
Un tentativo di superare l’ impasse potrebbe consistere nell’effettuare una sostituzione che porti l’esponenziale ad assumere una forma più “addomesticata”, tale che attraverso la derivazione si mantenga sostanzialmente “stabile”.
Poniamo
allora . Avremo
e con
sarà
.
Il nostro
limite diventerà:
Evviva!!!
Possiamo finalmente concludere che
NOTA.
Avremmo anche potuto evitare di ricorrere ad una sostituzione, procedendo nel modo seguente:
q
Derivata prima
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Prima di procedere col calcolo della derivata seconda, dobbiamo “domandare ancora qualche cosa” alla y’.
La nostra funzione f(x) ha un comportamento molto particolare in prossimità dell’ascissa 0:
infatti si
ha ,
Dunque,
quando ,
y tende a 0: ma CON QUALE PENDENZA
la curva y=f(x) si “tuffa”, da destra,
nel punto (0,0)?
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COSI’? … (secondo l’orizzontalità) |
… COSI’? … (secondo un determinato angolo diverso sia da 0° che da 90°) |
… O COSI’? (secondo la verticalità) |
Risponderemo
calcolando il .
Anche questo limite è
“brutto”: presenta infatti una Forma di Indecisione .
Seppure l’esperienza induca a “scommettere” in favore dell’esponenziale (e, quindi, a pronosticare che il limite valga 0), sorge l’esigenza di sciogliere l’indecisione con un procedimento rigoroso.
Purtroppo portando la
funzione sotto una delle due forme o
si va incontro, oltre che a calcoli pesanti, allo stesso fallimento che abbiamo sperimentato con la Forma di Indecisione precedente.
Siamo allora portati a
effettuare ancora la sostituzione (da cui
) per
ottenere
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Pertanto la pendenza con la quale la y=f(x) “entra” nell’origine da destra, tende all’orizzontalità e, fra le tre alternative sopra prospettate, quella
corretta è la prima:
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q
Derivata seconda
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Perciò
… mentre affidiamo al lettore volonteroso gli analoghi calcoli per quanto riguarda l’altro flesso. Si
trova: |
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Ed ecco il grafico della funzione!!!
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