q        Dominio:    

 

 

 

 

 

q        f(x) non è né pari, né dispari

 

 

q        Intersezioni con gli assi 

Con l’asse y:         Con l’asse x:   

 

q        Segno della funzione

La y è espressa da una radice quadrata;

e il risultato di un’estrazione di radice quadrata, quando esiste, è sempre .

Ricordiamo che, ad esempio, il simbolo  

NON sta ad indicare

“uno qualsiasi fra i numeri che elevati al quadrato danno 9” (-3 e +3),

bensì  indica QUEL NUMERO NON NEGATIVO IL CUI QUADRATO DA’  9

(ossia, il +3)

 

Perciò la nostra funzione, laddove esiste, è sempre positiva (o nulla), e avremo:

 

 

q        Limiti e valori ai confini del dominio:

             

 

Tu avevi per caso scritto   ?

Beh, questo non è affatto sbagliato,

ma è molto più “logico” scrivere semplicemente  

in quanto, per x = -2, la funzione ESISTE, ed è CONTINUA VERSO DESTRA,

quindi il valore del limite coincide sicuramente col valore della funzione.

E’ quindi preferibile pensare ad un VALORE, piuttosto che ad un LIMITE

(il limite, qualora venisse calcolato, coinciderebbe col valore).

 

Il discorso è analogo, evidentemente, per gli altri confini finiti del dominio.

 

q        Non si hanno asintoti obliqui, perché    

 

q        Derivata prima                     

 

Il dominio D’ della f ’(x) è più ristretto del dominio D della f(x):

la derivazione ha fatto passare a denominatore l’espressione  ,

cosicché nei punti in cui tale espressione si annulla   

la funzione esiste, ma non è derivabile.

   essendo   D = dominio di f ;  D’ = dominio di f ’

Sarà allora opportuno andare a vedere qual è il comportamento della y’,

quando x si avvicina a queste particolari ascisse  x = -2, x = 0,  x = 2.

 

 

… quindi la curva grafico della funzione

“parte dal punto di ascissa 2

con salita infinita”

 

… quindi la curva grafico della funzione

“arriva al punto di ascissa 0

in discesa infinita”

 

… quindi la curva grafico della funzione

“parte dal punto di ascissa 2

con salita infinita”

 


 

 

  

 

 

  

 

 

 

 


q        Derivata seconda             

 

Dunque è   

 

 

Risolvendo la biquadratica     si trova:

 

In definitiva, l’unico valore per cui si annulla y’’ è  .

Questa ascissa   non si può classificare “tout-court” come un flesso;

per trarre, eventualmente, questa conclusione, occorrerà accertarsi che nell’attraversamento dell’ascissa in esame, la y” cambi di segno.

 

In effetti così accade, perché il trinomio biquadratico    può scomporsi in

 

Il primo fattore è sempre positivo; il fattore   è invece scomponibile nel prodotto  .

 

Pertanto, se andiamo a porre l’espressione analitica della y” sotto una forma che presenti esclusivamente fattori di 1° grado, uno e un solo di questi fattori risulterà cambiare di segno nell’attraversamento dell’ascissa   

e ciò comporta che la y” cambi di segno nel passaggio dalla sinistra alla destra di tale ascissa.

Questa, dunque, è effettivamente di flesso per la f(x).   

 

Ed ecco il grafico

della funzione!!!

 

 

 

 

 

 

Nell’affrontare lo studio di questa funzione   

avremmo anche potuto procedere tracciando prima il grafico di  

e poi “manipolandolo” in modo da ottenere un abbozzo della curva  

 

In questo modo, avremmo già potuto ottenere un grafico “provvisorio” della f, abbastanza  soddisfacente.

 

Dopodiché, il calcolo di f ’(x) e f ’’(x) ci avrebbe consentito di determinare con precisione il massimo relativo e il “probabile” flesso, di cui il grafico “provvisorio” rivela (nel caso del massimo) o suggerisce (nel caso del flesso), la presenza.

 

Osserviamo che nel passaggio dalla funzione “madre”  alla “figlia”  ,

·         i punti con y=1 e con y=0 vengono “riconfermati”;

·         ogni punto con  y>1 “genera” un punto “figlio”, avente la stessa ascissa ma ordinata inferiore

·         ogni punto con  0<y<1 “genera” un punto “figlio”, avente la stessa ascissa ma ordinata leggermente superiore (ancora compresa, però, fra 0 e 1)

·         ogni punto (x,y) con y<0 rimane “sterile”, nel senso che la curva “figlia” non avrà nessun punto con quell’ascissa x.

 

 

 

La figura qui a fianco

rappresenta la curva di equazione .

 

Per esercizio, puoi ricavare da questa

un grafico approssimativo della  ,

constatandone la buona aderenza

al grafico preciso, riportato sopra.