q        Dominio:   

  

 

q        La funzione non è né pari, né dispari

 

q        Intersezioni con l’ asse y:   

 

Intersezioni con l’asse x       

Perciò, in definitiva, l’unica intersezione con gli assi è l’origine.  

 

q        Segno della funzione

     

 

 

 

 

q        Limiti ai confini del dominio      

          

q        Derivata prima

      

          

 

 

 

 

 

 

 

 

       

 

q        Derivata seconda

           

 

  

 

Dunque .

L’equazione  è un’equazione algebrica di terzo grado.

Ogni tentativo di risolverla per scomposizione in fattori col metodo di Ruffini fallisce in quanto,

fra i divisori del termine noto +6, nessuno risulta essere uno zero del polinomio a primo membro.

Ciò significa che l’equazione in questione non ha soluzioni razionali; potrebbe però averne di irrazionali (anzi, che ne abbia almeno una è certo, perché, come sarebbe facilmente dimostrabile, qualsiasi equazione algebrica di grado dispari a coefficienti reali ammette sempre almeno una soluzione reale).

 

E’ noto che esistono formule risolutive per le equazioni algebriche fino al 4° grado

(invece, come dimostrò il norvegese Abel nel 1824, per le equazioni algebriche di grado maggiore o uguale a 5 non può esistere alcuna formula risolutiva).

Se, tuttavia, non abbiamo a disposizione la formula risolutiva per le equazioni di terzo grado, o, comunque, se vogliamo farne a meno, potremo pur sempre approssimare le soluzioni dell’equazione considerata, utilizzando il metodo grafico.

 

A tale scopo, scriviamo  sotto la forma equivalente  .

 

Tracciamo poi su di uno stesso riferimento cartesiano i grafici delle due funzioni 

  e  ,

con l’obiettivo di localizzare le ascisse

dei loro punti di intersezione.

 

 

 

Si ha senz’altro una  intersezione nell’intervallo ( -5, 0 ).

Un disegno più preciso mostrerebbe che la soluzione in questione è compresa fra -3 e 2.

 

Le due curve, però, appaiono molto vicine anche fra l’ascissa 0 e l’ascissa 5; si intersecheranno anche in quell’intervallo oppure no?

 

Ovviamente, utilizzando un computer, basterebbe fare uno “zoom” del grafico nella zona considerata.

E se invece avessimo a disposizione solo carta e matita …?

… In questo caso, potremmo  procedere nel modo seguente.

 

Determiniamo l’equazione della retta t, che è  tangente al grafico della curva  in un punto di ascissa positiva, ed è parallela alla nostra retta  .

L’equazione di t sarà della forma:   

L’obiettivo sarà di stabilire  come è disposta tale tangente t , rispetto alla  r.

·         Se t sta al di sopra di r (q> -6), allora non si ha nessuna intersezione di ascissa positiva  fra  r e la curva .

·         Se t coincide con r (q= -6), allora r è tangente a : una, e una sola, intersezione di ascissa positiva.

·         Se t sta al di sotto di r (q< -6), due intersezioni di ascissa positiva fra  r e .

 

La derivata della funzione   è  .

Tale derivata vale 6 se e solo se    ossia con  .

Il punto di tangenza che ci interessa è  .

La retta tangente cercata è dunque  .

Essendo ora  ,  la tangente t sta al di sopra della retta r: nessuna intersezione, dunque,  fra  r  e .

 

Un altro modo di risolvere la questione se la curva  intersecasse o meno la retta  in un punto di ascissa x>0 avrebbe potuto essere il seguente.

La  figura che riporta i grafici approssimativi delle due funzioni    e  ,  mostra che la funzione differenza  deve toccare  un minimo relativo in un punto di ascissa positiva.

Bene:

·         se tale minimo relativo è <0, allora vuol dire che i grafici di  e  si intersecano, con x>0,  in due punti;

·         se invece il minimo relativo in questione è nullo, allora le due curve si toccano, con x>0,  in un punto solo;

·         se,  infine,  tale minimo relativo è >0, allora le due curve non si intersecano affatto con x>0.

Si tratta perciò di effettuare un brevissimo studio della funzione , per determinare il segno dell’ordinata del punto di ascissa positiva, in cui essa tocca un minimo relativo.

 

Ora, è:

;

;

.

Ma è . Nessuna intersezione di ascissa positiva, dunque.