IL DIFFERENZIALE

Nella figura è rappresentata una funzione derivabile in un’ascissa
.
Il grafico della f è dunque dotato di retta tangente, non
verticale, nel punto ;
tale retta tangente ha, com’è noto, equazione
A partire dal valore ,
diamo alla variabile indipendente un incremento
:
passiamo cioè da al nuovo valore
.
Che incremento subisce, in corrispondenza, la nostra funzione?
Dall’ordinata si va alla nuova ordinata
,
quindi l’incremento subito dalla funzione è
.
Nella figura, tale incremento è rappresentato dalla misura relativa del
segmento orientato
.
Pensiamo ora a cosa succederebbe prendendo molto, ma molto piccolo.
Con piccolissimo, il grafico della f è
vicinissimo a quello della tangente t: dunque il segmento orientato che nella
figura è indicato con
tende ad identificarsi col segmento orientato
,
la cui misura relativa è
(ricorda che il coefficiente angolare della
retta tangente è
e tieni presente che il coeff. ang. di una
retta è uguale al rapporto fra la diff. delle ordinate e la diff. delle
ascisse, di due punti qualsiasi della retta stessa: quindi
da cui
e infine
)
Pertanto, se siamo interessati all’incremento che la funzione subisce, quando diamo alla x
un PICCOLO incremento, facendola passare da
a
,
potremo egregiamente approssimare
con la quantità
.
Riassumendo:
|
cioè:
Insomma, l’incremento
in
corrispondenza di un PICCOLO incremento è ben
approssimato dalla quantità che è “l’incremento della y, misurato non sul grafico della funzione, bensì sulla retta tangente” |
In Matematica e nelle sue applicazioni (ad esempio alla
Fisica), è assai frequente che
interessi valutare il piccolo incremento subito da una determinata funzione f , quando
si dà alla variabile indipendente un piccolo incremento
,
che la porti dal valore
al valore
.
Abbiamo scoperto che tale incremento è egregiamente
approssimato dalla semplice e “maneggevole” quantità (se, beninteso,
è molto piccolo!)
E abbiamo anche visto che questa quantità corrisponde all’ “incremento della y,
misurato non sul grafico della funzione, bensì sulla retta
tangente”.
Alla quantità si dà un nome particolare: la si chiama il
DIFFERENZIALE della funzione f, e la si indica con
o anche con
.
|
= quantità che bene approssima l’incremento della f, per un piccolo incremento della x
Il differenziale è dunque il prodotto della derivata, per l’incremento della variabile indipendente.
|
Osserviamo che:
a) il
differenziale è una quantità che dipende da DUE variabili: e
;
tuttavia,
se pensiamo fissato, il differenziale dipenderà soltanto
da
.
b) E’ vero: il
differenziale è utile, per approssimare l’incremento della funzione, soltanto
quando è molto piccolo;
d’altra
parte, il differenziale è una quantità che resta definita anche quando non è piccolo.
c) Il significato geometrico del differenziale è importantissimo per comprendere bene. Ribadiamolo ancora una volta:
differenziale
= incremento della y, misurato non sul grafico della funzione, bensì sulla
retta tangente.
q VEDIAMO UN ESEMPIO:
Il differenziale della funzione è:
(posso pure scrivere:
)
Ciò significa che, per un piccolo incremento di x, la
quantità fornisce un’ottima approssimazione
dell’incremento subito dalla funzione
.
Ad esempio, se voglio valutare l’incremento subito dalla
funzione nel passaggio da <