LIMITE DI UNA FUNZIONE RAZIONALE FRATTA

(= RAPPORTO DI DUE POLINOMI) QUANDO   

 

 

NOTA 5 - Si tratta di una  F.I. 

Ci attendiamo che sia il denominatore a tendere all’infinito più rapidamente (per via del grado superiore) e quindi che il limite sia 0.

Per  maggiore sicurezza, raccogliamo sia a numeratore che a denominatore, x elevato all’esponente più alto, in modo da poter poi semplificare.

NOTA 6 - I termini , il cui numeratore è costante e il cui denominatore tende a , sono “evanescenti” (=tendenti a zero).

Il numeratore dell’ultima frazione ottenuta tende a 7, mentre il denominatore, prodotto di un fattore che tende a   per un fattore che tende a 1, tende a

Pertanto il limite è    

 

 

NOTA 7 - F.I.  .   Questa volta ci si attende che il limite sia infinito, perché è il numeratore ad avere grado più alto e quindi a tendere all’infinito più rapidamente.

NOTA 8 - I termini , il cui numeratore è costante e il cui denominatore tende a , sono “evanescenti” (=tendenti a zero).

 

 

NOTA 9 - F.I.  .  

In questo caso numeratore e denominatore hanno lo stesso grado. Cosa succederà?

 

 


 

E’ possibile generalizzare quanto ci suggeriscono gli esempi di cui sopra, e concludere che, per determinare il limite di una funzione “razionale fratta” (=rapporto fra due polinomi), basta guardare i gradi dei polinomi a numeratore e a denominatore:

 

Infatti:

 

 

A questo punto: 

… da cui seguono le regole prima enunciate.

 

Nel caso in cui   e il limite sia  ,  stabilire il segno di questo  è molto banale:

tale segno dipende dalla parità o disparità della differenza m-n, combinata con la negatività o positività del rapporto  a0/b0

 

Altri esempi: