Definizioni di limite:

 

Si parla poi anche di  “limite uguale a  (senza alcun segno)” e di “limite per x che tende a  (senza alcun segno)”.

Vediamo di cosa si tratta.

 

 

Limite uguale a  (senza alcun segno)

Si dice che

 

 

Qui:

  • il simbolo c potrà valere, a seconda dei casi, x0 (ascissa finita) oppure  oppure ancora  

(e, nel caso c valga  o  , la specificazione  “  “ va, ovviamente, tralasciata).

  • Per “intorno di  ” intendiamo un intervallo della forma ,

ossia l’insieme dei   

 

 Ad esempio, se c è un’ascissa finita (c=x0) avremo:

 

 

 

Alcune osservazioni importanti sulla scrittura :

  • Essa si può dimostrare equivalente alla scrittura  
  • Essa è usata, nella quasi totalità dei casi, più che altro come scrittura “provvisoria”, in attesa di decidere se, più precisamente, il segno del limite è  o ;

spesso, a tale scopo, è necessario passare a considerare separatamente il lim. sin. e il lim. destro (dei quali ci siamo già occupati a livello intuitivo, e la cui def. rigorosa formuleremo più avanti).

·         Se risulta  oppure  , allora è anche corretto scrivere  (seppure quest’ultima scrittura sia meno precisa)

 

 

Limite per x che tende a  (senza alcun segno)

Si dice che

 

dove, per la definizione di “intorno di  ”, ti rimando al riquadro precedente.

 potrà essere un’ordinata finita, oppure uno dei due simboli  o  .

Ad esempio, se  è un’ordinata finita  avremo:

 

 

  • Tuttavia, la scrittura  è usata, più che altro, per sintetizzare la congiunzione

 

, alla quale si può dimostrare equivalente.

 

 

Si può infine utilizzare anche la scrittura  , che a questo punto è di ovvia interpretazione.