f) Analogamente: possibilità di considerare soltanto valori di x “vicini a x0”
Analogamente, non è difficile convincersi che, nel corso di
una verifica della correttezza di un limite per attraverso la definizione, è possibile,
volendo, considerare soltanto "valori di x vicini a x0”
g) Dal “piccolo a piacere” al “grande a piacere”
E ancora: quando abbiamo enunciato le definizioni di limite infinito, ad esempio la:
nel riferirci al numero M>0, abbiamo detto che andava pensato “grande a piacere”, “arbitrariamente grande”; ma avremmo potuto benissimo fare a meno di locuzioni di questo tipo!
In effetti la definizione, espressa in simboli, si limita a
presentare un quantificatore universale ,
che significa semplicemente “per ogni, per qualsiasi, qualunque sia, comunque
si prenda” e quindi è indifferente rispetto al “grande” o al “piccolo”.
Tuttavia, parlare di un M>0 “grande a piacere” o simili, si rivela utile sia da un punto di vista psicologico, sia per ricordare che:
se, in un caso specifico, devo dimostrare che
posso supporre, se lo ritengo comodo o utile, M grande a mio piacere.
Infatti, se io riesco a dimostrare che, ad esempio, per tutti gli M maggiori di 1.000.000
è possibile trovare un "che vada bene", allora,
evidentemente, resterà pure dimostrato che per qualunque M esiste
un
che va bene (preso un M minore o
uguale di 1.000.000, lo rimpiazzo provvisoriamente con un altro numero M’
maggiore di 1.000.000, e il
che va bene per questo M’ andrà bene a
maggior ragione anche per l’ M fissato inizialmente)