e) Psicologia, rigore e la pratica degli esercizi
|
La
locuzione " se,
in un caso specifico, devo dimostrare che potrò
supporre, se lo ritengo comodo o utile, abbastanza piccolo da consentire tutti i passaggi algebrici di cui io avverta l'esigenza ai fini del procedimento. Infatti,
se riesco a dimostrare che - tanto per fare un esempio - per tutti gli è
possibile trovare un per
qualunque |
Considera a proposito l‘esercizio seguente.
Supponiamo che sia richiesto di dimostrare, servendosi della
definizione, che
Imposteremo allora la disequazione con l’obiettivo di far vedere che essa è
verificata in tutto un opportuno intorno dell’ascissa 3 (… fatta
eccezione, al più, per x=3; ma in questo esempio comunque è subito evidente che
l’eccezione non si verificherà).
Dunque scriveremo:
… e a questo punto, per liberare x dalla “prigionia” della radice quadrata, desidereremmo poter elevare al quadrato.
Però sappiamo che una disequazione può essere elevata al quadrato (nel senso che, così facendo, si muta in una disequazione con le stesse soluzioni di quella di partenza) soltanto se i membri della disequazione sono positivi.
Ora, riguardo all’espressione ,
essa è positiva
soltanto quando
.
Allora, che fare? Sarà forse necessaria una laboriosa distinzione di casi?
NO! Perchè il bello è che se noi ci limitiamo a prendere in
considerazione soltanto gli tali che
,
il nostro procedimento dimostrativo avrà poi un valore del tutto generale!!!
Cerchiamo di spiegare in dettaglio il motivo di questo fatto.
Supponiamo di aver dimostrato che l’intorno cercato esiste
per tutti gli .
Il nostro
obiettivo finale è di far vedere che, comunque si fissi un ,
esiste un
tale che … ecc. ecc.
Quindi, il
discorso, ormai portato a termine per gli ,
rimarrebbe apparentemente ancora aperto per gli
…
… ma …
… se noi
prendiamo un ,
possiamo passare a considerare un qualunque numero ausiliario
, con
.
Per questo abbiamo già dimostrato che esiste un
tale che, se
,si ha
Ma allora per tutti gli x tali che
risulterà a maggior ragione
(infatti, essendo
,
sarà
)
Pertanto,
in corrispondenza dell’ da noi scelto, SIAMO RIUSCITI A DETERMINARE
un
(il
) tale che ecc. ecc.
noi possiamo pensare piccolo a piacere, talmente
piccolo da consentirci di effettuare il passaggio di elevamento al quadrato che
ci consentirà di isolare x (quindi:
,
per le nostre esigenze).
Vediamo ora che i due numeri
e
sono, rispettivamente, il primo minore e il
secondo maggiore di 3. Pertanto la disequazione posta è effettivamente
verificata in tutto un intorno dell’ascissa 3,
C.V.D.
OSSERVAZIONE:
·
Se desideriamo un intorno CIRCOLARE, ci basterà prendere il
raggio di questo intorno uguale (o minore) della più
piccola fra le distanze dell’ascissa 3 dai due estremi
e
dell’intorno trovato:
.
|
Se esiste un intorno non circolare di un punto, nel quale sia verificata una certa condizione, allora esisterà sempre anche un’intorno CIRCOLARE di quel punto (anzi, infiniti intorni circolari), nel quale la stessa condizione risulta verificata. Certo, perché ogni intorno contiene infiniti intorni circolari del punto stesso
(tutti quelli il cui raggio è minore o uguale della più piccola fra le
distanze del punto considerato, dalle estremità dell’intorno |