1. LA DEFINIZIONE RIGOROSA DI LIMITE, NEI VARI CASI
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Definizione: Si dice che “il limite, per x che tende a x0 ,
di f(x) è uguale a per ogni intorno di per ogni x appartenente a questo intorno di x0 (escluso tutt’al più x0 : vedi NOTA 2), f(x) appartenga all’intorno di |
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Oppure: Si dice che “il limite, per x che tende a x0 ,
di f(x) è uguale a per ogni per ogni x appartenente all’ intervallo f(x) appartenga all’intervallo |
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Oppure: Si dice che “il limite, per x che tende a x0 ,
di f(x) è uguale a per ogni se x è compreso fra |
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Oppure: Si dice che “il limite, per x che tende a x0 ,
di f(x) è uguale a per ogni se la distanza di x da x0 è minore di la distanza di f(x) da |
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·
NOTA 1:
questo intorno di x0 dipende, di norma, dall’intorno di ,
nel senso che è tanto più piccolo, quanto più piccolo è
· NOTA 2: abbiamo già osservato, presentando dal punto di vista intuitivo il concetto di limite, come, quando pensiamo a x tendente a x0, non ci interessa cosa accade IN x0 (dove, eventualmente, la funzione potrebbe addirittura non essere definita), ma solo cosa accade “in prossimità”, diciamo così, di x0
·
NOTA 3:
questo dipende, di norma, da
,
nel senso che è tanto più piccolo, quanto più piccolo è
.
Per indicare questa dipendenza di da
,
si usa a volte la notazione funzionale
NOTA 4: Le quattro definizioni alternative di limite, che abbiamo proposto, sono tutte equivalenti fra loro.
Ciò è subito evidente se si conviene che gli intorni menzionati nella prima delle quattro definizioni siano circolari;
ma poi un’analisi attenta permette di stabilire che nella prima definizione data è del tutto indifferente “leggere” gli intorni in questione come intorni circolari o come intorni generici. Ciò si deve al fatto che ogni intorno I di un punto (=intervallo aperto contenente quel punto) contiene un intorno CIRCOLARE del punto stesso (anzi, ne contiene infiniti: tutti quelli il cui raggio è minore o uguale della più piccola fra le distanze del punto considerato, dalle estremità dell’intorno I )