d) Psicologia e rigore
Ripensiamo alla definizione di limite finito per x che tende a un valore finito, data ad esempio nella forma:
Quando si è trattato di esporta a parole, abbiamo scritto:
Si
dice che “il limite, per x che tende a x0 , di f(x) è uguale a ” se e solo se:
per
ogni [ piccolo a piacere ] esiste un
tale che,
se
la distanza di x da x0 è minore di (e x è diverso da x0: il comportamento della
funzione IN x0 non ci interessa ),
la
distanza di f(x) da risulti minore di
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E’ importante osservare che locuzioni del tipo:
hanno soprattutto una funzione PSICOLOGICA: dal punto di vista matematico, possiamo essere più “asciutti” e dire semplicemente: “per qualsiasi
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Proprio per questo la definizione data è completamente rigorosa! Essa non fa più riferimento (come nei discorsi introduttivi al concetto di limite) a descrizioni vaghe e matematicamente discutibili del tipo: “x molto vicino a x0, f(x) molto vicino a “piccola differenza”, “piccola distanza” ( … ma QUANTO piccola, insomma? …). Questi tentativi “ingenui” di descrizione vengono ora rimpiazzati da un inequivocabile gioco di quantificatori: PER OGNI … ESISTE …
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Analogo discorso, naturalmente, vale per espressioni linguistiche come “arbitrariamente grande”, “grande a piacere”, ecc. da noi usate in relazione al numero M nelle definizioni di limite infinito (ribadiremo questo aspetto più avanti).