43) Composizione di funzioni, e in particolare di funzioni continue
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Resta da considerare la cosiddetta COMPOSIZIONE DI FUNZIONI.
sono esempi di funzioni COMPOSTE. Analizziamo ad esempio
che è stata applicata per ultima viene scritta per prima!
Se le due funzioni componenti
cosicché in qualche modo le due continuità si “saldino”, ci possiamo domandare: sarà certamente continua (nel
punto x) anche la funzione composta La risposta (affermativa), è discussa nelle impegnative pagine seguenti, le quali giustificano anche i procedimenti di “sostituzione “ (“implicita” od “esplicita”) ai quali spesso occorre fare ricorso nel calcolo di un limite.
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SOSTITUZIONE DI VARIABILE NELL'AMBITO DEL CALCOLO DI UN LIMITE
Obiettivo di questo paragrafo è di dimostrare che, eseguendo esercizi sui limiti, è corretto effettuare “sostituzioni di variabile”, esplicite o implicite, come negli esempi seguenti:
Sostituzione implicita:
Sostituzione esplicita:
Ciò si riassume dicendo che:
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“ se la funzione f di cui vogliamo calcolare il limite dipende, a sua volta, da una funzione g(x) che, quando x tende a c, tende ad un limite
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Vale infatti il seguente rilevante Teorema:
TEOREMA SUL LIMITE DI UNA FUNZIONE COMPOSTA, O“TEOREMA DI SOSTITUZIONE”(premetto che i simboli Supponiamo
di voler calcolare il Supponiamo inoltre che siano verificate le seguenti due ipotesi:
I.
II.
Allora avremo (TESI): |
La tesi è
che ,
cioè che
Fissiamo
dunque, ad arbitrio, un .
Per
l'ipotesi II), in corrispondenza di
questo esisterà un
tale che
Per
l'ipotesi I), in corrispondenza di
questo esisterà poi un
tale che
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Ci rendiamo ora conto di una difficoltà.
(quella che viene applicata per prima), quando opera sugli x di
genera valori che stanno in
opera su valori che stanno in genera valori che stanno in con una possibile eccezione: quando a)
non esistere oppure b) stare fuori da |
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Se non
intervenisse questa possibile eccezione, la tesi sarebbe dimostrata, e sarebbe l’intorno di c di cui si voleva
provare l’esistenza.
Abbiamo scoperto che, per assicurare la validità della tesi, occorre un’ipotesi supplementare, ossia che
III.
esista un intorno di c, per ogni x del quale (escluso, tutt’al
più, c), il valore
sia sempre
.
Se, dunque, vale l’ipotesi supplementare III, avremo che
per ogni
x di risulterà contemporaneamente
e
,
ossia
Quindi
avremo, combinando con
,
In
corrispondenza dell' arbitrariamente fissato, si è quindi provato
che esiste un intorno di c
(si
tratta di ) per ogni x del quale, eccettuato al più x=c
se c è finito, risulta
.
La tesi è dimostrata. Ma c’è stato bisogno dell’ipotesi supplementare III.
OSSERVAZIONE 1: la scarsa incidenza dell’ipotesi supplementare
E’ pur vero che questa ipotesi supplementare è quasi sempre verificata, a meno di andare a scomodare situazioni particolarissime ed estremamente poco frequenti.
Consideriamo ad esempio la funzione
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