LIMITI, PARTE D: SUCCESSIONI
La sequenza
costituisce un esempio di SUCCESSIONE.
Ecco un altro esempio di successione:
Una successione è dunque una sequenza infinita di numeri reali (ma potrebbe trattarsi anche di oggetti di altra natura: vettori, funzioni, numeri complessi, figure geometriche...), ciascuno indicabile per mezzo di una lettera ( noi nei nostri due esempi abbiamo scelto la lettera a ) munita di un indice, il quale indice potrà assumere i suoi valori in N (insieme dei numeri naturali), oppure in un sottoinsieme infinito di N.
Ecco ora un terzo esempio di successione, i cui termini sono numeri complessi:
Ed ecco un quarto esempio. Questa volta ciascun termine della successione è una funzione:
Nel seguito ci occuperemo esclusivamente di successioni i cui termini siano numeri (si parla di “successioni numeriche”); anzi, supporremo sempre che si tratti di numeri reali (come nei primi due esempi).
Inoltre, per semplicità, considereremo esclusivamente successioni definite su N, oppure su N*.
|
Una successione può essere dunque interpretata come UNA FUNZIONE AVENTE COME DOMINIO L’INSIEME N DEI NUMERI NATURALI, O UN SUO SOTTOINSIEME INFINITO D: ad ogni numero naturale n dell’insieme D corrisponde uno ed un solo ben determinato “termine” (o “elemento”) della successione, per indicare il quale si può usare una lettera fissata dell’alfabeto, munita dell’indice n (es. an )
|
Per visualizzare graficamente una successione, abbiamo sostanzialmente a disposizione due metodi. Ognuno presenta vantaggi e svantaggi. I due metodi alternativi sono illustrati nel seguente esempio,
con riferimento alla successione di termine generale :
|
Questo tipo di visualizzazione mette bene in evidenza il fatto che una successione è una funzione: a ogni numero naturale (in questo caso, non nullo) n, corrisponde uno e un solo ben determinato valore an=1/n. Il dominio della funzione è N*. La differenza rispetto alle “normali” funzioni è che in una successione non abbiamo una variabile CONTINUA x, ma una variabile DISCRETA n. Emerge anche con efficacia che, al tendere di n all’infinito, il corrispondente termine an tende a 0.
|
|
|
|
il fatto che i termini della successione costituiscono un insieme numerico: l’insieme
La figura mostra anche molto chiaramente che l’insieme |
· Successioni crescenti e decrescenti
Una successione si dice crescente (risp.: decrescente) se,
per ogni
(o, eventualmente,
) è
(risp.:
).
Se al posto di <,
> scriviamo ,
otteniamo le definizioni di successione
crescente (decrescente) “in senso lato”.
Ad esempio, la successione è decrescente (in senso stretto).
· Successioni limitate e illimitate; estremo superiore e inferiore di una successione;
eventuale massimo e minimo di una successione
Tutti questi termini vanno riferiti all’insieme numerico costituito dai termini della successione considerata.
Ad esempio, la successione è limitata sia inferiormente
(il suo estremo inferiore è 0) che superiormente (il suo estremo superiore, che ne è anche il massimo, è 1).
Invece la successione è limitata inferiormente, con estremo
inferiore 0 che ne è anche il minimo, ma è illimitata superiormente (l’estremo
superiore è
).