PSEUDO-UGUAGLIANZE E FORME DI INDECISIONE
(DAL PUNTO DI VISTA INTUITIVO):
infinito / infinito
Supponiamo invece di avere due funzioni f(x), g(x) che, al tendere di x a x0, tendano entrambe a infinito:
. Quanto varrà il
?
Riflettiamo.
Noi stiamo studiando il comportamento della frazione .
Il tendere all’infinito del numeratore “vorrebbe” far impennare la frazione verso l’infinito …
ma il tendere all’infinito del denominatore, per contro, “vorrebbe” schiacciare la frazione verso lo zero!
Ci troviamo di fronte a una “forma conflittuale”, o, come generalmente si dice, a una “forma di indecisione”
Fra le due funzioni che stanno a numeratore e a denominatore, vincerà il “tiro alla fune” quella che tende all'infinito più rapidamente.
Il valore del limite dipenderà quindi dalle particolari funzioni considerate:
a volte potrà "vincere" il numeratore f, e allora il rapporto f/g tenderà all'infinito;
altre volte potrà invece vincere il denominatore g, e in questo caso il rapporto f/g tenderà a zero;
in certi casi, poi, capita che le due funzioni f, g "trovano un equilibrio": il limite del rapporto f/g sarà allora un certo numero finito e non nullo.
Può anche accadere (situazione ben rara negli esercizi), che il limite del rapporto f/g non esista.
Ad
esempio, chiediamoci quanto vale il .
Al
tendere di x a ,
sia il numeratore che il denominatore tendono a
;
si
ha dunque una F.I. (Forma di Indecisione) del tipo .
Fra
il numeratore e il denominatore
,
quale tenderà all’infinito più rapidamente?
Beh,
ha coefficienti più “robusti” … mentre
ha grado più elevato.
Ma
noi dobbiamo pensare che ,
quindi è il grado che finisce per caratterizzare la rapidità con cui
l’espressione tende all’infinito.
Ad
esempio, con x=1000, abbiamo ma è
!!!
Dunque, per via del grado maggiore, è più rapido il tendere all’infinito del denominatore:
e questo denominatore “vincente” riesce perciò a schiacciare il valore la frazione verso lo 0.
In
definitiva avremo .
Per convincerci ancora di più di questo fatto, raccogliamo, sia a numeratore che a denominatore, x elevato all’esponente più alto: avremo
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NOTA: i
due termini Ma allora, dopo la semplificazione per x effettuata al passaggio precedente, il numeratore tende a 7 e il denominatore, che è il prodotto di un fattore tendente a infinito per un fattore tendente a 1, tende all’infinito. Dunque il limite è 0 (0+, per ovvi motivi di segno). Tutte queste considerazioni di carattere intuitivo verranno puntualmente legittimate dai Teoremi che saremo in grado di dimostrare quando, a partire dal capitolo successivo, avremo finalmente stabilito una definizione ben fondata di “limite”. |