UN MODO ALTERNATIVO DI DEFINIRE LE CONICHE

(a cura di Luca Vigna, IV B 2001/2002)

 

Fissati su di un piano un punto F (fuoco) e una retta d (direttrice), se si considera il luogo dei punti del piano per i quali risulta PF/PH = e , dove H è la proiezione di P su d , mentre e è una costante positiva , si ottiene:

 

·         ·          UN’ ELLISSE              se si prende  0 < e < 1    

·         ·          UNA PARABOLA  se si prende        e = 1    

·         ·          UN’ IPERBOLE          se si prende        e > 1    

 

Il valore della costante e risulta poi coincidere:

 

·        ·        nel caso dell’ellisse, col rapporto 

(semidistanza focale)/(semiasse maggiore)

 

·        ·        nel caso dell’iperbole, col rapporto

(semidistanza focale)/(semidistanza dei vertici)

 

cioè risulta coincidere con quel numero che viene abitualmente chiamato “eccentricità”, 

e che

·        ·        nel caso dell’ellisse, è tanto più grande quanto più l’ellisse è “bislunga”,

·        ·        nel caso dell’iperbole, è tanto più grande quanto più la “forbice” degli asintoti è aperta.

 

 

 

Per dimostrare quanto sopra enunciato, assegneremo a F le coordinate (0,k)

(supponendo k>0) e prenderemo come direttrice l’asse x, di equazione y=0.

Dunque:

 


 

A questo punto, dividiamo per la quantità ; ciò richiede di supporre  ossia .

Il caso  è quindi per ora “accantonato”, e verrà studiato in un secondo tempo.

A primo membro, addizioniamo e sottraiamo, per “completare il quadrato”, la quantità

 

Dividendo ulteriormente per il secondo membro , avremo:

 

Ora occorre distinguere i due casi: ;   .

 

 

IL CASO

 

Con   avremo   e quindi ;

potremo perciò porre .

Inoltre, essendo , potremo pure porre .

 

 La nostra equazione assumerà allora la forma:

e questa forma rivela trattarsi di un’ ellisse di semiassi   .

 

Osserviamo che in un’ellisse l’ “eccentricità” è definita come il rapporto

semidistanza focale /semiasse maggiore; 

ora, essendo 0<e<1, è anche  

da cui , ossia  a<b.

Insomma, dei due semiassi a, b, il maggiore risulta essere b.

 

Nell’ellisse sappiamo che si ha  (c semidistanza focale)

Nel nostro caso, essendo a<b, avremo dunque

da cui 

 

 

 

  

 

IL CASO

 

Con   avremo   e quindi ;

potremo perciò porre  

Inoltre, essendo , potremo pure porre .

 

 La nostra equazione assumerà allora la forma:

 

e questa forma rivela trattarsi di un’ iperbole .

 

Nell’iperbole si ha, come è noto,   (c semidistanza focale), da cui 

 

Nell’iperbole da noi ottenuta, la semidistanza fra i vertici è , 

 

per cui potremo scrivere:

 

 

 


 

 

IL CASO

 

Andiamo infine a “recuperare” il caso , che avevamo accantonato nel momento in cui avevamo deciso di dividere per la quantità .

Occorrerà ripartire quindi dal passaggio precedente a questa divisione, ossia da

Questa equazione, con , diventa:

         

La curva rappresentata è dunque in questo caso una parabola.