5. IL “CRITERIO SUFFICIENTE DI DERIVABILITA’ ”
Supponiamo
di sapere che una certa funzione f è derivabile su tutto un intorno di un’ascissa x0, privato di x0
(voglio dire: IN x0 noi non sappiamo ancora se la funzione sia o non sia derivabile; però all’immediata sinistra e all’immediata destra
di x0 certamente lo è).
Supponiamo inoltre che la funzione f sia continua in x0 (occhio! quest’ipotesi è indispensabile!).
Bene.
Se adesso
esiste il
allora esisterà pure e sarà uguale a L,
ossia si
avrà pure (se si preferisce,
)
ü
Il teorema vale sia se L è un valore finito, sia se L è
uguale a o
;
in quest'ultimo caso, la tesi è che la f ha in x0
"derivata infinita", cioè che il limite del rapporto incrementale in
x0, quando l'incremento tende a 0,
è o
.
Questo importante teorema viene chiamato "Criterio sufficiente di derivabilità", o, più sbrigativamente, “Criterio di derivabilità”.
Schematizziamone l’enunciato:
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Criterio sufficiente di derivabilità
Ipotesi
Tesi Esiste il |
Osservazioni:
a) Quando il limite del rapporto incrementale è infinito, si dice, indifferentemente, che
a) "la funzione non è derivabile in quel punto" e che b) “la funzione ha derivata infinita in quel punto”
La contraddizione, in termini linguistici, è evidente e molto fastidiosa, ma è entrata nell'uso (non senza qualche buona ragione) per cui ci rassegneremo ad accettarla.
b) Il teorema è molto interessante. A partire da certe ipotesi sul comportamento della funzione e della sua derivata IN UN INTORNO DI x0, consente di dedurre l'esistenza della derivata (=limite del rapporto incrementale) IN x0.
c) Il teorema vale anche se ci si limita a considerare solo un intorno sinistro (o solo un intorno destro) di x0.
La tesi riguarda in questo caso una derivata UNILATERALE.
Dimostrazione:
Prendiamo un’ascissa x prossima a x0 (contenuta nell’intorno di x0 menzionato dall’ipotesi) e consideriamo l’intervallo chiuso di estremi x0 e x (si tratterà di [x0,x] oppure di [x, x0] a seconda che x si trovi a destra o a sinistra di x0).
Poiché l’ipotesi ci assicura che la f è continua in x0 e derivabile in tutti i punti compresi fra x0 (escluso) e x (incluso), all’intervallo in questione sarà lecito applicare il teorema di Lagrange.
Questo stabilisce l’esistenza di un punto cx, compreso strettamente fra x0 e x, per il quale si ha
(1)
Ma
l’ipotesi afferma anche che esiste il .
Essendo cx
compreso fra x0 e x, sarà allora anche e quindi, per la (1),
.
La tesi è così dimostrata.
Consideriamo la funzione
Si tratta, in pratica, della
funzione della quale si sa (vedi il
capitolo su De l’Hospital) che “prolungata per continuità” nell’origine.
Il grafico di questa funzione “nasce” dunque dall’origine, ma … con quale pendenza si proietta fuori dall’origine?
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… così? … (fig. 1)
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… o forse così …?? (fig. 2)
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…. o, chissà, magari così !?! … (fig. 3)
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Per rispondere a questa domanda, noi dovremmo calcolare la derivata f ’(0) (ammesso che esista). Il guaio è che, data la particolare definiz. “per casi”, non possiamo effettuare il calcolo di questa derivata applicando una formula, ma siamo costretti a svolgerlo scrivendo il rapporto incrementale in x0=0:
e facendo poi tendere x a x0=0 (precisamente, a 0+ ). Si vede immediatamente che il
limite del rapporto incrementale considerato è perciò in definitiva possiamo dire
che e abbiamo così stabilito che f(x) si affaccia fuori dall’origine con “discesa infinita” (come in figura 3, quindi!)
A questa conclusione, però, avremmo potuto anche pervenire in un modo diverso e più comodo, utilizzando il “Criterio di derivabilità”. Fin dall’inizio noi sapevamo che la funzione f(x) (continua nell’origine) era derivabile nei punti a destra dell’origine. Tale derivata valeva
Facciamo tendere ora x a zero (precisamente, a 0+): avremo
il che ci assicura, per il Criterio di derivabilità appunto, che
In questo modo, c’est plus facile, o meglio: è più comodo e veloce.
E’ di norma più comodo stabilire il valore della derivata in un punto x0 calcolando f ’ (x) fuori da x0 e poi facendo tendere x a x0, piuttosto che attraverso la costruzione diretta del rapporto incrementale in x0. Diciamo dunque GRAZIE - quando è applicabile - al nostro bel Criterio di derivabilità! |
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