q Punti interni e punti esterni ad un insieme; punti “di frontiera” per un insieme.
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Sia E un insieme numerico, e sia q x0 si dice INTERNO ad E se e solo se esiste un intorno completo di x0, interamente incluso in E.
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Esempi:
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Se prendiamo come insieme E l’intervallo APERTO (a,b), vedremo che TUTTI i punti di E sono “interni”. Sei d’accordo? Osserva la figura qui a fianco. Sia x un qualsivoglia punto di (a, b); Indicata con dagli estremi a, b dell’intervallo, qualsiasi intorno di centro x e raggio Quindi x è interno ad (a,b). Dunque (importante): TUTTI i punti di un intervallo APERTO sono “INTERNI” all’intervallo. |
TUTTI i punti di un intervallo APERTO sono INTERNI all’intervallo |
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Se invece prendiamo come insieme E l’intervallo CHIUSO [a, b], ci renderemo conto che i suoi punti “INTERNI” nel senso della definizione da noi posta sono tutti quelli STRETTAMENTE COMPRESI fra a e b, ossia sono i punti che costituiscono l’intervallo aperto (a, b). Invece gli estremi a, b NON sono punti “interni” all’insieme [a, b]. |
Questa volta l’intervallo considerato è l’ intervallo CHIUSO [a,b]. Comunque piccolo prendiamo il raggio dell’intorno di centro a, una parte dell’intorno scapperà fuori dall’ intervallo. Non esiste nessun intorno completo di a che sia interamente incluso nell’intervallo [a, b]. Quindi il punto a NON è interno all’intervallo considerato. E analogamente per b. Invece tutti gli altri punti dell’intervallo sono “INTERNI” ad esso. |
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Consideriamo l’insieme Z degli interi relativi:
Constatiamo che NESSUN punto di Z è “interno”. |
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Consideriamo invece il COMPLEMENTARE (rispetto a R) dell’insieme Z: TUTTI i suoi punti sono “interni”. |
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Come ben sai, tra due qualsiasi punti dell’asse reale, cadono infiniti punti ad ascissa irrazionale e infiniti punti ad ascissa razionale. Pertanto nessun punto dell’insieme Q è “interno” a Q, e nessun
punto dell’ins. R |
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Sia E un insieme
numerico, e q Il punto x0 si dice ESTERNO ad E se e solo se esiste un intorno completo di x0, privo di intersezione con E.
Possiamo anche vederla
così: un punto si dice esterno ad E se e solo se è interno al complementare
di E, cioè all’insieme |
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Sia E un insieme numerico. q Il punto x0 (appartenente o non appartenente ad E) si dice DI FRONTIERA per E se e solo se qualsiasi intorno completo di x0 interseca tanto l’insieme E quanto il suo complementare.
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Esempi:
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Se E = [a, b), i punti interni di E sono tutti i punti di (a, b); i punti esterni ad E sono tutti i punti di
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Consideriamo l’insieme
F non ha punti interni. I punti esterni di F sono tutti i punti che non appartengono a F, tranne il punto 0. L’insieme dei punti di
frontiera di F è |
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L’insieme Q dei numeri razionali non ha né punti interni, né punti esterni. Tutti i numeri reali sono punti di frontiera per Q |
q Insiemi aperti, insiemi chiusi, insiemi né aperti né chiusi.
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Sia
E un insieme numerico, sia cioè q Si dice che E è un insieme “aperto” se tutti i suoi punti sono interni.
Esempi: · Ogni intervallo aperto (a, b) (dove l’aggettivo “aperto” è usato qui per indicare “privato degli estremi”) è anche un insieme “aperto” nel senso della definizione appena posta. Infatti abbiamo osservato in precedenza che ogni punto di un intervallo aperto (a,b) è interno ad (a,b) · Invece un intervallo chiuso [a, b] (qui l’aggettivo “chiuso” è usato per indicare “estremi inclusi”) NON è un insieme “aperto”, nel senso sopra specificato, perché non tutti i suoi punti sono interni: infatti, a e b non lo sono. · Il complementare rispetto a R dell’insieme Z degli interi relativi è un insieme aperto
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In matematica, oltre che di insiemi “aperti”, si parla anche di insiemi “chiusi”.
“Chiuso”, però, in questa accezione, non è il contrario di “aperto”.
Si pone infatti la seguente definizione:
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q
Un insieme
Esempi: · ogni intervallo chiuso [a, b] (dove l’aggettivo “chiuso” è usato qui per indicare “estremi inclusi”) è anche un insieme “chiuso” nel senso della definizione appena posta. Infatti i punti di accumulazione di [a, b] sono per l’appunto tutti e soli i punti di [a ,b] · Invece l’intervallo aperto (a,b) (abbiamo qui usato l’aggettivo “aperto” nel senso di “privato degli estremi”) NON è un insieme “chiuso” nel senso sopra precisato, perché ammette come punti di accumulazione anche gli estremi a, b, che non appartengono all’intervallo. ·
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L’esempio dell’insieme F mostra che esistono insiemi che non sono né “aperti” né “chiusi”;
d’altronde, un intervallo con un estremo incluso e l’altro escluso, come [a, b), non è né “aperto” né “chiuso”.
L’insieme R e l’insieme vuoto sono gli unici due sottoinsiemi di R aventi la proprietà di essere, simultaneamente, sia “aperti” che “chiusi”.
Si potrebbe dimostrare il seguente Teorema:
un sottoinsieme di R è chiuso se e solo se il suo complementare è aperto.