SIMBOLOGIA

 

“Maggiore di”, “maggiore o uguale di”, “minore di”, “minore o uguale di”, “diverso da”

 

“Coincidente con”

 

“Uguale circa a”, “pressappoco uguale a”

 

“Equivalente a” (fra superfici)

 

Sarà usata la virgola per separare, in un numero, la parte intera da quella decimale; la virgola

sarà sostituita dal punto, all’anglosassone, quando verranno riportati contributi in Inglese.

 

Una coppia di graffe può essere utilizzata per indicare un insieme.

E l’ordine degli elementi in un insieme è irrilevante:  

 

Una coppia di tonde può essere utilizzata, oltre che nel simbolo di “intervallo” (vedi),

anche per indicare una coppia ordinata, o più in generale una sequenza ordinata.

Ad esempio,  può indicare la coppia ordinata

il cui 1° elemento è  e il cui 2° elemento è , ed è  

 

“Appartiene a”, “è contenuto in”. Si usa per un elemento rispetto a un insieme.

                                                      La sua negazione è  (“non appartiene”).

 

“E’ incluso in”, “è sottoinsieme di”. Si usa per un insieme rispetto a un altro insieme.

 

“E’ incluso strettamente in”. Simbolo poco utilizzato. Si usa per mettere in evidenza che

un dato sottoinsieme non coincide con l’insieme più grande, non lo riempie completamente.

 

Operazioni fra insiemi: intersezione, unione, differenza insiemistica, complementazione.

 

Operazioni logiche: “et” (congiunzione), “vel” (disgiunzione), “non” (negazione)

 

“Esiste” (quantificatore esistenziale); con il punto esclamativo: “esiste uno e un solo”

 

“Per ogni”, “per qualsiasi”, “qualunque sia” (quantificatore universale)

  o anche   

“Tale che, tali che” (gli stessi simboli, naturalmente, indicano anche frazione o divisione)

 

Implicazione e biimplicazione “materiale” e, in senso più generale, abbreviazioni di

SE … ALLORA … oppure QUINDI, DI CONSEGUENZA (  );

SE … ALLORA … E VICEVERSA (  ).

Ma possono anche indicare semplicemente “corrispondenza”, “rimando”, o “orientamento”.

 

Implicazione logica, doppia implicazione (o biimplicazione) logica

 

Entrambi i simboli indicano l’insieme vuoto, l’insieme senza elementi

 

Comprende sia i numeri interi che quelli con la virgola (tanto i finiti quanto gli illimitati,

periodici o non periodici), sia quelli positivi che quelli negativi (e anche, ovviamente, lo 0).

E’ l’insieme dei numeri che sono rappresentabili su di una “number line”,

ossia su di una retta dotata di “origine”, orientamento e unità di misura.

L’insieme dei numeri reali senza segno (=“assoluti”) si indica invece con .

 

I numeri “naturali” sono:  0, 1, 2, 3, 4, 5, …  Lo stesso simbolo, ma asteriscato,

è utilizzato per indicare lo stesso insieme, privato dello 0:  

 

 

 

Dal latino “ratio” che significa “rapporto, quoziente”, i numeri razionali sono

i numeri frazionari o che, comunque, si possono portare sotto forma di frazione,

intesa come “quoziente fra due numeri interi”. Ad esempio, i numeri con la virgola finiti o

illimitati periodici sono razionali, gli illimitati non periodici non lo sono (sono “irrazionali”).

Si intende che il simbolo  indichi i razionali relativi (sia positivi, che negativi);

il simbolo usato per indicare l’insieme dei razionali assoluti (=senza segno) è .

 

L’asterisco * indica che dall’insieme va tolto lo 0. Es.  

 

Infinito

 

Intervalli. La parentesi tonda indica che quell’estremo è escluso,

la quadra indica che quell’estremo è incluso.

Ad esempio,  indica tutti i numeri reali compresi fra 2 (incluso) e 5 (escluso).

 è l’insieme dei numeri reali  (“strettamente negativi”, negativi in senso stretto)

 è l’insieme dei numeri reali  (negativi o nulli, negativi in senso lato)

 è l’insieme dei numeri reali  (“strettamente positivi”, positivi in senso stretto)

 è l’insieme dei numeri reali  (positivi o nulli, positivi in senso lato)

 

 

Prodotto cartesiano di insiemi; anche per l’ordinaria moltiplicazione, al posto di  

 

“Parallela a”; “perpendicolare a” (fra rette)