STUDIO DI FUNZIONE
2) LE BASI TEORICHE DELLO STUDIO DI FUNZIONE
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q Il dominio di una data funzione verrà indicato con . |
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q Il simbolo verrà utilizzato per indicare un intervallo, mentre il simbolo indicherà un intorno, non necessariamente circolare, del punto x (ossia: un intervallo aperto contenente x). |
2.2 FUNZIONI
CRESCENTI O DECRESCENTI:
I) IN UN INSIEME II) NELL’INTORNO DI UN PUNTO III) IN UN PUNTO
Occhio, perché si tratta di TRE
DEFINIZIONI BEN DISTINTE !
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Naturalmente, apportando
ovvie modifiche alle definizioni precedenti si otterranno le definizioni di “funzione decrescente
in E”, "funzione decrescente
in un intorno di x0", "funzione
decrescente in x0": |
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E’importante
riconoscere che: se f è crescente IN UN INTORNO DI x0, evidentemente lo è anche IN x0; ma non vale
necessariamente il viceversa! (discorso analogo vale
sostituendo l’aggettivo “crescente” con “decrescente”) |
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Ad esempio, considera la figura 1a qui a fianco, dove è rappresentata la funzione . La funzione f è crescente NELL' origine, ma non IN UN INTORNO DELL’ origine. Fig.
1a
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Anche la funzione della figura 1b qui riportata, che è poi la
è crescente NELL' origine (Nota 1) ma non IN UN INTORNO DELL’ origine (Nota 2). Nota 1. E’ facile dimostrare
che esiste un intorno dell’ascissa x0=0
nel quale: quando x<0, è g(x)<0=g(0); quando x>0, è g(x)>0=g(0) Nota 2. Questo fatto si può dimostrare utilizzando la “pendenza”della curva,
ossia andando a calcolare
la derivata g ’ (x)
e analizzandone il segno.
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Quindi la situazione in
cui f è crescente (risp. decrescente) IN un punto
è più generale di quella in cui f è crescente (risp. decrescente) IN UN
INTORNO DI .
Attenzione però, nel consultare i libri di testo:
alcuni Autori, quando scrivono "f crescente (decrescente) in x0", danno a questa locuzione il significato
che noi abbiamo assegnato invece alla locuzione “f crescente (decrescente) in
un intorno di
x0”.
D’altronde,
sai bene che, quando si utilizza un testo, è sempre indispensabile tenere ben
presenti
le
definizioni e convenzioni che QUEL testo pone e la simbologia che QUEL testo
adotta.
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q
Teorema
1 Se
I è un intervallo, allora: f
crescente in I f crescente nell’intorno di ogni punto di I f
crescente in ogni punto di I f
decrescente in I f
decresc. nell’intorno di ogni punto di I f
decresc. in ogni punto di I |
Osservazione 1 (il discorso dei “gemelli”)
Abbiamo qui due proposizioni “gemelle”
(scritte ciascuna su di una riga).
Noi, nelle osservazioni seguenti e nella dimostrazione,
faremo riferimento soltanto alla prima delle due,
in quanto il discorso riguardo all’altra si ridurrebbe ad
una banale ed ovvia lieve modifica di cose già dette.
Analogamente ci regoleremo per altre
coppie di proposizioni o definizioni “gemelle” che incontreremo in seguito.
Osservazione 2
Si tratta, in realtà, di tre biimplicazioni (è pur vero che,
una volta dimostrate due qualsiasi di esse,
la terza ne discenderebbe subito come conseguenza) quindi di
tre teoremi riuniti in un unico enunciato.
Osservazione 3
Le implicazioni da sinistra
a destra si dimostrano immediatamente; assai più problematico è invece
dimostrare
quelle da destra verso
sinistra… la verità di tali implicazioni viene subito colta come intuitivamente
evidente,
ma se tenta di organizzare
un ragionamento dimostrativo rigoroso, ci si troverà di fronte a difficoltà
molto serie.
Osservazione 4
Abbiamo già discusso in modo approfondito nella parte 1
(dedicata ai “teoremi preliminari”) il fatto che
l’esigenza di una dimostrazione rigorosa
permanga,
anche di fronte a quegli enunciati che sembrano
intuitivamente condivisibili.
Osservazione 5
La biimplicazione “f crescente nell’intorno di ogni punto di
I f crescente in ogni punto di I” ci dice che,
mentre le due condizioni
II) f crescente NELL’INTORNO DI un punto x0
III) f crescente IN un punto x0
quando riferite AD UN
SINGOLO punto, NON SONO equivalenti,
perché II) implica III) ma non viceversa,
esse DIVENTANO equivalenti quando le si suppone verificate PER TUTTI i punti di un INTERVALLO
Osservazione 6 (sulla
dimostrazione dell’enunciato)
Una dimostrazione corretta
del Teorema 1
(o meglio, come abbiamo
rimarcato, delle implicazioni da destra a sinistra, in quanto quelle da
sinistra a destra
si provano immediatamente) dipende in
sostanza da considerazioni di carattere topologico.
Si tratta essenzialmente di
utilizzare il cosiddetto "Lemma di Borel",
la cui trattazione ci
porterebbe però ad un livello un po’ troppo avanzato per i limiti
di questo corso.
Siamo costretti perciò a
omettere la dimostrazione del Teorema.
Passiamo ora ad una nuova Definizione.
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Una funzione si
dice "crescente in senso lato", o anche "non
decrescente", in un insieme se Analogamente si potrà
parlare, adattando definizioni già date, di funzione “crescente in senso lato”(o “non
decrescente”), “in un intorno di un punto x0”, o “in un punto x0”. E’ del tutto ovvio poi il
passaggio alle definizioni “gemelle” riguardanti una funzione “decrescente in senso
lato”, o “non crescente”, in un insieme E,
nell’intorno di un punto x0, o in un punto x0. |
Se scriveremo "crescente" (o
“decrescente”), senza aggiungere altro, vorrà sempre dire “in senso
stretto".
2.3 IL SEGNO DELLA DERIVATA E L’INCLINAZIONE DEL
GRAFICO
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q
Teorema 2 Se f
è derivabile in x0 ed
è , allora
f è crescente in x0. Se f è derivabile in x0 ed è
, allora
f è decrescente in x0. |
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Giustificazione
intuitiva del Teorema 2 Dal
punto di vista geometrico intuitivo, appare
subito plausibile che il teorema sia vero perché
la condizione significa
che la retta tangente nel punto di ascissa x0 ha
coefficiente angolare positivo e quindi è "in salita". Si
capisce allora che dovrà essere “in salita” anche
il grafico della funzione quando si passa dalla
sinistra alla destra dell'ascissa x0 (vedi fig. 2 qui a
fianco). |
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Dimostrazione
(come già dichiarato nell’ Osservaz. 1 al Teor. 1,
farò riferimento solo alla prima delle due proposizioni “gemelle”.
E’ del tutto
evidente il fatto che il discorso relativo alla seconda,
altro non
sarebbe che una noiosa ripetizione - con ovvie modifiche - di quanto già
detto).
Sia . Per definizione di derivata come limite del
rapporto incrementale, avremo:
Per
il Teorema della Permanenza del Segno, esiste dunque un intorno di x0 tale che,
per
ogni x di quell'intorno (eccettuato x = x0) si abbia
Ma se la frazione è positiva, allora
La tesi è così dimostrata.
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q
Teorema
3 Se f è derivabile in x0 ed è crescente in x0, allora Se f è derivabile in x0 ed è decrescente in x0, allora |
Dimostrazione
Se f è derivabile in x0 ed è crescente in x0, non può essere f
' (x0) < 0,
altrimenti, per il teorema
2, f sarebbe decrescente in x0.
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Osservazione Sotto l'ipotesi che f
sia crescente in x0, la
tesi è dunque ,
NON . Infatti, ad esempio, la funzione è crescente nell'origine, ma la derivata
nell’origine non è strettamente positiva: è invece nulla (fig. 3 qui a fianco) |
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Teorema 4 Se f è derivabile in un interv. I e, per
ogni ,
si ha ,
allora f è crescente in I Se f è derivabile in un interv. I e, per
ogni ,
si ha ,
allora f è decrescente in I |
Dimostrazione
Conseguenza del teorema 2 e
del teorema 1.
Osservazione 1
Il Teorema 4
è valido per qualsiasi intervallo, sia esso limitato, illimitato,
aperto, chiuso o semiaperto.
Nel caso in cui un estremo dell’intervallo sia
incluso nell’intervallo stesso,
la derivata corrispondente va intesa come
unilaterale.
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Osservazione
2 (IMPORTANTE: riguarda la particolare impostazione da noi scelta) La maggior
parte dei libri di testo fa a meno della definizione da noi stabilita di “funzione
crescente (decrescente) IN un punto”, perché
assegna a questa locuzione il significato che noi abbiamo invece riservato
alla locuzione “f
crescente (decrescente) NELL’INTORNO DI un punto” (cfr. NOTA a piè pagina
). Ciò comporta,
per questi testi, il “vantaggio” di evitare il ricorso al nostro Teorema 1, che dipende da
considerazioni topologiche superiori (come il Lemma di Borel), ma anche
l’inconveniente di dover rinunciare in linea di massima ad enunciati di
carattere “locale” (come il
nostro Teorema 2) e di doverli forzatamente sostituire con enunciati che impegnano
il comportamento della funzione su interi intervalli, con un
inevitabile rafforzamento (e quindi appesantimento e minore generalità) delle
ipotesi. Anche i
procedimenti dimostrativi ne risultano in più di un caso appesantiti. Ad
esempio il teorema 4 verrebbe dimostrato da questi testi ricorrendo al
teorema di Lagrange: vedi quanto scritto qui di
seguito. Dimostrazione
del Teorema 4 così come è proposta della maggior parte dei testi. Supponiamo che f sia
derivabile in un intervallo e che, per ogni ,
si abbia . Vogliamo dimostrare che,
sotto questa ipotesi, f è crescente in . Siano
dunque .
Ci proponiamo di far vedere che è . E’ possibile applicare
Lagrange all’intervallo [x1, x2] (infatti f è derivabile
su tutto quindi in particolare è derivabile e
continua su [x1, x2] ) ottenendo dove indica un opportuno punto compreso fra x1
e x2. L’ipotesi che sia
>0 su tutto ci assicura che e da ciò si trae che da cui . Ricapitolando, abbiamo
visto che, presi due generici punti x1, x2 di ,
. Ciò prova che f è
crescente in ,
c.v.d. NOTA.
- Invece la
definizione di “funzione crescente” (decrescente) IN UN INSIEME che si ritrova in tutti i testi è sempre
identica alla nostra. |