2.13  ASINTOTI

 

 

Un "asintoto", per una funzione , è una retta alla quale il grafico della funzione

"si avvicina indefinitamente", "si avvicina di tanto quanto noi vogliamo",

nel senso precisato dalle tre definizioni che seguono.

 

                                          

Distinguiamo fra tre tipi di asintoti: verticali, orizzontali, obliqui.

 

Asintoti verticali

 

 

La retta verticale x = x0 è

"asintoto verticale"

per la funzione 

se e solo se

la  f  tende all’infinito quando x tende a x0,

ossia

 

Nella figura, è rappresentata la funzione

coi suoi due asintoti verticali:

le rette x = -2  e  x = 2

fig. 20a

 

 

Può accadere che sia infinito

solo il limite sinistro,

o solo il limite destro,

nel qual caso si parla di

“asintoto verticale sinistro”

o “destro”, rispettivamente.

 

Nella figura è rappresentata la funzione

per la quale la retta x = 0 è

asintoto verticale unilaterale

(precisamente: destro) in quanto

fig. 20b

 

 

INDICAZIONI PER LA RICERCA DEGLI ASINTOTI VERTICALI

 

Andiamo a considerare (se ve ne sono) le ascisse che costituiscono "interruzioni" del dominio,

o (caso poco frequente) le ascisse nelle quali la funzione, pur essendo definita, presenta una discontinuità.

Calcoliamo quindi il limite della nostra funzione, al tendere di x a ciascuna di tali ascisse.

Quando il limite (bilaterale o unilaterale) è infinito, ecco che avremo individuato un asintoto verticale.

 

 


Asintoti orizzontali

 

 

La retta orizzontale y = k  è

"asintoto orizzontale"

per la funzione 

se  tende a k

quando x tende all’infinito,

ossia

 

Nella figura, è rappresentata la funzione

col suo asintoto orizzontale “bilaterale” y = 1.

 

fig. 21

 

 

Si possono anche avere

asintoti orizzontali “unilaterali”.

 

Ad esempio, la funzione

rappresentata in figura 21b è

e poiché risulta

possiamo dire che per questa funzione

la retta  y = 0

fa da asintoto orizzontale ”destro”,

e la retta y = -2/3

fa da asintoto orizzontale “sinistro”.

 

fig. 21b

 

 

 

 

La figura 21c qui a fianco

mostra la funzione

che presenta soltanto

un asintoto orizzontale sinistro:

la retta y = 0.

 

 

fig. 21c

 

 

INDICAZIONI PER LA RICERCA DEGLI ASINTOTI ORIZZONTALI

 

Calcoliamo il limite della funzione data, per x che tende a   e per x che tende a

(ovviamente, ciò ha senso soltanto se il dominio della funzione

è illimitato verso sinistra, o, rispettivamente, verso destra).

Se il limite che si trova è finito, ecco individuato un asintoto orizzontale.

Se invece tale limite non esiste oppure è infinito, niente asintoto orizzontale;

tuttavia, in caso di limite infinito, potrà eventualmente esserci un asintoto obliquo.

 

 


Asintoti obliqui

 

 

La retta obliqua   è

asintoto obliquo

per la funzione

se e solo se la differenza

(ossia la differenza fra le ordinate dei due punti,

sul grafico della funzione e sulla retta,

aventi la stessa ascissa x),

tende a zero quando x tende all’infinito:

 

Un asintoto obliquo

può eventualmente anche essere “unilaterale”

( = soltanto “sinistro” o soltanto “destro”)

 

 

fig. 22a

 

 

Nella figura 22b è rappresentata la funzione

che ammette come asintoto obliquo (bilaterale)

la retta

Infatti

 

fig. 22b

 

 

INDICAZIONI PER LA RICERCA DEGLI ASINTOTI OBLIQUI

 

Innanzitutto, avrà senso ricercare un eventuale asintoto obliquo bilaterale/destro/sinistro per la funzione

soltanto se si è constatato che la funzione tende a infinito quando x tende a  

Dopodiché, si ricorre al seguente

 

 

Teorema 11

La retta obliqua    è asintoto obliquo per la funzione    se e solo se

a)      esiste finito e diverso da zero il  

b)      esiste finito il   (dove m è il valore al quale si riferisce il punto a)

 

 

Pertanto per la ricerca si procede come segue:

 

1.       si calcola il ;

se si trova che tale limite non esiste oppure è infinito oppure è nullo,

allora l’asintoto obliquo non c’è;

se invece tale limite è finito e diverso da zero, lo si indica con m

 

2.       … e poi si va a calcolare il  ;

se si trova che tale limite non esiste oppure è infinito, allora l’asintoto obliquo non c’è;

se invece tale limite è finito, lo si indica con q

 

3.       … e a questo punto resta stabilito che la retta    è asintoto obliquo per la .

 

 

ESEMPIO

 

 

Abbiamo  

     

per cui la f ammette come ASINTOTO ORIZZONTALE DESTRO la retta y = 1.

 

Invece      

 

per cui

.

 

Calcoliamo il 

 

 

e constatiamo che

.

 

Poiché

,

ha senso continuare.

 

Poniamo dunque

 

e calcoliamo il

 

Avendo trovato che

,

possiamo porre 

 

e affermare che la retta 

 

per la nostra funzione.

 

 

  Ed ecco il grafico!!!            Fig. 22c

 

 

 


 

 

OSSERVAZIONE 1

 

nell’esporre il Teorema 11 e le successive indicazioni per la ricerca degli asintoti obliqui,

abbiamo fatto tendere x a “infinito”;

se si pensa di far tendere invece x a “più infinito”

o, rispettivamente, “meno infinito”,

tutto il discorso rimane valido

e l’asintoto eventualmente trovato, invece di essere “bilaterale”, è soltanto “unilaterale”.

A dire il vero, abbiamo già dato tutto ciò per acquisito quando abbiamo svolto l’esempio precedente.

 

 

OSSERVAZIONE 2

 

Per il calcolo del ,

che, poiché la f(x) tende a infinito, si presenterà come forma di indecisione ,

si potrà utilizzare, volendo, il Teorema di De l’Hospital.

 

Tale teorema assicura che

   (ammesso che esista il  )

e tutto ciò ha un preciso riscontro geometrico:

 

se esiste il limite, per x che tende all’infinito, della derivata prima , ciò significa

che la “pendenza” della f, quando x tende all’infinito, tende ad un determinato valore;

ora è del tutto evidente che, se la funzione ammette un asintoto obliquo,

il valore al quale si avvicina la pendenza della f(x)

debba coincidere con la pendenza che è propria dell’asintoto,

ossia col coefficiente angolare m dell’asintoto stesso.

 

 

OSSERVAZIONE 3

 

Per certe funzioni, accade che si verifichi la prima delle due condizioni a), b), ma non la seconda.

In questi casi, dunque, esiste finito e diverso da zero il  

ma non esiste, oppure è infinito, il

 

Si parla allora di una “direzione asintotica” m, senza che ci sia asintoto.

 

 

q      Esempio:

 

la funzione  ammette, per , la direzione asintotica , perché

 

ma non ammette asintoto obliquo, in quanto 

 

 

 

 


 

 

Dimostrazione del teorema 11

 

PRIMA PARTE

 

Facciamo vedere che se la retta   è asintoto obliquo per la f(x),allora risulta .

               I.    

            II.    

 

Supponiamo dunque che la retta   sia asintoto obliquo per la funzione .

 

Allora, per definizione di asintoto obliquo, si avrà

e dunque,  a maggior ragione,

da cui:

Ma da

si ricava appunto

.

 

Essendo poi

sarà anche

 

La dimostrazione di questa PRIMA PARTE è così completata.

 

SECONDA PARTE

 

Supponiamo che esistano finiti i due limiti

               I.    

            II.    

 

Vogliamo dimostrare che, considerata la retta  ,  risulta

e ciò significherà che la    fa da asintoto obliquo per la

 

In effetti, molto facilmente:

 

 

e con ciò la dimostrazione è davvero completata.