Definizione
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punto di massimo relativo per la funzione f(x)
punto di minimo relativo per la funzione f(x)
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In questo caso si dice che il valore f(x0) è un "massimo (minimo) relativo" per la funzione f.
Dunque (IMPORTANTE!):
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quando si dice “punto di massimo (minimo) relativo” si intende parlare di un' ascissa,
mentre quando si dice “massimo (minimo) relativo” ci si riferisce ad un' ordinata.
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un punto della curva: il punto di coordinate (x0, f(x0) ). Quando ciò avviene, risulta chiaro dal contesto.
I punti di massimo relativo e minimo relativo prendono il nome complessivo di "estremanti relativi".
Le rispettive ordinate sono chiamate "estremi relativi".
Definizione:
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punto di massimo assoluto per la funzione f(x)
punto di minimo assoluto per la funzione f(x)
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Valgono osservazioni analoghe a quelle fatte in relazione alla definizione precedente:
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“punto di massimo (minimo) assoluto” denota un’ ascissa,
“massimo (minimo) assoluto” denota un’ ordinata.
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Nella fig. 4 qui a fianco,
x1 e x3 sono punti di massimo relativo, e x3 è anche il punto di massimo assoluto.
I massimi relativi sono f(x1) e f(x3); quest’ultima ordinata costituisce anche il massimo assoluto.
I punti di minimo relativo sono x2 e b; i minimi relativi sono f(x2) e f(b).
Non esiste un punto di minimo assoluto per la funzione rappresentata in figura: si ha soltanto un "estremo inferiore", che è poi, con espressione grossolana, “ l’ordinata del buco ”, ossia il
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Nota, caro lettore, che la funzione proposta come esempio qui sotto non è definita con x =a, dove abbiamo un “buco” o, in termini matematici più seri, una “discontinuità di terza specie”
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Un punto di massimo relativo può essere "forte" (o "proprio") oppure "debole" (o "improprio").
Definizione:
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Se x0 è un punto di massimo relativo per la funzione , allora si dice che x0 è “forte” (o "proprio") se e solo se
ossia, se il simbolo può essere sostituito dal simbolo (con x diverso da x0, ovviamente).
Può invece accadere (sebbene sia circostanza “rara”) che, pur essendo x0 un punto di massimo relativo, tuttavia in qualsiasi intorno di x0 la funzione ritorni ad assumere il valore , cosicché sarebbe sbagliato scrivere il simbolo di disuguaglianza stretta. In tal caso si dice che x0 è un punto di massimo relativo “debole” (o “improprio").
Evidentemente, si potrebbe formulare una definizione “gemella” per stabilire quando un punto di minimo relativo possa essere detto “forte” o “debole”.
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La figura seguente, in cui compare una situazione di minimo relativo debole,
dovrebbe illustrare efficacemente quanto detto.
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La fig. 5 qui a fianco rappresenta la funzione
Il punto x0=0 è di minimo relativo debole. Infatti, in ogni intorno dell’ascissa x0=0 la funzione ritorna infinite volte ad assumere l’ordinata f(0)=0. Possiamo dire che in un intorno di x0 si ha sempre , ma sarebbe sbagliato affermare che esiste un intorno di x0 nel quale, con , si ha . Fig. 5
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Nella figura abbiamo voluto rappresentare anche la parabola y=x2: il grafico di f(x) è infatti stretto fra tale parabola e l’asse x. |
Si può portare come ulteriore esempio la funzione di Dirichlet
Per essa, ogni ascissa razionale è di massimo relativo debole,
e ogni ascissa irrazionale è di minimo relativo debole.
q Osservazione
Nel seguito, quando parleremo di “estremante relativo”,
non intenderemo necessariamente che sia “forte”: potrebbe essere o forte, o debole.
Se vorremo riferirci ad un estremante relativo “forte”, lo dichiareremo espressamente.
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q Teorema 5 (di FERMAT) Pierre de Fermat, francese, 1601-1665
f sia definita su di un intervallo I e sia x0 un punto di massimo o di minimo relativo (brevemente: un estremante relativo), interno a tale intervallo (l’ipotesi che sia interno è indispensabile). Allora (se, beninteso, f è derivabile in x0), risulta
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Osservazione 1
E' essenziale specificare che il punto di cui si parla è supposto interno all'intervallo di definizione della funzione: altrimenti, la tesi in generale non vale.
Ad esempio, nella fig. 6 qui a fianco, dove il dominio della funzione rappresentata è l’intervallo chiuso [a,b], il punto b è di massimo relativo, eppure la derivata (sinistra) in b non è nulla.
Il teorema non è applicabile, perché il punto b considerato non è interno all’intervallo ma ne è invece un estremo. Fig. 6
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t è la retta tangente nel punto . Non è parallela all’asse x, quindi il suo coefficiente angolare non è nullo. Pertanto non è nulla, nonostante sia punto di massimo relativo. Ma NON è punto INTERNO all’intervallo di estremi . |
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Osservazione 2La condizione è necessaria, ma non sufficiente affinché x0 sia un estremante relativo interno all'intervallo di definizione.
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Nella fig. 7a qui a fianco, è rappresentata la funzione . Nell’ascissa 2 la derivata si annulla: . La retta tangente in (2;1) è perciò orizzontale. Tuttavia, il punto x = 2 non è un estremante relativo. In corrispondenza di questo punto, il grafico della funzione attraversa la retta tangente.
Quando ciò accade, si dice che siamo in presenza di un "punto di flesso". Dei punti di flesso ci occuperemo più dettagliatamente in seguito. Fig. 7a |
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Un po’ più inconsueto è il caso della funzione rappresentata qui a fianco (fig. 7b):
(il grafico di g(x) è compreso fra le due parabole y = -x2 e y = x2.
Nel punto x0 = 0 la derivata esiste e si annulla (verificalo calcolandola!), ma non si tratta di un estremante relativo (e neppure di un punto di flesso).
Fig. 7b
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Infine, il teorema vale (è ovvio, ma non nuocerà ribadirlo) sotto l'ipotesi che f sia derivabile in x0; tale ipotesi è di norma verificata, ma non sempre: ad esempio, la funzione ha un minimo per x0=0, ma non è derivabile in tale punto.
Fig. 7c |
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Dimostrazione del teorema 5
Per assurdo.
Sia x0 un punto, tanto per fissare le idee, di massimo relativo,
interno all’intervallo I di definizione della funzione.
Se fosse f ' (x0) > 0, allora, per il Teorema 2, f sarebbe crescente in x0,
e x0 non potrebbe essere punto di massimo relativo,
perché in un intorno destro di x0 i valori della funzione sarebbero maggiori di f(x0).
Se fosse f ' (x0) < 0, allora, per il Teorema 2, f sarebbe decrescente in x0,
e x0 non potrebbe essere punto di massimo relativo,
perché in un intorno sinistro di x0 i valori della funzione sarebbero maggiori di f(x0).
Analoga è la dimostrazione se si suppone che x0 sia di minimo relativo.