2.8 RICERCA DEI PUNTI DI MASSIMO, DI MINIMO E DI FLESSO ORIZZONTALE
COL METODO DELLO STUDIO DEL SEGNO DELLA DERIVATA PRIMA
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q Teorema 6 (con l’enunciato si dà simultaneamente, in corsivo, anche la dimostrazione)
Sia una funz. derivabile in tutto un intorno di x0, dotata di derivata nulla in x0: . Per stabilire se il punto x0 è di massimo, di minimo, o di flesso orizzontale basta "studiare il segno della derivata prima nell'intorno di x0", e precisamente:
a) Se è positiva a sinistra di x0 e negativa a destra di x0, allora f è crescente a sinistra di x0 e decrescente a destra di x0 (per il Teor. 4), per cui x 0 è un punto di massimo relativo (NOTA 1)
b) Se è negativa a sinistra di x 0 e positiva a destra di x 0, allora f è decrescente a sinistra di x0 e crescente a destra di x0 , per cui x 0 è un punto di minimo relativo (NOTA 1)
c) Se è positiva sia a sinistra che a destra di x 0, allora f è crescente sia a sinistra che a destra di x0 , per cui x 0 è un punto di flesso ascendente a tangente orizzontale (NOTA 1, NOTA 2)
d) Se è negativa sia a sinistra che a destra di x 0, allora f è decrescente sia a sinistra che a destra di x0 , per cui x 0 è un punto di flesso discendente a tangente orizzontale (NOTA 1, NOTA 2)
NOTA 1 f, essendo derivabile in x0, è ivi anche continua e vale il precedente Lemma 1 NOTA 2 Gli ultimi due enunciati richiedono, per la loro dim., un’ovvia variante “unilaterale” del Lemma 1
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a) Nell'enunciato, "massimo" e "minimo" sono da intendersi come "massimo forte" e "minimo forte".
b) Questo teorema 6 fornisce il cosiddetto
"metodo per la ricerca dei punti di massimo, minimo e flesso orizzontale
con lo studio del segno della derivata prima".
Tale metodo è molto semplice:
data la funz. , innanzitutto si risolve l'equaz. per determinare i punti stazionari;
poi si affronta lo studio del segno della derivata prima,
e a tale scopo si risolve la disequazione ;
in tal modo si trovano i valori di x per cui la è positiva,
quindi, per esclusione, si possono trovare anche quelli per cui la è negativa.
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Non c'è nulla di impegnativoda memorizzareriguardo a questo metodo: basterà pensare al fatto che
y' positiva y crescente y' negativa y decrescente
per stabilire la natura esatta di ciascun punto stazionario.
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c) E' chiaro che comunque che
in tal modo non si potranno trovare gli eventuali estremanti rel. in cui la funzione non è derivabile
(pensiamo ad esempio alla funzione che ha un minimo in 0).
Il discorso fatto riguarda poi i massimi e minimi relativi interni al dominio della funzione;
la ricerca degli eventuali estremanti relativi che stanno ai confini del dominio,
come pure la ricerca degli estremanti assoluti, è tutt'altra cosa.
Ma gli estremanti dei tre tipi citati:
q estremanti relativi in cui la funzione non è derivabile
q estremanti relativi che stanno ai confini del dominio
q estremanti assoluti
si troveranno in modo facile e immediato,
dopo aver ultimato lo studio della funzione e averne tracciato il grafico definitivo.
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Osservazione (possibilità di attenuazione delle ipotesi per il Teorema 6)
Le ipotesi del precedente teorema 6, limitatamente alle parti a) e b), potrebbero anche essere attenuate, per ciò che concerne il comportamento della funzione NEL punto x0. Ferma restando la derivabilità a sinistra e a destra di x0, non è indispensabile che la funzione sia derivabile con derivata nulla in x0 (anche se questo poi è il caso di gran lunga più frequente nelle applicazioni); è sufficiente che f(x) sia CONTINUA in x0, perché la tesi sia vera.
Si ottiene in tal modo la variante seguente:
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Teorema
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Osserviamo che le dimostrazioni del
Teorema nella maggior parte dei testi si basano sul Teorema di Lagrange. Il ragionamento è più o meno il seguente (facciamo riferimento al PRIMO dei quattro enunciati):
Sia , dove abbiamo indicato con a, b gli estremi dell’intorno di x0 di cui parla l’ipotesi. e , insomma, sono due punti presi arbitrariamente uno a sinistra e l’altro a destra di x0 (sempre, s’intende, nell’ambito dell’intorno suddetto); ci proponiamo di mostrare che tanto quanto sono minori di .
Il Teorema di Lagrange è applicabile all’intervallo e ci dice che essendo (“x segnato”) un opportuno punto compreso fra e x0; poiché , sarà e quindi ossia
Ora, Lagrange è applicabile anche all’intervallo e ci dice che essendo (“x segnato due volte”) un opportuno punto fra x0 e x; poiché , sarà e quindi ossia
In definitiva, abbiamo provato che sia a sinistra che a destra di x0 è e ciò dimostra, appunto, che x0 è di massimo relativo.
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