1.3 I TEOREMI DI LAGRANGE (O “DEL VALOR MEDIO”) E DI CAUCHY
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TEOREMA DI LAGRANGE O “DEL VALOR MEDIO” Joseph-Louis LagrangeTorino 1736 - Parigi 1813Ipotesi
Tesi
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Si capisce che, se f verifica le ipotesi del teorema, deve per forza esistere un punto P sul grafico nel quale
la tangente t alla curva sia
parallela alla secante passante per i punti e
.
Detta c l’ascissa di P, la tangente t ha coefficiente angolare
e la secante AB ha coefficiente angolare
.
Ma essendo t ed AB parallele, tali due coefficienti angolari saranno uguali.
Si effettua riconducendosi al teorema di Rolle.
A tale scopo, si costruisce la funzione ausiliaria
con
scelto in modo tale che a tale funzione
si possa poi applicare Rolle.
A
tale scopo, occorre che sussista la condizione e quindi occorre che sia
da cui ricaviamo
Applichiamo dunque Rolle alla funzione
(dài, ricontrolla, per sostituzione, che è
proprio
!);
ne deduciamo l’esistenza di un’ascissa c, strettamente compresa fra a e b, per la quale
Ma è
quindi
avremo, per questa ascissa ,
ossia
,
come volevasi dimostrare.
ESERCIZI sul Teorema di Lagrange (risposte alla fine):
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1) E’ applicabile Lagrange alla
funzione |
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2) Inventa una funzione+intervallo per cui Lagrange non sia applicabile. |
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3) Applica Lagrange alla funzione determinando
l’ascissa |
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4) Applica Lagrange alla
funzione
determinando l’ascissa |
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5)
Applica
Lagrange alla funzione determinando l’ascissa di cui il teorema assicura l’esistenza.
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6) a)
Applica Lagrange alla funzione
b) Indica con A, B i punti del grafico della funzione, di ascisse 1 e 3 rispettivamente. Dovresti ora essere in grado di stabilire qual è il punto N dell’arco della curva, di estremi A e B, che ha dalla retta AB la distanza massima, e di calcolare quanto vale tale distanza massima.
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Risposte:
1) Sì: la funzione è continua sull’intervallo chiuso [0;4] e derivabile su tutto l’intervallo aperto (0;4).
E’ pur vero che la funzione non è derivabile
in ,
perché in tale ascissa la derivata diventa infinita,
ma si tratta di un estremo dell’intervallo, non di un suo punto interno.
2) Qui ci si può sbizzarrire… basta che la funzione considerata
a) non sia definita su tutto
l’intervallo: es.
su un intervallo contenente l’ascissa 0, come
b) oppure sia definita su tutto l’intervallo ma abbia in esso una discontinuità di specie qualsiasi:
· potrai servirti di una funzione definita “a tratti”, o “per casi”, come ad esempio
· potrai
scomodare funzioni come oppure
· per non parlare di discontinuità più estese e “drammatiche” (funzione di Dirichlet e affini)
· …
c) oppure ancora abbia uno o più punti di non derivabilità.
· Tipiche a tale proposito sono le funz. col simbolo di val. ass. che presentano di norma punti angolosi:
ad es.,
su di un qualsiasi intervallo chiuso
contenente l’ascissa 1, come [0; 2]
· Puoi anche considerare situazioni di “derivata infinita”, es.
o
su di un qualsivoglia intervallo chiuso
contenente l’ascissa 0, come
La funzione è continua ovunque ma non è derivabile per x = 0
· Puoi inventare una funzione definita “a tratti”,
in modo che sia continua su tutto un intervallo ma presenti un punto di non derivabilità
in corrispondenza dell’ ascissa in cui cambia l’espressione analitica: es.
· Se vuoi fare un po’ di “scena”, potresti citare la funzione di Weierstrass
continua ma quasi mai derivabile di cui abbiamo parlato all’inizio del capitolo
· …
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