13. FUNZIONI CRESCENTI O DECRESCENTI ( = MONOTÒNE) SU DI UN INTERVALLO

 

Sia  una funzione reale di variabile reale (cioè:  ); indichiamone il dominio con .

Sia poi  un intervallo, incluso nel dominio della funzione: .

 

Si pongono allora le seguenti definizioni:

 

f  strettamente

crescente

f strettamente

decrescente

f crescente

in senso lato

f decrescente

in senso lato

 

 

 

 

 

grafico ascendente

grafico discendente

grafico ascendente

con  eventuali

tratti orizzontali

grafico discendente

con eventuali

tratti orizzontali

 

OSSERVAZIONI

 

a)      Se una funzione è strettamente crescente (risp.: decrescente) in un intervallo,

allora è anche corretto (seppure meno preciso) affermare che,

su quell’intervallo, essa è crescente (risp.: decrescente) in senso lato.

 

b)      Le funzioni aventi carattere crescente o decrescente su di un intervallo

si dicono “monotòne” (l’accento si può scrivere o non scrivere) su quell’intervallo.

 

c)      Una funzione, che sia strettamente monotona su di un intervallo,

è certamente iniettiva (e, quindi, invertibile) su quell’intervallo 

( = valori della variabile indipendente distinti hanno sempre immagini distinte).

 

Si può anche dire: condizione sufficiente (sebbene non necessaria)

affinché una funzione sia iniettiva su di un intervallo, è che sia ivi monotona in senso stretto.

 

 

 

ESERCIZI (Risposte a pag. 28)

 

Ciascuna delle funzioni seguenti è monotona su tutto l’insieme specificato a fianco

(oppure, se tale insieme non è specificato, su tutto il suo dominio). Stabilisci se è

“strettamente crescente”, “strettamente decrescente”, “crescente in senso lato”, o “decrescente in senso lato”.

 

1)     2)     3)     4)     5)     6)

 

 

14. FUNZIONI PARI O DISPARI

 

Sia  una funzione reale di variabile reale (cioè: ; indichiamone il dominio con .

Si pongono allora le seguenti definizioni:

 

 

 

 

Una funzione assegnata potrà essere, a seconda dei casi: pari, o dispari, oppure ancora … né pari, né dispari.

 

ESEMPI:

 

·         

 

·         

 

·    

     

 

 

 

 Esempi notevoli di funzioni PARI sono:

 

·      

·    

 

 

 

·    

 

 

E’ evidente poi che una somma, una differenza,

o più in generale, una combinazione lineare,

di funzioni pari, è ancora una funzione pari.

 

 

 Esempi notevoli di funzioni DISPARI sono:

 

·      

 

·      

 

·    

 

 

 

E’ evidente poi che una somma, una differenza,

o più in generale, una combinazione lineare,

di funzioni dispari, è ancora una funzione dispari.

 

Invece per una radice con indice pari  non ha senso neppure chiedersi se sia pari o se sia dispari,

dato che comunque, non potendo essere , non è possibile assegnare a  valori fra loro opposti.

 

Quindi di una radice con esponente pari diremo che è una funzione “né pari, né dispari”.

 

 

 

Poiché se una funzione è PARI,

allora a valori opposti di

corrisponde sempre LO STESSO valore di ,

se una funzione è pari allora

il suo grafico risulta simmetrico

rispetto all’asse verticale;

e viceversa.

 

 

 

Poiché se una funzione è DISPARI,

allora a valori opposti di

corrispondono sempre

VALORI OPPOSTI di ,

se una funzione è dispari allora

il suo grafico risulta

simmetrico rispetto all’origine;

e viceversa.

 

  

 

Ribadiamo che, se il dominio di una funzione NON è simmetrico rispetto all’ascissa 0,

allora evidentemente è già escluso a priori che la funzione possa essere pari, o dispari.

Abbiamo già puntualizzato questo in relazione alle funzioni della forma .

Per fare ora un altro esempio, prendiamo la funzione .

 

Essa ha come dominio ; bene, poiché tale dominio non presenta simmetria rispetto all’ascissa 0,

non ha senso chiedersi se per caso la funzione sia pari, o sia dispari: essa certamente non è né pari, né dispari.

 

 

 

ESERCIZI (Risposte a pag. 28)

 

Per ciascuna delle seguenti funzioni, stabilisci se è pari, o dispari, oppure né pari né dispari:

 

1)     2)     3)     4)     5)     6)     7)

8)     9)     10)     11)     12)     13)