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7. OPERAZIONI E LORO PROPRIETA’ (proprietà che sono valide per tutti i numeri reali!)
q
a) Proprietà commutativa dell’addizione: in una somma, è possibile mutare a piacimento l’ordine degli addendi perché così facendo il risultato non cambierà.
b) Proprietà associativa dell’addizione: data una somma di più addendi, è possibile, tramite coppie di parentesi, associare liberamente gli addendi a gruppi, perché così facendo il risultato non cambierà.
c) Proprietà dissociativa dell’addizione: data una somma di più addendi, alcuni dei quali raggruppati fra parentesi, si possono sciogliere le parentesi, e il risultato non cambierà.
q
d) Proprietà commutativa della moltiplicazione: in un prodotto, è possibile mutare a piacimento l’ordine dei fattori perché così facendo il risultato non cambierà.
e) Proprietà associativa della moltiplicazione: dato un prodotto di più fattori, è possibile, tramite coppie di parentesi, associare liberamente i fattori a gruppi, perché così facendo il risultato non cambierà.
f) Proprietà dissociativa della moltiplicazione: dato un prodotto di più fattori, alcuni dei quali raggruppati fra parentesi, si possono sciogliere liberamente le parentesi, e il risultato non cambierà.
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g) Proprietà distributiva del prodotto rispetto alla somma: quando si deve moltiplicare una somma per un numero (vedi esempio qui a fianco), è possibile, volendo, moltiplicare per quel numero ogni singolo addendo della somma, poi addizionare i prodotti parziali così ottenuti.
(a secondo membro non abbiamo scritto il puntino di moltiplicazione; clicca sulla freccia per sapere quando lo si può lasciare sottinteso ð) |
Se ho 2 astucci, in ciascuno dei qualici sono 5 penne, 4 matite e 3 gomme, per contare il numero totale degli oggetti posso procedere in due modi:
a) contare gli oggetti di ciascun astuccio
poi moltiplicare per 2 il risultato b) contare prima tutte le penne poi tutte le matite poi tutte le gomme e infine sommare i numeri così ottenuti:
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h) Proprietà distributiva generalizzata: quando si deve moltiplicare una somma per un’altra somma (vedi esempio a fianco), è possibile, volendo, moltiplicare ciascun addendo della prima somma per ciascun addendo della seconda, poi addizionare i prodotti parziali così ottenuti.
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Per calcolare l’area di questo rettangoloposso procedere in due modi:
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a) calcolare subito l’area totale b) oppure calcolare le quattro aree parziali e poi sommarle:
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q
La sottrazione è definita come l’operazione inversa dell’addizione. E’ quell’operazione mediante la quale, dati due numeri, se ne trova un terzo che addizionato al secondo dà come risultato il primo:
La sottrazione NON gode ·
né della proprietà
commutativa ·
né della
associativa/dissociativa
Gode invece della seguente
i) Proprietà invariantiva della sottrazione: in una sottrazione, è possibile, volendo, addizionare o sottrarre uno stesso numero ad entrambi i termini (minuendo e sottraendo), e il risultato non cambierà.
q
j) Proprietà invariantiva della divisione (o delle frazioni in senso “lato”, vedi NOTA qui sopra): in una divisione (o in una frazione), è possibile, volendo, moltiplicare o dividere per uno stesso numero (purché diverso da 0! La divisione per 0 è una operazione “non eseguibile”, vedi pagina successiva) entrambi i termini (dividendo e divisore; numeratore e denominatore), e il risultato non cambierà.
k) Proprietà distributiva del quoziente rispetto alla somma: quando si deve dividere una somma per un numero, è possibile, volendo, dividere per quel numero ciascun addendo della somma, poi addizionare i quozienti parziali così ottenuti.
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l) “Per moltiplicare, o dividere, un prodotto per un numero …” … basta moltiplicare, o dividere, per quel numero, UNO SOLO A SCELTA fra i fattori del prodotto. |
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In particolare, quando si deve dividere un prodotto per uno dei suoi fattori, basta sopprimere quel fattore.
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q LA “DIVISIONE INTERA”
Così viene chiamata la divisione fra due interi, quando non si accetta un risultato frazionario o decimale, ma si vuole invece un “quoziente intero” e un resto.
Se a, b
sono due interi (con
allora
Notare l’importantissima condizione Ad esempio, è giusto scrivere che q LA “LEGGE DI ANNULLAMENTO DEL PRODOTTO”
Prende il nome di “legge di annullamento del prodotto” la proposizione (=affermazione) seguente: “Se almeno uno dei fattori di un prodotto è 0, allora il prodotto vale 0; e viceversa, se un prodotto è uguale a 0, allora sarà uguale a 0 almeno uno dei fattori”. q GLI “ELEMENTI NEUTRI” DELLA SOMMA E DEL PRODOTTO
Si dice che lo zero ( 0 ) è “l’elemento neutro ( = ininfluente ) della somma”, per indicare che, sommato a qualsiasi numero, lo lascia
invariato:
Si dice che il numero 1 è “l’elemento neutro del prodotto”, per indicare che, moltiplicato per qualsiasi numero, lo lascia
invariato:
In
relazione al prodotto, 0 si comporta invece da “elemento assorbente”, perché Osserviamo a proposito che l’operazione di addizione non possiede alcun “elemento assorbente”.
q IL PROBLEMA DELLA DIVISIONE PER ZERO
La divisione (stiamo ora parlando della divisione “ordinaria”, NON della “divisione intera”) è definita come l’operazione inversa della moltiplicazione, ossia come l’operazione per cui, dati due numeri a, b, si trova quel terzo numero c il quale, se moltiplicato per b, restituisce come risultato a.
·
Consideriamo ora, ad esempio, la divisione Essa “ci chiede” di determinare un numero tale che, moltiplicato per 0, dia come risultato 1; ma un numero siffatto NON ESISTE, in quanto ogni numero, quando viene moltiplicato per 0, dà sempre risultato 0 e quindi non potrà mai dare 1. Perciò
l’operazione E’ evidente che alla stessa conclusione saremmo giunti considerando le operazioni 5:0, 7:0, 4,21:0 …
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Se invece
consideriamo l’operazione moltiplicato per 0, dia come risultato 0; ma QUALSIASI numero gode di questa proprietà! Perciò
l’operazione potrebbe avere infiniti risultati, perché qualunque numero potrebbe “pretendere” di esserne il risultato).
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Infine,
q 1/0 UGUALE “INFINITO” ???Forse da qualche parte ti sarà capitato di leggere
che La
scrittura Essa compare nello studio dei “limiti” (a livello pre-universitario), e comunque, semplificando un poco, si può dire che è sostanzialmente un modo conciso per esprimere il concetto seguente:
Se prendiamo una frazione che abbia 1 a numeratore, e facciamo “tendere a zero il denominatore”, ossia facciamo assumere al denominatore valori piccolissimi, vicinissimi a zero, allora il risultato assumerà valori grandissimi, “tendenti a infinito”.
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