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5. IL RECIPROCO (o “inverso”) DI UN NUMERO RELATIVO IL QUOZIENTE DI DUE NUMERI RELATIVI
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Dato un numero relativo quel numero relativo che moltiplicato per
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Numero |
Reciproco |
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Infatti |
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Si capisce che, dato un numero razionale relativo, per farne il reciproco basterà ♪ scrivere il numero dato sotto forma di frazione (se già non lo è), ♫ poi "capovolgere" questa frazione, mantenendo invariato il segno che la precede.
q Esistono due numeri relativi che hanno la proprietà di coincidere col proprio reciproco. Quali sono? …... ð q Se ti chiedono “qual è il reciproco del numero 0”, tu cosa rispondi? …………………………. ð
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Per effettuare una divisione fra due numeri relativi (ossia, per trovarne il "quoziente"), basta moltiplicare il primo per il reciproco del secondo.
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Esempi:
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La giustificazione di questa regola ricalca la giustificazione data per la regola della sottrazione (sottrarre significa addizionare algebricamente il numero opposto). Vediamo.
La divisione è definita come l'operazione inversa della moltiplicazione. E’ l’operazione mediante la quale, dati due numeri, se ne trova un terzo che, moltiplicato per il secondo, dà
come risultato il primo. Es.: Insomma:
Noi vogliamo dimostrare
che il quoziente (essendo b' il
reciproco di b, ossia essendo
Dovremo far vedere che il
prodotto
Ma in effetti:
E’ evidente che le stesse considerazioni danno la giustificazione generale della regola “divisione = moltiplicazione per il reciproco” anche nell’ambito dei numeri assoluti!
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COME SI INDICA IL RECIPROCO DI UN NUMERO (RELATIVO O ANCHE ASSOLUTO) |
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Consideriamo
il numero Ora, dato un numero relativo per il fatto che la divisione è
l’operazione inversa della moltiplicazione, la scrittura indica quel numero il quale moltiplicato
per
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Perciò, in Matematica, se si deve indicare il
RECIPROCO di un numero
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6. POTENZE DI NUMERI RELATIVI |
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Quando eleviamo a potenza un numero relativo, l'essenziale è che teniamo presente il significato dell'elevamento a potenza, che è sempre quello usuale: una potenza (con esponente >1) è un particolare prodotto, in cui i fattori sono tutti uguali; precisamente, è il prodotto di tanti fattori uguali alla "base" quante sono le unità dell' "esponente".
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Per quanto riguarda il segno del risultato, basterà allora utilizzare l'osservazione sul prodotto di più fattori fatta al precedente paragrafo 4): dunque
q una potenza CON BASE NEGATIVA avrà risultato · NEGATIVO SE L’ESPONENTE (che dà il numero dei fattori) E’ DISPARI · POSITIVO SE L’ESPONENTE (che dà il numero dei fattori) E’ PARI
q mentre una potenza CON BASE POSITIVA equivale a un prodotto di fattori tutti positivi e quindi AVRA’ SEMPRE RISULTATO POSITIVO, indipendentemente dalla parità o disparità dell’esponente.
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Sono sempre valide, poi, anche quando la base è un numero relativo, le definizioni
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Sottolineiamo ancora, perché è un'osservazione banale ma davvero molto importante, che qualsiasi numero non nullo (sia positivo che negativo), se viene elevato ad esponente PARI, dà sempre risultato POSITIVO.
A questo proposito, anticipiamo una riflessione che sarà in seguito molto utile.
q Il valore dell'espressione
ad esempio, se
q invece, l'espressione
con con
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1) a) b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
2) a) b)
c)
d)
e)
f)
g)
3) a) b)
c)
d)
e)
f)
g)
4) 5)
6)
7) 8)
9)
10)
11)
12) 13)
14)
15)
RISULTATI 1)
a) b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
2) a)
b)
c) d)
e)
f)
g)
3) a)
b)
c)
d)
e)
f)
g) 4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
11)
12)
13)
14)
15)