5. IL CONCETTO DI “EQUAZIONI EQUIVALENTI”Riassumendo all’osso:
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in un’equazione noi possiamo fare sul primo membro una determinata operazione, purché però contemporaneamente facciamo la stessa operazione anche sul secondo membro, e purché … attenzione, è molto importante … PURCHE’ SI POSSA “TORNARE INDIETRO”, vale a dire: dall’equazione così ottenuta si possa nuovamente ricavare l’equazione iniziale (e questa soltanto).
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ESEMPIODall’equazione (1)
io posso passare alla (2)
essendo sicuro che la (1) e la (2) saranno equivalenti, cioè avranno le stesse soluzioni (ogni soluzione di (1) è anche soluzione di (2), E VICEVERSA).
Infatti: A) a partire dall’uguaglianza (1)
sottraggo
ragionando così: se due numeri sono uguali, sottraendo da entrambi uno stesso numero si perviene ancora a numeri uguali, perciò, se un dato valore di x è soluzione di (1), si è certi che il medesimo valore di x sarà soluz. anche di (2); insomma: ogni soluzione di (1) è sicuramente
anche soluzione di (2). Dunque:
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B) E VICEVERSA, dalla (2)
si può ricavare come conseguenza la (1):
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Il
simbolo “implicazione logica”: “se … allora … , |
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se due numeri sono uguali, allora, addizionando a entrambi uno stesso numero, si perviene a numeri uguali, perciò, se un dato valore di x è soluzione di (2), si è certi che il medesimo valore di x sarà soluz. anche di (1); insomma: ogni soluzione di (2) è sicuramente
anche soluzione di (1). Dunque: CONTROESEMPIOSe dall’equazione
io passo alla
potrò essere sicuro che ogni soluzione di (1) è anche soluzione di (2) (se due numeri sono uguali, allora saranno uguali anche i loro quadrati, perciò, se un dato valore di x è soluzione di (1), si è certi che il medesimo valore di x sarà soluzione anche di (2) ); PERO’ NON E’ DETTO che valga anche il viceversa, ossia: NON posso essere sicuro che ogni soluzione di (2) sia anche soluz. di (1), in quanto se i quadrati di due numeri sono uguali, allora i due numeri in gioco non è detto che siano per forza uguali: potrebbero pure essere opposti!
Questa volta, dunque, vale l’implicazione per cui l’equazione (1) potrebbe non essere equivalente alla (2); e in effetti si vede che non lo è, perché, mentre la
(1) ammette come unica soluzione la
(2) invece ammette come soluzioni |
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Due equazioni si dicono “EQUIVALENTI” se hanno le stesse soluzioni, ossia se ogni soluzione della prima è anche soluzione della seconda, E VICEVERSA.
Le regole esposte alla pag. precedente sono “PRINCIPI DI EQUIVALENZA”, ossia consentono di passare da un’equazione assegnata ad un’altra, certamente equivalente a quella di partenza; il criterio generale per passare da un’equazione ad un’altra, che sia sicuramente equivalente alla prima, è quello esposto nel riquadro in cima a questa pagina, riassumibile nello schema logico:
vale a dire, quando vale
(l’implicazione ma non ci dice nulla riguardo al viceversa, che potrebbe anche non avvenire)
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