C) VARIANTI DEL TRINOMIO “SPECIALE” |
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a)
Esponenti raddoppiati; trinomio che è detto “BIQUADRATICO”, per la presenza di due quadrati: Se riscriviamo nella forma
osserveremo
chiaramente come “al posto di Basterà allora comportarsi come se il ruolo di E la scomposizione sarà immediata:
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Volendo, possiamo pensare a una sostituzione: poniamo
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b) |
Caso
analogo al precedente: basta pensare di avere
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c)
Qui interviene una seconda lettera, armoniosamente disposta, cosicché il trinomio risulta OMOGENEO ( = tutti i termini hanno lo stesso grado). Per scomporre, basta per un istante pensare che la seconda lettera … non ci sia! Noi troveremo i due numeri, quindi scomporremo, e infine inseriremo la seconda lettera alla destra dei due numeri.
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Se non ci fosse b, avremmo
Basta scrivere anziché e il gioco è fatto.
Esegui la moltiplicazioneper controllare! |
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d) |
Eccoci ritornati a una situazione in cui al posto di una singola lettera abbiamo un
“blocco” (in questo caso, |
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e) |
E’ un caso “misto” (trinomio biquadratico omogeneo). Nelle situazioni più complicate di quelle “standard” ci si affida all’intuizione … e alla verifica, eseguita rimoltiplicando.
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D) VARIANTI DEL TRINOMIO “NON SPECIALE” |
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Sono facilissime in quanto si opera esattamente come per il trinomio non speciale standard:
i) ricerca dei due numeri (somma = coefficiente centrale, prodotto = prodotto fra gli altri due coeff.); ii) spezzamento del termine centrale; iii) raccoglimenti parziali.
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UN UNICO PROCEDIMENTO PER IL TRINOMIO “SPECIALE” E IL “NON SPECIALE”?
La fattorizzazione di un trinomio di 2° grado parte sempre dalla “ricerca dei due numeri”; il criterio di ricerca è però diverso a seconda che il trinomio sia “speciale” (=con 1° coeff. unitario) o “non speciale”, e la procedura successiva è pure diversa (scomposizione immediata per il trinomio speciale, più passaggi per l’altro).
A dire il vero, sarebbe possibile unificare i due procedimenti e dire che, in entrambi i casi, si tratta di: i) cercare 2 numeri che devono dare per somma il coeff. centrale e per prodotto il prodotto fra il 1° e l’ultimo coeff. (nel caso del trinomio speciale, tale prodotto andrà a coincidere con l’ultimo coefficiente); ii) utilizzarli per spezzare il termine centrale nella somma algebrica di due termini; iii) procedere per raccoglimenti parziali.
Ad esempio, il trinomio speciale essere scomposto facendo
Si capisce però che tale procedimento, per il trinomio speciale, sarebbe più lungo: e data la frequenza con cui capita, in situazioni matematiche di ogni tipo, di dover scomporre un trinomio speciale, vale decisamente la pena, per il trinomio speciale, di abituarsi a scomporlo in un solo passaggio.
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