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Cap. 2: I TRIANGOLI
2.1 - GENERALITA’ |
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Una sequenza di segmenti ciascuno consecutivo a quello che lo precede, costituisce una “spezzata”. Sinonimo di “spezzata” è “poligonale”.
Una spezzata o poligonale può essere ü “non intrecciata” (come in fig. 29a) ü o “intrecciata” (fig. 29b); ü può essere “aperta” (fig. 29c) ü o “chiusa” (fig. 29d)
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Fig. 29a |
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Fig. 29b |
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Fig. 29c |
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Fig. 29d |
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Si dice “poligono” quella parte di piano che è delimitata da una poligonale non intrecciata chiusa.
Noi considereremo quasi esclusivamente poligoni “convessi” (fig. 30a); un poligono si dice invece “concavo” quando esiste almeno un segmento, con gli estremi appartenenti al poligono, che esca fuori dal poligono (fig. 30b).
Un poligono con 3 lati (e quindi anche 3 angoli) si dice triangolo; se ha 4 lati, si dice quadrilatero (o quadrangolo). Si parla poi di: pentagono, esagono, eptagono, ottagono, ennagono, decagono, undecagono, dodecagono; poligono di 13, 14, 15, 16 … ecc. lati. |
Fig. 30a:
ABCDEF è convesso |
Fig. 30b:
ABCDEF è concavo |
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Un triangolo si dice isoscele se ha (almeno) due lati uguali. Questi vengono detti “lati obliqui” o semplicemente “lati”. Il lato rimanente viene detto “base”. Gli angoli aventi per vertici gli estremi della base (nella figura qui a fianco, sono gli angoli quando non può esserci ambiguità, per indicare un angolo è consentito di utilizzare anche la sola lettera del suo vertice) vengono detti “angoli alla base”, mentre l’angolo rimanente, quello formato dai due lati obliqui, è chiamato “angolo al vertice”.
Un triangolo si dice equilatero se ha tutti e tre i lati uguali. Il triangolo equilatero è un caso particolare di triangolo isoscele: può infatti considerarsi come un triangolo, che è isoscele in tre modi diversi (si può assumere come base uno qualsiasi dei tre lati).
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Fig. 31a
ABC è un tr. isoscele, perché
“lati obliqui”, mentre
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Fig. 31b
PQR è un triangolo equilatero, perché
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In un triangolo:
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a) si dice “mediana” un segmento che, partendo da un vertice, va a finire nel punto medio (=punto di mezzo) del lato opposto
Fig. 32: le tre mediane |
b) si dice “bisettrice” quella parte della bisettrice di un angolo interno, che è compresa fra il vertice dell’angolo e il lato opposto
Fig. 33: le tre bisettrici |
c) si dice “altezza” un segmento che parte da un vertice e cade perpendicolarmente sul lato opposto, o, eventualmente, sul suo prolungamento
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Figg. 34a, 34b:
le tre altezze
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Un triangolo ha tre mediane, tre bisettrici, tre altezze. Curioso! Se si disegnano con cura le tre mediane, sembra proprio che queste passino per uno stesso punto. Idem per le bisettrici; idem per le altezze (o, nel caso del triangolo ottusangolo, i loro prolungamenti). Sarà vero questo? Le mediane, ad esempio, passano realmente tutte e tre per uno stesso punto, oppure c’è soltanto una zona in cui passano “vicinissime”? Tu cosa ne dici? A questa domanda saremo in grado di dare una risposta definitiva al capitolo 5. |
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