TEOREMA In un triangolo isoscele, gli angoli alla base sono uguali
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DIMOSTRAZIONE Tracciamo la bisettrice dell’angolo al vertice Confrontiamo ora i due triangoli ü ü ü Pertanto i due triangoli sono
uguali per il 1° criterio; ne consegue, in particolare,
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TEOREMA - In un triangolo isoscele, la bisettrice dell’angolo al vertice è anche mediana e altezza relativa alla base.
Pertanto, in un triangolo isoscele, bisettrice, mediana e altezza relative alla base coincidono.
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DIMOSTRAZIONE Come nella dimostrazione del teorema precedente, si
confrontano i due triangoli e li si dimostra uguali per il 1° Criterio. Ne consegue, in particolare, che Ma dall’uguaglianza di sono pure supplementari (=danno per somma un angolo
piatto), sarà
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APPROFONDIMENTO TEORICO
Abbiamo usato articoli determinativi (“la” bisettrice/mediana/altezza) dando per scontato che, in un triangolo, di bisettrice che parte da un dato vertice ce ne sia UNA SOLA, di mediana UNA SOLA, di altezza UNA SOLA. A voler essere del tutto rigorosi, occorrerebbe invece classificare i tre enunciati di UNICITA’ della bisettrice, della mediana, e dell’altezza, o dichiarandoli esplicitamente come assiomi, oppure, se possibile, dimostrandoli come teoremi. In effetti, tali tre enunciati sono dimostrabili (i primi due, molto facilmente), quindi vanno pensati come teoremi.
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q Unicità della mediana: è legata al fatto che il punto medio di un segmento dato è unico. Se infatti, per assurdo, un segmento
assegnato allora i due segmenti |
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mentre non possono essere uguali perché hanno un estremo in comune e uno di essi “scappa fuori” dall’altro. |
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q Unicità della bisettrice: è dimostrabile con un ragionamento analogo a quello fatto per la mediana.
q Unicità della perpendicolare (da un punto dato, ad una retta data): questo teorema è esposto nel prossimo capitolo, ma avrebbe potuto benissimo essere anticipato a questo livello, perché dipende esclusivamente dal “Teorema dell’angolo esterno in forma debole”, che a sua volta richiede, per la sua dimostrazione, esclusivamente teoremi che al livello presente sono stati già dimostrati.
Osserviamo ancora che il nostro discorso dà pure per scontata l’ESISTENZA di mediana, bisettrice e altezza.
q L’esistenza della mediana e della bisettrice sono assicurate dagli assiomi di divisibilità indefinita del segmento e dell’angolo,
q mentre l’esistenza dell’altezza può essere dimostrata ( il “Teorema di esistenza della perpendicolare per un punto dato a una retta data” è presentato nel capitolo successivo, ma avrebbe potuto benissimo essere anticipato a questo livello).
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TEOREMA Se un triangolo ha due angoli uguali, allora è isoscele (precisamente, i due lati uguali sono quelli opposti agli angoli uguali)
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OSSERVAZIONE
Si tratta del teorema inverso di quello che diceva:
“In un triangolo isoscele, gli angoli alla base sono uguali”.
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NON SEMPRE, se vale un teorema, vale anche l’enunciato inverso!!!
Ad es., è vero (lo dimostreremo a suo tempo) che “se, in un quadrilatero, i lati sono tutti uguali, allora le diagonali sono perpendicolari”
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ma sarebbe FALSO affermare che “se, in un quadrilatero, le diagonali sono perpendicolari, allora i lati sono tutti uguali”
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L’uso delle CATENEè frequentissimo nelle dimostrazioni. In una catena ben impostata, ciascun “anello” dev’essere ricavato A PARTIRE DALL’ “ANELLO” CHE LO PRECEDE. |
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Il teorema che stiamo esaminandoviene sovente enunciato dagli studentiin modo maldestro: |
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“Se un triangolo ha gli angoli alla base uguali, allora è isoscele”.Eh no, così non va … : se si parla fin dall’inizio di “angoli alla base”,sembra che sia già noto in partenza che il triangolo è isoscele !!! |
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DIMOSTRAZIONE
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Costruzione: tracciamo le
bisettrici I
quattro angoli perché metà di angoli uguali:
Confrontiamo ora i due triangoli Essi
hanno: quindi
sono uguali per il 2° Crit., e in particolare avranno Dall’ultima
uguaglianza segue
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Se a questo punto confrontiamo i due triangoli ADC e BEC, potremo affermare che sono uguali per il 2° Criterio: hanno infatti ·
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Ma dall’uguaglianza dei due triangoli ADC e BEC segue, in particolare,
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TEOREMI (corollari di teoremi precedenti)
· Se un triangolo è equilatero (ha tutti e tre i lati uguali fra loro), allora è equiangolo (=ha tutti e tre gli angoli uguali fra loro).
· Se un triangolo è equiangolo, allora è equilatero.
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OSSERVAZIONE
I due teoremi (corollari) di cui sopra, che sono evidentemente uno l’inverso dell’altro, potrebbero essere compendiati nell’unico enunciato:
“Condizione necessaria e sufficiente affinché un triangolo sia equilatero, è che sia equiangolo” oppure: “un triangolo è equilatero se e solo se è equiangolo” |
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