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16. QUARTA, QUINTA, … n-ESIMA POTENZA DI UN BINOMIO
ecc. ecc.
Vediamo così che le formule per le potenze di un binomio presentano un aspetto armonioso e regolare. Si ha, in generale,
ossia:
Ciò permetterebbe di ricordare le varie formule senza fatica, se non fosse per i coefficienti intermedi: … quelli, non è affatto facile tenerli a mente!
Cominciamo con l’osservare
che lo sviluppo di allo stesso modo, lo
sviluppo di
Prendiamo ora, per
esempio, il calcolo tramite il quale Si scrive i monomi di
Riprendiamo in esame la
moltiplicazione e andando a capo in modo “furbo”, affinché i monomi simili risultino incolonnati. Avremo:
Possiamo a questo punto rilevare un fatto molto interessante:
i coefficienti dello sviluppo di una potenza di binomio sono tali che ognuno di essi (a parte il primo e l’ultimo, che sono unitari) è ricavabile sommando due opportuni coefficienti, relativi alla potenza precedente!
Ad
esempio, il secondo coefficiente del nostro risultato (sto pensando al
coefficiente 5 del termine è ottenuto sommando 4 e 1, che sono poi il secondo e il primo coefficiente, relativi alla potenza precedente. Analogamente,
il terzo coefficiente del nostro risultato (mi riferisco al coefficiente 10
del termine è ottenuto sommando 6 e 4, che sono poi il terzo e il secondo coefficiente, relativi alla potenza precedente.
Bene! Abbiamo così trovato il metodo per ricostruire rapidamente i vari coefficienti successivi!
Ad
es., i coeff. di
Basterà scrivere la sequenza di numeri
dopodiché, sarà sufficiente appiccicare a ciascun coefficiente la parte letterale corretta per ottenere
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Ricapitoliamo. L’ n-esima potenza di un binomio è un polinomio con le seguenti caratteristiche:
· è di grado n · è omogeneo (=tutti i suoi termini hanno lo stesso grado) · è ordinato secondo le potenze decrescenti del primo termine e crescenti del secondo termine · contiene n+1 termini · il suo primo e il suo ultimo coefficiente valgono 1 · il suo secondo e il suo penultimo coefficiente valgono n
· i coefficienti intermedi possono essere ricavati tenendo presente che ogni coeff. è uguale alla somma
♪ fra il coefficiente di ugual posto, dello sviluppo precedente, ♫ e il coefficiente che, sempre nello sviluppo precedente, precedeva quest’ultimo.
A tale scopo, i vari coefficienti possono essere organizzati in un apposito schema, detto “Triangolo di Tartaglia” (Niccolò Fontana detto il Tartaglia, algebrista italiano, 1499-1557), nel quale ogni numero di ciascuna fila orizzontale (tranne il primo e l’ultimo, che sono uguali a 1) è calcolato come somma dei due che lo sovrastano.
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Esempi di applicazione:
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a) |
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b) |
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c) |
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d) |
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e) |
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f)
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OSSERVAZIONE
I termini dello sviluppo dell’ n-esima potenza di un binomio hanno sempre segni:
· TUTTI UGUALI fra loro (se i coefficienti dei due termini di partenza sono concordi)
· oppure ALTERNI (se i coefficienti dei due termini di partenza sono discordi)
Basterà perciò determinare il PRIMO di questi segni (che dipende dal segno del primo fra i due coefficienti nel binomio, e dal fatto se l’esponente sia pari o dispari) per avere la corretta sequenza dei segni finali.
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ESERCIZI |
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1) |
con verifica ponendo |
2) |
Verifica per |
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3)
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Due verifiche, con |
4)
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Verifica con |
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5)
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Verifica con |
6)
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Verifica con |
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7)
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Verifica con |
8) |
Verifica con |
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9)
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Verifica con |
10) |
Verifica con |
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RISULTATI |
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1)
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2)
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3)
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4)
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5)
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6)
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7)
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8)
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9)
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10)
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