2.  PROPORZIONALITA’ DIRETTA E INVERSA

 

 

a)  PROPORZIONALITA’ DIRETTA

 

“Se le mie ore di lavoro sono il doppio, anche il guadagno è il doppio”.

 

Così riflette questa paziente e volonterosa signora immigrata,

che viene chiamata da famiglie italiane per fare qualche servizio di pulizia nelle case.

 

q        8 euro per 1 ora di pulizia;

q      16 euro per 2 ore, dunque,

q      24 euro per 3 ore,

q      32 euro per 4 ore,

q      ecc.

    

     Se raddoppiano le ore lavorate, raddoppia anche il guadagno;

     se triplicano le ore lavorate, triplica il guadagno,

     ... ecc.

 

Vale la formula     da cui, ad esempio,

 

q      se , si avrà ;

q      se    

                                     .

 

 

     Vale anche, per ogni prestazione lavorativa, l’uguaglianza   

 

da cui, per esempio, l’altra uguaglianza   

 

che può essere scritta pure come proporzione:   

 

 

 

Si dice che due grandezze x, y  in relazione fra loro (nell’es.: le ore lavorate, gli euro guadagnati)

sono DIRETTAMENTE PROPORZIONALI (l’avverbio “direttamente” si può anche omettere)

quando la legge che le lega è della forma

 

 

 

dove  è una costante che prende il nome di “coefficiente di proporzionalità (diretta)”.

 

In questo caso vale l’uguaglianza

  (il loro RAPPORTO si mantiene COSTANTE!)

 

da cui, per coppie di valori corrispondenti   

l’uguaglianza di rapporti   

 

e quindi la possibilità di scrivere proporzioni come

 

 

 

 

 

b)  PROPORZIONALITA’ INVERSA

 

“Se percorro quel tratto di strada a velocità doppia, ci metto metà del tempo”.

 

Da casa mia al posto dove lavoro ci sono 2 km.

Detesto spostarmi in automobile:

vado invece a piedi, viaggiando, all’andata, a 6 km/h, e mettendoci dunque 1/3 di ora (20 minuti).

Il ritorno lo faccio poi di corsa, a velocità doppia: 12 km/h, e ci metto quindi 1/6 di ora (10 minuti).

 

q      2 km, a 6 km all’ora: 1/3 di ora

q      2 km, a 12 km all’ora: 1/6 di ora

q      2 km, a 18 km all’ora: 1/9 di ora (la corsa di un bravo podista)

q      2 km, a 24 km all’ora: 1/12 di ora (in bici)

q      ecc.

    

     Se raddoppia la velocità di percorrenza di una distanza fissata, il tempo si riduce alla metà;

     se triplica la velocità di percorrenza della stessa distanza, il tempo si riduce alla terza parte;    

     ... ecc.

 

Vale la formula

 

 

     da cui, ad esempio, se

     , si avrà  ;

     , si avrà  .

 

 

     Vale anche l’uguaglianza

 

 

 

da cui, per esempio, l’altra uguaglianza

 

 

che, grazie alla proprietà fondamentale delle proporzioni applicata in senso inverso,

può essere scritta pure sotto forma di proporzione:

 

 

 

 

 

Si dice che due grandezze x, y  in relazione fra loro

(nel nostro esempio: la velocità e il tempo di percorrenza di una distanza fissata)

sono INVERSAMENTE PROPORZIONALI quando la legge che le lega è della forma

 

 

 

dove  è una costante che prende il nome di “coefficiente di proporzionalità inversa”.

 

In questo caso vale l’uguaglianza

 

  (il loro PRODOTTO si mantiene COSTANTE!)

 

da cui, per coppie di valori corrispondenti  

le uguaglianze di prodotti  

 

e quindi la possibilità di scrivere proporzioni come