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4. IL GRAFICO DI UNA FUNZIONE
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Di una funzione, si può disegnare il grafico, che è poi una visualizzazione efficace della funzione stessa,
ossia del legame che essa stabilisce fra la variabile indipendente e la variabile dipendente.
Come si fa? Vediamo.
Innanzitutto, per meglio fissare le idee, noi supporremo sempre che la variabile indipendente sia indicata con x,
e la variabile dipendente con y (anche se sappiamo che non sempre è così).
In questo modo, potremo dire sbrigativamente “la x” e “la y” anziché, come sarebbe più generale ma pesante,
“la variabile indipendente” e “la variabile dipendente”.
Dunque,
supponiamo di avere una determinata funzione ,
e di volerne tracciare il grafico.
Molto semplice.
· Diamo a x un valore (badando, com’è ovvio, che questo valore faccia parte del “dominio” della funzione),
e calcoliamo il corrispondente valore di y.
· Disegniamo il punto che ha come coordinate QUEI due valori (x, y).
· Facciamo questo per un opportuno insieme di valori di x.
· Congiungiamo i punti ottenuti.
Ecco il grafico!
(O meglio, ecco un abbozzo del grafico, tanto più preciso quanto più “fitti” sono i valori di x considerati,
ed evidentemente limitato a un campo di valori di x “comodi”, o comunque a quei valori che ci interessano).
Facciamo un esempio.
Prendiamo
la funzione .
Attribuiamo a x dei valori, e calcoliamo, per ciascun valore dato a x, il corrispondente valore di y.
Possiamo anche organizzarci attraverso una tabella:
Abbiamo assegnato a x anche due valori frazionari,
perché si avvertiva la necessità di stabilire con maggior precisione l’andamento della curva in prossimità dell’ascissa 1. |
Dammi ascolto: man mano che si compila la tabella, conviene disegnare SUBITO i punti via via determinati. Mi spiego: con x=0, ottengo y=0. Bene! Allora segno SUBITO, sulla figura, che
il punto di coordinate (che è poi l’origine) appartiene al grafico. Poi passo ad assegnare a x il valore 1. Ottengo
e allora segno SUBITO, nel
disegno, il punto E così via: non aspetto di aver completato la tabella per passare al disegno, ma appena trovo un punto salto immediatamente dalla tabella al disegno. |
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Il grafico ci fa capire con facilità tante cose sull’ “andamento” della funzione, e sulle sue caratteristiche. Ad esempio, ·
possiamo vedere che il valore minimo
che la y può assumere è · vediamo che la y decresce, al crescere di x, quando è x<1, mentre cresce, al crescere di x, quando è x>1 · osserviamo che la funzione presenta una “simmetria” nel senso che se due valori di x stanno uno a sinistra e l’altro a destra dell’ascissa 1, ma alla stessa distanza, ad essi corrispondono due valori di y uguali fra loro … eccetera.
Certo, quanto abbiamo scritto ha bisogno di essere comunque controllato con ragionamenti e calcoli vari, per il fatto che, per forza di cose, abbiamo potuto dare a x soltanto alcuni fra gli infiniti valori possibili; ma la figura è senz’altro utilissima per una visione d’insieme iniziale e come punto di partenza per un eventuale studio più accurato. |
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ALTRI ESEMPI:
le due funzioni
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GRAFICI DI FUNZIONI CON GEOGEBRA
(però, innanzitutto devi saperli fare in MATITA!!!)
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Apri GeoGebra; se non compare il rif. cartesiano, clicca, in alto, su Visualizza, poi su Assi; guarda ora in basso e noterai una casella bianca, preceduta dalla scritta “Inserimento”:
è lì che devi digitare l’espressione della funzione; ad esempio,
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Occhio ad un uso accorto delle parentesi !!!
La moltiplicazione si esprime con un asterisco, che però sovente si può sottintendere; la radice quadrata, con sqrt() oppure con ^(1/2)
Per ogni ragguaglio, consulta
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ESERCIZI
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1) Traccia il
grafico della funzione
NOTA: quando non specifichiamo l’unità di misura, intendiamo che sia di un quadretto. |
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2) Traccia il grafico della funzione
Soluzione ð
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3) Traccia il grafico di
Soluzione ð |
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