5.  FUNZIONI LINEARI

 

 

Prova a disegnare, sul tuo quaderno, il grafico di una funzione della forma

essendo  m, q  due numeri fissati

(ad esempio, potresti prendere  …)

 

 

Le funzioni della forma  sono anche dette “funzioni di 1° grado” o “funzioni lineari”.

 

 

Bene! Ti accorgerai che

una funzione di questo tipo ha sempre come grafico una RETTA

(ecco perché i matematici utilizzano con lo stesso significato la locuzione “di 1° grado” e l’aggettivo “lineare”).

 

 

     

 

 

Quelli qui sopra sono i grafici delle rette

 

       

 

Come vediamo, tali rette sono fra loro parallele.

 

Da qui possiamo intuire che se due rette

 

hanno , allora sono parallele fra loro.

 

La costante  dell’equazione  

viene detta “coefficiente angolare”.

 

Ricordalo, è importante:

Se due rette hanno lo stesso coeff. angolare m,

 allora sono parallele”.

 

Dalle figure emerge anche il significato della costante q.

 

La costante q esprime l’ordinata del punto

nel quale la retta taglia l’asse verticale.

 

In effetti, data l’equazione ,

se si pone  si ottiene  

per cui la retta in questione passerà per il punto .

 

La costante  viene detta “l’ordinata all’origine”,

per il fatto che indica l’ordinata del punto della retta

                        che sta sopra (o sotto) l’origine.

 

 

 

Questi altri grafici, che sono poi

       

sono accomunati dalla stessa “ordinata all’origine” q

e differiscono invece per i coefficienti angolari.

 

Si vede chiaramente che

 

q       quando il coeff. angolare è positivo (  )

       la retta è in salita,

 

q       quando il coeff. angolare è negativo (  )

       la retta è in discesa,

 

q       quando il coeff. angolare è nullo (  ),

 

come avviene nel caso della “funzione costante”

,

che potrebbe anche essere scritta come

 

e assume sempre il valore  

per qualsiasi valore di x,

 

la retta è in orizzontale.

 

 

E inoltre:

 

quanto più è grande il valore assoluto  

del coefficiente angolare, tanto più la retta

è inclinata nella sua salita o discesa.

 

RIASSUNTO SCHEMATICO

 

 

   

 

     

 

 

 

 

RETTE ORIZZONTALI

 

Sappiamo che una retta orizzontale ( = parallela all’asse x)

ha coefficiente angolare nullo .

Riflettiamo ancora un attimo su questo fatto.

 

 

In effetti, una retta orizzontale

è il luogo dei punti del piano cartesiano,

con la proprietà di avere una certa ordinata fissata k.

Ad esempio, nella figura qui a fianco è rappresentata

la retta formata da tutti e soli i punti di ordinata uguale a 2.

 

L’equazione “gemellata” a tale retta, ossia l’uguaglianza indicante la proprietà che è caratteristica

di tutti i suoi punti e di essi soltanto, è perciò della forma  (per la retta in figura,  ).

Un’uguaglianza del tipo  può anche essere riscritta come  ;

vediamo che qualunque valore si attribuisca a x, la y corrispondente vale sempre k,

e il moltiplicatore di x, ossia il coefficiente angolare, è appunto 0.

 

Il coefficiente angolare  è dunque associato all’orizzontalità.

 

 

 

 

Spesso in queste pagine ci prendiamo la licenza, per brevità, di scrivere “retta orizzontale” quando invece

dovremmo parlare di “retta parallela all’asse delle ascisse”, e “retta verticale” quando invece dovremmo

parlare di “retta parallela all’asse delle ordinate”. Di norma, in effetti, anche se non sempre,

l’asse delle ascisse è disposto orizzontalmente rispetto all’osservatore, e quello delle ordinate verticalmente.

 

 

 

 

RETTE VERTICALI

 

 

Per una retta “verticale” ( = parallela all’asse delle y)

il coefficiente angolare non esiste, non è definito.

 

Infatti si intende per “coefficiente angolare” la costante

che moltiplica x in un’equazione della forma ,

ma una retta verticale non ha un’equazione di tal forma.

L’equazione di una retta

(o, più in generale, di una data curva sul piano cartesiano)

esprime una proprietà “caratteristica” dei punti di quella retta,

ossia una proprietà che è posseduta dalle coordinate x, y

di tutti i punti di quella retta, e di essi soltanto.

Ora, prendiamo la retta verticale della figura a destra.

Qual è la proprietà che caratterizza i suoi punti?

E’ facile riconoscere che i suoi punti sono

tutti e soli i punti del piano cartesiano, la cui ascissa è 5.

Pertanto tale retta sarà associata all’equazione .

Impossibile riscriverla sotto la forma !

 

Una retta verticale ha equazione della forma .

Osserviamo che tale equazione

q       NON indica una funzione in cui x sia variabile indipendente

q       NON può essere portata sotto la forma .

 

 

DA UN CERTO PUNTO DI VISTA, si può però dire che

“una retta verticale ha coefficiente angolare INFINITO”.

 

Questa affermazione va interpretata nel senso che

 

“se si prende una retta con inclinazione altissima, quasi verticale,

  il suo coefficiente angolare sarà grandissimo,

  tendendo all’infinito all’aumentare dell’inclinazione”.

 

 

 

 

 

Osserva

la figura

qui a fianco.

E immagina

che inclinazione

avrebbe

una retta

 con

 coefficiente

 angolare

uguale a

 1.000.000.000 …

 

 

                                                      

 

BISETTRICI DEI QUADRANTI E RETTE INCLINATE DI 45°

 

q       La bisettrice del 1° e 3° quadrante ha equazione  

       (è il luogo dei punti del piano cartesiano

        la cui ordinata è uguale all’ascissa).

 

 Quindi il coefficiente angolare  

        contraddistingue le rette che, rispetto all’asse orizzontale,

        sono inclinate di 45° in salita ( + 45° ).

 

 

q       La bisettrice del 2° e 4° quadrante ha equazione  

       (è il luogo dei punti del piano cartesiano

        la cui ordinata è uguale all’opposto dell’ascissa).

 

 Quindi il coefficiente angolare  

        contraddistingue le rette che, rispetto all’asse orizzontale,

        sono inclinate di 45° in discesa (  45° ).

 

 

Le bisettrici dei quadranti

RETTE CON INCLINAZIONE  >,  O  <,  DI 45°

 

q        Una retta, la cui inclinazione (in salita o in discesa) è  > 45°, ha ;

       una retta, con inclinazione (in salita o in discesa)  < 45°, ha  .

 

 

q        Due rette, che siano ugualmente inclinate,

       ma una in salita e l’altra in discesa,

       hanno coefficienti angolari fra loro OPPOSTI.

 

 

q        Si può dimostrare che due rette PERPENDICOLARI

       hanno coefficienti angolari fra loro ANTIRECIPROCI

       (si dice “antireciproco” l’opposto del reciproco).

 

 

LA PROPRIETA’ FONDAMENTALE DEL COEFFICIENTE ANGOLARE

 

Prendi una retta qualsiasi, che so, la . Adesso, assegna a x due valori, per calcolare

i corrispondenti valori di y e determinare dunque due punti della retta stessa. Ad esempio,

·      puoi porre , e avrai quindi  e di conseguenza un primo punto ;

·      poi puoi porre , e avrai quindi  da cui il secondo punto .

 

Ora vai a calcolare il rapporto ( = quoziente) fra la differenza

delle ordinate e la differenza delle ascisse dei due punti ottenuti:

 

 

Come hai potuto vedere, il risultato di questo calcolo

coincide col coefficiente angolare  della retta.

 

Prova con un’altra coppia di punti, fai nuovamente il calcolo:

otterrai ancora lo stesso valore, il valore del coeff. angolare.

Prendi un’altra retta, considera una coppia di suoi punti: vedrai che il calcolo

,  ovvero  ,

darà sempre il coefficiente angolare  di quella retta.

 

 

 

 

 

Ecco una retta  ,

 e due suoi punti  .

Calcoliamo ;

avremo .

Ma 2 è il coeff. angolare!!!

 

 

Vale dunque (lo si potrebbe dimostrare in generale) la formula

 

 (importantissima!)

 

Data una retta di equazione  ,

il suo coefficiente angolare  

è uguale al rapporto

fra la differenza delle ordinate e la differenza delle ascisse

di due punti qualsiasi della retta stessa.

 

 
NOTA - Il simbolo  è sovente utilizzato, in matematica, per indicare “differenza”.
               Ad es., fra due persone che hanno risp. 15 anni e 47 anni, c’è una differenza di età .
               Presi, in Fisica, due istanti di tempo successivi  e , nei quali la velocità di un corpo è risp.  e ,
               allora nell’intervallo di tempo  l’incremento di velocità (>, < o = 0) è dato da .

 

 

 

E’ utile ed importante osservare (vedi figura) che

 

le due quantità  e  

corrispondono alle due misure (con segno)

dei due segmenti orizzontale (  ) e verticale (  )

che occorre percorrere per passare dal primo punto al secondo punto

 

  (misure con segno, nel senso che

 

  il segmento orizzontale andrà preso col segno

·      positivo se viene percorso da sinistra verso destra,

·      negativo se viene percorso da destra verso sinistra;

 

       e allo stesso modo

 

  il segmento verticale andrà preso col segno

·      positivo se viene percorso dal basso verso l’alto,

·      negativo se viene percorso dall’alto verso il basso.

 

 

 

Quanto sopra ci dice che in una funzione “lineare”, ossia della forma ,

l’incremento di x è proporzionale all’incremento corrispondente di y: il rapporto fra questi due incrementi è costante.

Si può dimostrare che VALE ANCHE IL VICEVERSA: se due grandezze x, y sono legate fra loro in modo tale che

l’incremento di x è proporzionale all’incremento corrispondente di y (se raddoppia uno, raddoppia anche l’altro …)

allora la relazione tra le due grandezze è della forma .

 

Segnaliamo infine che molti testi chiamano “AFFINE” una funzione della forma ,

riservando il termine “LINEARE” solo, o prevalentemente, al caso in cui  (  ).

 

 

·      coeff. ang. = slope (lett.: pendenza), o gradient

·      ordinata all’origine = y-intercept

·       = “rise over run” =

      = spostamento verticale fratto spostamento laterale

E

N

G

L

I

S

H

 

Glenn Caesar

(gcaesar@santarosa.edu)

da Petaluma, California, ci presenta

queste belle figure dinamiche

sul coefficiente angolare (slope)

 

Nel suo www.themathpage.com

Lawrence Spector spiega molto bene queste cose:

http://www.themathpage.com/alg/slope-of-a-line.htm

 

http://www.sonic.net/~geco/math/SlopeRiseRun.html

e sull’eq. di una retta (equation of a straight line)

http://www.sonic.net/~geco/math/Slope_ymxb.html

 

 

DISEGNARE UNA RETTA CONOSCENDONE UN PUNTO E IL COEFFICIENTE ANGOLARE

 

Se noi sappiamo che una retta passa per un dato punto ,

e conosciamo il coefficiente angolare  di quella retta, potremo disegnare la retta con precisione

anche senza aver determinato la costante  q  dell’equazione .

Infatti, poiché sappiamo che per il coefficiente angolare vale la formula  ,

ci basterà fare il disegno in modo che la retta passi per  

e per un altro punto  per ottenere il quale partiremo da  e ci sposteremo

 

        prima orizzontalmente di un segmento orientato  

         poi verticalmente di un altro segmento orientato ,

 

dopo aver scelto  e  in modo tale che il loro quoziente sia uguale a quel valore m che ci interessa.

 

q       Ad esempio (figura 1), per disegnare la retta passante per  e avente coefficiente angolare ,

possiamo partire da  e poi spostarci di 1 verso destra (  ) e di 2 verso l’alto (  ). Troveremo

così il nuovo punto , tale che la retta  avrà   e sarà perciò la retta desiderata.

 

q       Facciamo un altro esempio (figura 2). Per disegnare la retta passante per  e di coeff. ang. ,

possiamo partire da A e spostarci di 4 verso destra (  ) poi di 3 verso il basso (  ).

Raggiungeremo così un nuovo punto B e congiungendo A con B il gioco sarà fatto.