9. RIFERIMENTI CARTESIANI NELLO SPAZIO TRIDIMENSIONALE
Abbiamo menzionato per un attimo, parlando di “prodotto misto”, i riferimenti cartesiani in 3 dimensioni.
Nello spazio tridimensionale è possibile fissare un riferimento cartesiano scegliendo un punto O che faccia da “origine” comune per tre “number lines”, le quali in genere vengono prese ortogonali ( = perpendicolari) a due a due, e tali che i rispettivi versori (terna “levogira”: un
osservatore posto con i piedi in O e con la testa rivolta nel verso di vede che il
vettore deve ruotare in verso antiorario).
Gli assi aventi le direzioni di “asse delle ascisse”, “asse delle ordinate” e “asse delle quote”, e associati (di norma) ai simboli x, y, z. Ogni punto dello spazio tridimensionale sarà individuato da una terna di coordinate (x, y, z) dette, rispettivamente, la sua “ascissa”, la sua “ordinata” e la sua “quota”.
In un sistema Oxyz siffatto: q
la formula per la distanza fra due punti
q
un’equazione di 1° grado nelle tre variabili
x, y, z (
(ad esempio, i tre piani coordinati
xy, xz, yz hanno rispettivamente equazioni:
q
un’equazione della forma ( = 2 variabili indipendenti x, y e, ovviamente, z come variabile dipendente) individua una superficie.
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