ANCORA SULLO STUDIO DEL SEGNO DI UN TRINOMIO DI 2° GRADO |
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Abbiamo detto che il grafico di una
funzione di 2° grado è una curva che va “prima giù e poi su” oppure “prima su e poi giù”, detta “parabola”. E’ evidente che il discorso è generico: richiederebbe una impostazione più rigorosa, e corredata da dimostrazioni di quanto affermato. Ciò è compito della “Geometria Analitica”.
Ci limitiamo qui ad affermare che, volendo, le regole per lo studio del segno di un trinomio di 2° grado potrebbero anche essere ricavate senza interpretazione grafica, ossia per pura via algebrica.
Sia infatti
1) se Ma in questo caso allora, dato che il
fattore è |
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e analogamente per il fattore il prodotto avrà, a seconda dei vari valori di x, il segno che risulta dallo schema
riportato qui a destra ed essendo dunque se ne trae che il trinomio avrà “segno concorde con quello del suo primo coefficiente a per valori esterni, discorde per valori interni” |
tratteggio = negatività, linea continua = positività |
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2) se |
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Poiché ora un quadrato è sempre con la sola eccezione di essere se ne trae che il trinomio avrà sempre segno concorde con quello del suo primo coefficiente a , con una sola eccezione: il trinomio infatti si annullerà per l’unica soluzione che in questo caso possiede l’equazione associata. |
linea continua = positività, pallino = annullamento |
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3) se, infine, e il trinomio non è scomponibile in campo reale; in questo caso però possiamo scrivere
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Siccome è perché somma di un termine non negativo (il quadrato) con un termine >0
Ma il prodotto del coefficiente a per un numero strettamente positivo qualunque sia x, ha sempre, per qualsiasi valore di x, lo stesso segno di a.
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I) UNA POTENZA CON ESPONENTE PARI, CONFRONTATA CON LO ZERO |
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a)
Per risolvere queste disequazioni basta ragionare così:
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una quarta potenza (più in generale: UNA POTENZA CON ESPONENTE PARI) NON PUO’ Essa è: ·
POSITIVA
quando ·
NULLA quando
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Perciò: a) b) c) d)
E’ chiaro che allo stesso modo avremmo potuto procedere se al posto dell’esponente 4 ci fosse stato un qualunque esponente PARI.
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ESERCIZI |
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1) |
2) |
3) |
4) |
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5) |
6) |
7) |
8) |
9) |
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SOLUZIONI |
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1) imposs. |
2) |
3) |
4) |
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5) |
6) |
7) |
8) imposs. |
9) |
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II) UNA POTENZA CON ESPONENTE DISPARI, CONFRONTATA CON LO ZERO |
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e)
Per risolvere queste disequazioni basta osservare che
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una quinta potenza (più in generale: UNA POTENZA CON ESPONENTE DISPARI) HA SEMPRE LO STESSO SEGNO DELLA SUA BASE, ossia è: · positiva quando la base è positiva; · negativa quando la base è negativa; · nulla quando la base è nulla.
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Perciò:
e) f)
g)
h)
E allo stesso modo, ovviamente, si sarebbe potuto ragionare se al posto dell’esponente 5 avessimo trovato un qualsiasi altro esponente DISPARI.
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ESERCIZI |
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10) |
11) |
12) |
13) |
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14) |
15) |
16) |
17) |
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18) |
19) |
20) |
21) |
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SOLUZIONI |
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10) |
11) |
12) |
13) |
14) |
15) |
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16) |
17) |
18) |
19) |
20) imposs. |
21) |
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III) DISEQUAZIONI RISOLUBILI ESTRAENDO UNA RADICE CON INDICE PARI
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L’elevamento ad esponente PARI dei due membri di una disuguaglianza, o l’estrazione di radice con indice PARI dei due membri di una disuguaglianza, sono leciti SOLTANTO QUANDO I DUE MEMBRI SONO NUMERI POSITIVI O NULLI.
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Infatti, indicato con 2n un intero PARI, e con a, b due numeri reali POSITIVI O NULLI, si ha:
Invece, se due numeri che non sono entrambi positivi sono disuguali, non è detta che i loro quadrati (ad esempio) siano disuguali nello stesso senso: potrebbero esserlo, o non esserlo.
Nel risolvere una disequazione mediante estrazione di radice con indice pari, ci vuole cautela!!!
♪ Innanzitutto, ribadiamolo ancora, il passaggio è possibile solo quando i due membri sono positivi (in
senso lato:
♫ inoltre, è indispensabile ricordare che l’estrazione di radice con indice pari costringe, spesso, a introdurre un simbolo di valore assoluto: ad esempio, sappiamo
che
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Esempio 1 Possiamo
estrarre le radici quarte perché i due membri sono sempre OCCHIO ADESSO! Deve per forza intervenire il simbolo di valore assoluto, e si ottiene Ma quali sono i numeri reali il cui valore assoluto è maggiore di 3? Il valore assoluto di un numero non è altro che la distanza dall’origine del punto che, sulla number line, rappresenta quel numero! E allora |
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Es. 2
(i numeri il cui val. ass. è <2 sono quelli la cui “distanza dall’origine” è <2, ossia quelli compresi fra
Aggiungendo ora 3 ad ogni anello della catena si ha e dividendo infine per 5
Es. 3
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Es. 4
Qui però non si può isolare x operando direttamente sulla catena. La doppia limitazione equivale a domandarsi per quali valori di x sono verificate simultaneamente entrambe le condizioni quindi a risolvere il SISTEMA
La quindi il sistema ha per soluzioni
i valori comunque, dell’argomento si occuperà un capitolo successivo.
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Es. 5 OCCHIO!!!
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Qui 2° membro è negativo, perciò NON si possono estrarre le radici quarte. |
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Siamo bloccati, dobbiamo procedere diversamente. Ma basta osservare che il risultato
dell’operazione è sempre (qualunque sia x) positivo che la disequazione proposta è
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IV) DISEQUAZIONI RISOLUBILI ESTRAENDO UNA RADICE CON INDICE DISPARI |
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L’elevamento ad esponente DISPARI, o l’estrazione di radice con indice DISPARI, è un passaggio SEMPRE LECITO in una disequazione:
infatti, qualunque siano i segni dei due numeri reali a, b, valgono le doppie implicazioni
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Esempio 1
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Esempio 2
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Esempio 3
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Esempio 4
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Esempio 5
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ESERCIZI (se c’è la freccia, cliccando potrai vedere la correzione) |
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23) |
24) |
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28) |
29) |
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30) |
31) |
32) |
33) |
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35) |
36) |
37) |
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38) |
39) |
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43) |
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45) |
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49) |
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SOLUZIONI |
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23) |
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28) |
29) |
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30) |
31) imposs. |
32) |
33) |
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34) |
35) |
36) |
37) |
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38) |
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41) |
42) imposs. |
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43) |
44) |
45) |
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46) imposs. |
47) |
48) |
49) |
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50) |
51) |
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53) |
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56) |
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CENNI ALLE DISEQUAZIONI IRRAZIONALI
Sono quelle che contengono l’incognita sotto il segno di radice. Ci si libera dalle radici elevando a potenza; e tuttavia, mentre l’elevamento a esponente dispari è un’operazione “tranquillissima”, perché sempre lecita e sempre tale da mutare la disequazione di partenza in un’altra ad essa equivalente, invece l’elevamento ad esponente pari, necessario ad esempio per sbarazzarsi da una radice quadrata, è un passaggio estremamente problematico, possibile solo a condizione che i due membri siano positivi per tutti i valori di x, o almeno “per tutti i valori di x ai quali ci si sta riferendo”.
Tutto ciò costringe ad elaborare una teoria non semplicissima, che fa parte di un capitolo più avanzato (pag. 274).
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