DISEQUAZIONI IRRAZIONALI: CASI PARTICOLARI DEL 1° TIPO E DEL 2° TIPO

 

5)

 

 

E’ del 1° tipo. La teoria generale ci dice che la disequazione equivale ad un sistema con 3 condizioni:

 

 cioè, in questo caso,  

 

Osserviamo però che la seconda condizione è una disuguaglianza numerica non contenente l’incognita,

vera di per sé, quindi superflua (per questo l’abbiamo cancellata).

Allora il sistema si riduce alle sole due condizioni  

La nostra disequazione ha dunque come soluzioni i valori .

 

Si sarebbe potuto anche arrivare a questa conclusione più rapidamente:

data la disequazione , noi possiamo scrivere la condizione di realtà ,

alla quale comunque x dovrà necessariamente soddisfare per essere soluzione, poi

(essendo i due membri certamente esistenti e positivi per ogni valore di x che soddisfa

 tale condizione di realtà) elevare al quadrato ottenendo .

Se dunque x è soluzione della disequazione data, allora x sarà soluzione del sistema ;

e si può controllare che vale pure il viceversa, cioè che ogni soluzione del sistema lo è anche della diseq.

(se x è soluz. del sistema, in particolare verifica la  condizione e ne rende entrambi i membri positivi;

 ma se i due membri di una disuguaglianza vera sono positivi,

 allora è vera pure la disuguaglianza ottenibile estraendo la radice quadrata)

 

6)

 

Qui siamo nel 2° tipo.

La teoria generale ci dice che la disequazione equivale a una coppia di sistemi, separati da un “vel” logico:

 

 ossia   

Spieghiamo ora le cancellazioni.

il 1° sistema, contenendo una condizione impossibile, è impossibile cioè

non è verificato da nessun valore di x (non ci porta soluzioni, per questo l’abbiamo cancellato);

nel 2° sistema, la condizione  non contiene x ed è banalmente vera, quindi è superflua, cancellabile.

Sopravvive la sola condizione ,

risolvendo la quale si trovano dunque le soluzioni della disequazione:

.

 

Si sarebbe potuto anche arrivare a questa conclusione più rapidamente:

data la disequazione  noi possiamo scrivere la condizione di realtà ,

ponendo così alla x un vincolo al quale x dovrà per forza soddisfare se vuole essere soluzione,

poi (dato che i due membri sono  per ogni valore di x) elevare al quadrato ottenendo ;

sennonché, la condizione così ottenuta rende inutile a questo punto quell’altra,

perché se un numero è maggiore di 16, allora è certamente anche maggiore di 0.

In definitiva, dalla disequazione discende come conseguenza la condizione ;

e viceversa ,

se x verifica quest’ultima condizione, allora x rende vera una disuguaglianza fra numeri positivi

quindi renderà vera anche la disuguaglianza ottenibile estraendone la radice quadrata,

ossia la disuguaglianza .

 

7)

 

Si vede istantaneamente che questa disequazione è IMPOSSIBILE.

Il risultato di un’estrazione di radice quadrata, quando esiste in campo reale, è sempre ,

non può quindi mai essere minore di un numero negativo.

 

8)

 

Il risultato di un’estrazione di radice quadrata, quando esiste in campo reale, è sempre ,

quindi certamente maggiore di un numero negativo.

Le soluzioni di questa disequazione sono dunque tutti e soli i valori di x

che rendono possibile l’estrazione di radice restando in campo reale.

La disequazione data EQUIVALE perciò ALLA SOLA CONDIZIONE DI REALTA’

.

Controlla pure, caro lettore, come, se avessimo applicato pedissequamente la “normale” teoria

sulle disequazioni irrazionali del 1° e del 2° tipo alle disequazioni 7) e 8), saremmo giunti

alle medesime conclusioni alle quali ci ha consentito di pervenire un ragionamento più rapido.

 

DISEQUAZIONI IRRAZIONALI: UN ALTRO CASO

 

E se avessimo  come dovremmo comportarci?

 

Osserviamo innanzitutto che possiamo pensare soltanto al <, oppure soltanto al >, a nostra scelta,

in quanto i due casi sono perfettamente speculari (studiato uno, è studiato anche l’altro, perché

riconducibile al precedente semplicemente riscrivendo la disuguaglianza al rovescio, da destra a sinistra).

 

Pensiamo allora, ad esempio, alla

(*)  .

 

Innanzitutto, se un valore di x soddisfa alla (*), allora renderà estraibili in campo reale

entrambi i radicali, cioè soddisferà simultaneamente ad entrambe le condizioni   

e inoltre, rendendo vera una disuguaglianza fra numeri positivi, verificherà anche la disuguaglianza

ottenibile elevando al quadrato: .

 

Pertanto, se x è soluzione della (*), allora x sarà soluzione anche del sistema

(**)   

 

E’ poi facile controllare che se x è soluzione di (**), allora x è anche soluzione di (*)

(di una disuguaglianza fra numeri positivi è lecito estrarre la radice quadrata).

 

Pertanto (*) ha come SISTEMA EQUIVALENTE (**).

Osserviamo, fra l’altro, che in (**) la  condizione è superflua, perché è conseguenza delle altre due.

 

In definitiva avremo: 

 

 

9)   Un esempio:

        

Abbiamo volutamente preso un esempio col > anziché col < !

Se vuoi, puoi riscrivere al rovescio ,

ma questo non è indispensabile per il ragionamento.

 

       Dunque:   

         da cui  .

 

NOTA

Se ti dimentichi

di cancellare

una condizione superflua,

la cosa non deve preoccuparti:

l’esercizio esce giusto lo stesso!