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d) REGOLA DI CARTESIO |
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Questa regola
permette di stabilire qual è il segno delle soluzioni di un’equazione di 2° grado assegnata (vale a dire: di stabilire se sono entrambe positive, oppure entrambe negative, oppure discordi) senza risolvere l’equazione stessa.
Premessa
In un’equazione di 2° grado, diciamo che vi è una “permanenza” se due coefficienti consecutivi hanno lo stesso segno; che vi è una “variazione” se due coefficienti consecutivi hanno segni opposti.
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REGOLA DI CARTESIO In un’equazione di 2°
grado q ad ogni PERMANENZA corrisponde una soluzione NEGATIVA, q e a ogni VARIAZIONE corrisponde una soluzione POSITIVA;
nel caso, poi, che si abbia una permanenza e poi una variazione, oppure una variazione seguita da una permanenza, la soluzione di valore assoluto maggiore è: quella negativa, se viene prima la permanenza, quella positiva se viene prima la variazione.
NOTA: naturalmente, la regola di
Cartesio vale soltanto a condizione che sia
perché se ma quando ci riferiamo a numeri complessi non ha senso parlare di “positività” o “negatività”.
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NOTA allo specchietto
Nello specchietto si suppone sempre che il 1° coefficiente sia positivo, perché questa ipotesi non è restrittiva: se, infatti, il 1° coefficiente fosse negativo, potremmo sempre cambiare tutti i segni, riconducendoci ad un 1° coefficiente positivo; … e così facendo, le permanenze resterebbero permanenze, le variazioni resterebbero variazioni, e le soluzioni non cambierebbero.
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Esempi:
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a) |
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2 Variazioni, quindi: 2 soluzioni positive.
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b) |
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1 Permanenza seguita da 1 Variazione: quindi, soluzioni discordi, e la soluzione “prevalente” ( = di valore assoluto maggiore) è quella negativa, perché viene prima la permanenza.
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c) |
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ATTENZIONE: qui la regola non è
applicabile, perché è |